Monthly Archives: Maggio 2018

Urzì: “Il Pd fa assumere la compagna di Bressa”

“Esistono due parole evidentemente poco conosciute al Partito Democratico: opportunità e decenza. Il caso dell’assunzione da parte della Provincia di un addetto stampa e marketing nella persona di Francesca Puglisi, compagna di vita, come riferisce oggi il quotidiano Alto Adige, del sottosegretario Gianclaudio Bressa, impone un chiarimento da parte della Giunta provinciale, composta anche da un assessore del Partito Democratico”. A lanciare l’accusa è Alessandro Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della regione Trentino Alto Adige con il movimento l’Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia.

“Un precisazione oltre che sul rispetto delle regole formali, fra queste quella del possesso del patentino, chiesto con esasperazione anche per i netturbini in Alto Adige ma stranamente ritenuto superfluo per la senatrice Puglisi, ma anche sull’opportunità di una scelta che ha creato sconcerto a partire dai giornalisti altoatesini che in grande numero sognavano quel posto”, aggiunge Urzì.

“Considerato che la stragrande maggioranza dei potenziali interessati risulta che non avessero nemmeno saputo di questa opportunità, chiederò con interrogazione e richiesta di prove informatiche, per quanto tempo sia stato pubblicato il bando sui siti istituzionali della Provincia e perché di esso non sia stata fatta alcuna altra forma di promozione: sarebbe stato interesse della Provincia avere più candidati. Appare sospetto anche il fatto che si siano presentati solo in due, di cui uno senza prendere poi parte ai colloqui. Sarà stato per il requisito del patentino “A” che veniva richiesto e che forse molti non avevano? Nemmeno la senatrice Puglisi, residente a Bologna, lo ha, ma la sua domanda è stata accolta lo stesso. O sarà perché appunto l’informazione sul bando si è fatto di tutto per occultarla?”, attacca ancora il coordinatore regionale di Fdi.

“Ottenere per una ex, da pochi giorni, senatrice del Pd, con i voti dello stesso Pd e della Svp che ha fatto eleggere blindandolo solo il 4 marzo scorso il proprio compagno di vita Bressa, un posto di lavoro in deroga alle regole del bando, viene veramente ritenuto opportuno e decente? Sulla questione chiederò tutto l’incartamento, non escludendo ulteriori iniziative”, conclude Urzì.

 

Da Campoverde un aiuto alla Fondazione Operation Smile Italia

In questi giorni la Fondazione Operation Smile Italia Onlus ha avviato la campagna sms solidale “Smile House in Italia: dona una vita di sorrisi” che si protrarrà fino al 17 giugno, allo scopo di raccogliere fondi destinati al potenziamento dei servizi multispecialistici gratuiti offerti in due Centri, a Milano, presso l’Ospedale San Paolo, e da alcuni mesi in una struttura in via di completamento anche a Roma, all’interno dell’Ospedale San Filippo Neri. In queste strutture operano equipe mediche in grado di assistere i pazienti con malformazioni al volto durante l’intero percorso di diagnosi e cura. In Italia infatti si registrano ogni anno circa 800 nuovi casi di palatoschisi, labiopalatoschisi o labioschisi, comunemente nota come labbro leporino. Patologie complesse che richiedono l’intervento di diversi specialisti e comportano un lungo iter terapeutico. La Fondazione Operation Smile Italia Onlus, attiva in Italia dal 2000 nella cura di queste malattie, al fine di assicurare ai bambini nati in Italia con malformazioni al volto le cure idonee attraverso un percorso multidisciplinare in un’unica struttura, ha costituito i due centri, quello milanese e quello romano. La Fondazione, in cui lavorano oltre 121 volontari medici, infermieri ed operatori sanitari impegnati sia in missioni mediche nel mondo che in progetti di cura nazionali, fa parte dell’organizzazione medica umanitaria internazionale, Operation Smile, che fin dal 1982 garantisce cure chirurgiche gratuite a bambini nati con malformazioni al volto, come il labbro leporino, la palatoschisi e la labiopalatoschisi realizzando ogni anno decine di missioni in oltre 60 Paesi.

