Monthly Archives: Gennaio 2016

ROMA: Piazza di Spagna, Noi con Salvini – Donne terrà una manifestazione

Roma, 09/01/2016

alle 15.30 in Piazza di Spagna,i militanti e le militanti  di Noi con Salvini – Donne, si terrà una manifestazione, portando una rosa bianca, per dare solidarietà e vicinanza alle donne vittime degli abusi e delle violenze di Colonia e al contempo per denunciare l’incapacità del Governo Renzi e dell’Europa di fronteggiare l’esodo di immigrati che sta proseguendo senza sosta verso il nostro ed altri paesi europei.

foto di Barbara Saltamartini.

E’ Daniela Domanico la coordinatrice provinciale del gruppo Donne NCS in Provincia di Latina

Latina, 07/01/2016

bannerdaniela.it-22eea-copia  http://danieladomanico.eu

“Daniela Domanico laurea in Medicina specialista Oculista Dirigente Medico all’Ospedale Fiorini di Terracina, da sempre appassionata ed impegnata in politica e nel Sociale è il Coordinatore NCS-Donne della Provincia di Latina e Città Capoluogo “. Nomina ricevuta il 5 Gennaio dall’On Barbara Mannucci Coordinatore Nazionale Donne di NCS durante una CENA conviviale-programmatica tra SALVINIANE intervenute per l’occasione da tutte le Province Lazio e svoltasi alle porte di Roma. La nomina della Dr.ssa D. Domanico è sicuramente un riconoscimento a una professionista che milita con entusiasmo e convinzione in NCS e che insieme al suo gruppo ha portato a Latina sin dalla prima ora il progetto di Salvini, e ad un certo punto, con coraggio e determinazione, ha deciso anche di mettersi in gioco in prima persona su territorio Pontino. La sua nomina è anche un invito al mondo Femminile a partecipare di più alla vita Politico-Sociale, e a quelle Donne che sono già impegnati in politica, ma anche a coloro che vorrebbero farlo e non ne hanno avuto ancora l’occasione. A loro un invito a partecipare, ad avventurarsi insieme nelle tante sfide del nostro territorio all’interno di un’attività organizzata come è quella del gruppo NCS a Latina. E’ soprattutto un invito a crescere per poter esercitare, domani, un ruolo consapevole e incisivo nella nostra Provincia. In questo momento di grande centralità della politica e nella quotidianità delle cose, delle tante e sempre più complicate sfide economiche e sociali”.

Morte per gravidanza: si migliori la prevenzione.

Troppi casi in pochi giorni, forse un allarme che non deve far pensare a semplice casualità. Succede quando si dimentica la ‘prevenzione’ che, se applicata, farebbe risparmiare soldi e soprattutto vite umane. Nessuno ci ha mai spiegato perché spesso capita la morte in grembo anche in gravidanza avanzata, o come la più alta probabilità di morte durante il parto sia il distaccamento precoce della placenta per un problema vascolare a monte. Mediamente 50 pazienti l’anno su 500.000 muoiono di parto (1/10.000) e questi dati potrebbero essere assolutamnte dimezzati solo facendo giusta e semplice prevenzione capillare. Tutte le donne dovrebbero fare delle analisi genetiche di base importantissime ma che troppo spesso si evitano perché a pagamento e molto costose. Eppure tali analisi, che per esempio a Roma si effettuano in pochi ospedali, sono fondamentali per salvaguardare madre e figlio.

Durante la gravidanza vi è uno stato di ipercoagulabilità, cioè le donne hanno una maggiore tendenza alla coagulazione del sangue rispetto a quando non si è in gravidanza. Questo avviene per un aumento dei livelli dei “fattori di coagulazione” in particolare ai fattori I, VII, VIII, IX e X.

Inoltre, ai cambiamenti che avvengono normalmente in gravidanza, si possono aggiungere altre alterazioni della coagulazione del sangue dovute a complicanze ostetriche come la preeclampsia (pressione alta, proteine nelle urine e gonfiore a mani o piedi), distacco della placenta, embolia del liquido amniotico o morte del feto all’interno dell’utero.

Troppo spesso la popolazione non viene informata o seguita in modo adeguato e non bisogna pensare ad allarmismo ma a diritto di conoscenza. Ci sono due malattie associate a disordine della coagulazione che possono complicare la gravidanza: malattia di Von Willebrand e l’emofilia.

La prima è dovuta all’alterazione del fattore di Von Willebrand (VW) e si presenta in tre diverse forme: a trasmissione ereditaria dominante o recessiva, e sappiamo tutti quanto è importante l’analisi genetica che in questi casi dovrebbe essere alla portata di tutti. L’emofilia è un gruppo di malattie in cui c’è una carenza di un fattore di coagulazione: emofilia A per carenza del fattore VIII (la più comune) ed emofilia B per carenza del fattore IX. Entrambi i tipi di emofilia sono ereditati come autosomica recessiva legata al sesso al cromosoma X, cioè le donne sono portatrici di emofilia e la trasmettono, mentre gli uomini ne sono affetti.

