DTT, a Frascati la macchina sperimentale per la fusione nucleare

Sarina Biraghi – Sarà costruita a Frascati, in provincia di Roma, la macchina sperimentale Divertor Test Tokamak (DTT). Farà parte del Centro di eccellenza internazionale per la ricerca e dovrà fornire risposte sulla fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia dalla fusione. Dtt è considerata l’anello di collegamento con i grandi progetti internazionali, come il reattore sperimentale Iter in costruzione in Francia. Il Consiglio di Amministrazione dell’Enea ha approvato la relazione conclusiva con la graduatoria finale delle 9 località candidate e sulla base dei requisiti tecnici, economici ed ambientali richiesti, il punteggio più elevato è stato assegnato dall’apposita Commissione di valutazione proprio al sito di Frascati. A seguire, la Cittadella della Ricerca (Brindisi) e Manoppello (Pescara). Nulla da fare anche i due siti liguri, Ferrania (Savona) e La Spezia, per quello piemontese di Casale Monferrato, ma anche per i siti di Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, con un sito in tandem con la Toscana e Veneto.

Per la scelta è stato necessario valutare come requisiti l’estensione dell’area, la compatibilità con il piano regolatore urbanistico, le certificazioni ambientali, la presenza di infrastrutture e aree industriali ed eventuali sinergie. “Dai sopralluoghi effettuati nei 60 giorni di istruttoria e dall’esame della documentazione ricevuta, sono emerse indicazioni fattuali per valutare l’idoneità dei siti; a ogni requisito è stato associato uno specifico punteggio per elaborare la graduatoria – ha dichiarato il presidente della Commissione ing. Alessandro Ortis, già Presidente dell’Autorità per l’energia – È stato un percorso laborioso e di grande impegno, facilitato da un apprezzatissimo dialogo di approfondimento con le amministrazioni regionali e locali che hanno assicurato un apporto di qualità al lavoro della Commissione”.

Per DTT sono previsti investimenti pubblici e privati per 500 milioni di euro e l’impiego di oltre 1.500 persone altamente specializzate con ricadute scientifiche, tecnologiche ed occupazionali, oltre al coinvolgimento di istituzioni di ricerca, università e imprese.

L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte pervenute hanno dimostrato capacità di attivarsi, professionalità e forte attenzione al mondo della ricerca: di questo desidero ringraziare tutte le istituzioni regionali coinvolte – ha dichiarato il Presidente dell’ENEA Federico Testa – Oggi è l’Italia che vince. Perché investe sulla conoscenza e sull’energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive per tutti e, in particolare, per i giovani”.

L’avvio dei lavori della Dtt è previsto entro il 30 novembre 2018, con l’obiettivo di concluderli in 7 anni; saranno coinvolte oltre 1500 persone di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di circa 500 milioni di euro. I finanziamenti sono sia pubblici che privati e vedono la partecipazione, fra gli altri, di Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (60 milioni di euro) per conto della Commissione europea, il Miur (con 40 milioni), il Mise (40 milioni impegnati a partire dal 2019), la Repubblica Popolare Cinese con 30 milioni, la Regione Lazio (25 milioni), l’Enea e i partner con 50 milioni cui si aggiunge un prestito BEI da 250 milioni di euro.

“La scelta dell’Enea di realizzare a Frascati un centro mondiale di ricerca su energia nucleare pulita e sicura è un risultato straordinario – ha dichiarato il presidente di Unindustria Filippo Tortoriello –  Unindustria fin dal primo momento ha sostenuto con tutto il suo impegno l’opportunità di ospitare nella nostra Regione questa infrastruttura di grande prestigio destinata a fare della fusione nucleare la soluzione del futuro che soddisferà senza limiti la domanda di energia. A fronte di 500 milioni di euro di investimenti pubblici ed europei, con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro e 1500 nuovi posti di lavoro, il Lazio si conferma come la punta di diamante della ricerca e dell’innovazione del nostro Paese. Questo è un riconoscimento che premia una Regione che ha saputo fare squadra, per raggiungere un obiettivo fondamentale per la crescita e la competitività del territorio. Vogliamo ringraziare i Rettori delle nostre Università che hanno sostenuto il progetto e la Regione Lazio che fin da subito ha creduto nella candidatura di Frascati come sede della DTT”.