Questi sono solo due esempi di come sia importante lo studio della genetica, di come ogni gravidanza debba essere monitorata per tutte le malattie ad oggi conosciute e per le quali la diagnosi sarebbe semplice e veloce. Ad oggi però molte analisi sono a carico della paziente che per usufruirne in strutture pubbliche (pochissime in grado di effettuarle) deve effettuare prenotazioni e comunque veri e propri viaggi.

La Commissione Europea in un recente documento “Malattie rare: la sfida dell’Europa” raccomanda lo sviluppo di registri di patologia per implementare: sorveglianza epidemiologica, prevenzione ed educazione sanitaria relativa a soggetti affetti già in moto in Italia dal 2005. Per le coagulopatie esiste uno specifico Registro Nazionale delle Coagulopatie Congenite finalizzato alla raccolta di dati sulla prevalenza delle diverse coagulopatie, sulle complicanze delle terapie e su fabbisogni e consumi di farmaci necessari al trattamento. I dati contenuti nel Registro 2013 sono relativi al 91% dei 55 Centri Emofilia presenti sul territorio nazionale e si riferiscono a un totale di 9.461 soggetti: il 40% affetto da emofilia A, il 24% da malattia di von Willebrand, l’8% da emofilia B e il 18% da difetti di altri fattori della coagulazione. (fonte http://www.iss.it/)

Da questi dati si capisce come e quanto sia importante l’aspetto delle malattie rare che in realtà così rare non sono. Meglio chiamarle ‘misconosciute’ visto che troppo spesso portano ad eventi gravi come morti intrauterine e morti da parto. Se la diagnosi rimane a carico della contribuente e non si provvede quanto prima a randerle più accessibili in più centri “pubblici” sparsi sul territorio, il problema rimarrà sempre una semplice casualità che mai sarà il caso di persone abbienti. E’ grave rilevare quanto ad oggi siano sottovalutata la ricerca ed in particolare le genetica, di dove i tagli della spending review abbiano colpito. Lo stato deve per primo tutelare tutti, soprattutto il suo stesso futuro.

Un’adeguata prevenzione dovrebbe:

Razionalizzare le strutture con meno di 1000 parti l’anno, prevedendo interventi ginecologici e parti solo in strutture dove sia sempre presente la ‘rianimazione’ e la culla di trasporto per le complicanze gravi
Incrementare la conoscenza che l’assetto genetico delle coagulopatie è molto importante agevolando la fruibilità di tutti i test genetici a tutta la popolazione
Offrire un piano formativo per personale medico e paramedico che troppo spesso (anche per paure medico legali) indirizzano la paziente verso il parto cesareo
Favorire precorsi specifici orientando la scelta della struttura in base alla complessità del parto e comunque predisponendo rapidamente possibilità di trasferimento presso strutture più attrezzate in caso di complicanze impreviste (evitando così situazioni tipo il caso di Catania dove mamma e figlio sono morti in attesa di un’ambulanza e di un posto di rianimazione)
Scegliere i responsabili di struttura in base ai curricula (numeri di parti effettuati, attività di ricerca internazionale, organizzazione del lavoro) effettuando una vera razionalizzazione di graduatoria pubblica online

Don Bosco vietato sbagliare contro il Bassiano

Don Bosco Pgs esultanza
Dopo la sosta natalizia il campionato riprende e la Don Bosco è chiamata all’impegno casalingo contro la Pol. Bassiano. Si tratta d un impegno delicatissimo, quasi decisivo per gli oratoriani di Gaeta che vengono da tre sconfitte, per cui questo impegno con il Bassiano, sul campo di Sperlonga diventa fondamentale per la classifica e per il morale.
Morale che se si guarda la classifica non può essere certo dei migliori. E’ probabile che a questa squadra – che corre, lotta ed è anche bella da vedere – manchi qualcosa per cui i risultati faticano ad arrivare, come nell’ultima persa immeritatamente per 1 a 0 contro il Bainsizza. Ma ciò nonostante la squadra è compatta dietro il suo giovane allenatore, si allena con impegno con il gruppo al gran completo. Non è infatti usuale vedere una squadra che non paga un euro di rimborso spese, terz’ultima in classifica che durante le feste natalizie partecipa agli allenamenti con tutti i suoi 25 effettivi, infortunati esclusi.
A proposito a questi ultimi, a Di Tucci, Vaudo e Galeno si aggiunto il giovanissimo Francesco Pescatore che durante una seduta di allenamento si è procurato una distorsione alla caviglia. In dubbio anche la presenza del bravo centrale Fortunato, colpito da un gravissimo lutto familiare. In questo caso D’Amante sarà costretto all’ennesima rivoluzione del reparto arretrato.
In ogni caso contro il Bassiano, reduce dal pareggio interno contro il forte Monte San Biagio, per gli oratoriani è vietato mancare il risultato pieno se si vuole ancora continuare a sperare in una salvezza, aritmeticamente ancora possibile.