Consapevole dell’importanza di assicurare un’assistenza a 360 gradi ai piccoli pazienti con una malformazione che comporta serie implicazioni e richiede il coinvolgimento di diversi specialisti, AbbVie Italia,  l’azienda biofarmaceutica globale con sede a Roma e a Campoverde, in provincia di Latina, ha offerto il proprio supporto al progetto Smile House di Roma contribuendo nei mesi scorsi alle spese di allestimento della struttura presso l’Ospedale San Filippo Neri e all’acquisto di materiali per un weekend clinic chirurgico. Un sostegno, quello dell’azienda biofarmaceutica AbbVie a Operation Smile, fornito fin dal 2013 già a livello internazionale per i programmi in molti Paesi, attraverso diverse donazioni, e che si è andato via via estendendo fino alle attività della Fondazione operante in Italia. 

Nell’esprimere l’apprezzamento per quanto la Fondazione Operation Smile Italia Onlus sta realizzando, Fabrizio Greco, amministratore delegato di Abbvie Italia, spiega: “Il nostro convinto supporto nasce dalla condivisione con la Fondazione di importanti valori comuni e finalità che sono alla base anche dei progetti portati avanti nel nostro Paese. Le iniziative della Fondazione in Italia in particolare – sottolinea Greco –  assicurano un ampliamento dell’accesso alle cure per i pazienti, alti standard di qualità nei trattamenti e un approccio multidisciplinare con una presa in carico olistica della persona che presenta una patologia al volto così complessa, grazie alla fattiva collaborazione tra i diversi specialisti coinvolti”.

Le iniziative della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, secondo l’ad Greco rappresentano “un esempio virtuoso di collaborazione pubblico e privato a beneficio della qualità della cura e della sostenibilità del SSN. E’ in questa direzione che intende muoversi AbbVie nel proporsi quale partner per la realizzazione di iniziative concrete volte ottimizzare l’utilizzo delle risorse ed elevare i livelli di assistenza al paziente attraverso positive sinergie pubblico/privato”.

 

I peperoni al pangrattato di Grazia

di Grazia Sarleti – Arriva l’estate e il peperone, con i suoi colori brillanti, diventa il re della cucina. Lo so, i peperoni ci sono sempre, anche d’inverno, ma d’estate c’è più gusto a mangiarli. Lo so i peperoni non sono facilmente digeribili per alcune persone, ma vale comunque la pena mangiarne anche una piccola quantità, perché sono troppo buoni!!!! E allora ecco la mia ricetta dei

Peperoni al pangrattato

Dose per 4/6 persone

Ingredienti:
6 Peperoni gialli e rossi
50 g di pangrattato
Olio evo
Aceto di vino bianco un cucchiaio
Sale e papà qb
1 spicchio di aglio
Menta e prezzemolo tritati a piacere.
Tagliare a fette i peperoni e cuocerli in 3/4 cucchiai di olio. A cottura ultimata  toglieteli dalla padella e sistemateli in un piatto da portata. Nello stesso olio dei peperoni tostare il pangrattato, salare e pepare, a metà tostatura (circa 2 minuti) spruzzate con aceto e aggiungete il prezzemolo e la menta tritati. Quindi fate evaporare e spegnete. Cospargete i peperoni con il pangrattato e servite (sono buoni anche freddi).

Un “Gelato sospeso” per il sorriso di un bambino

Gelato al gusto “sorriso” per i quei piccoli che sorridono poco e mangiano pochissimi gelati… Arriva l’estate e si rinnova l’appuntamento con la più dolce delle iniziative: quella del Gelato Sospeso di Salvamamme, l’associazione che grazie alla solidarietà, tiene insieme famiglie e bambini che rischiano di perdersi…L’iniziativa, che ha riscosso un tale successo da essere ripresa dalla stampa internazionale, dalla Francia al Giappone, prendendo ispirazione dall’antica tradizione napoletana del caffè sospeso prevede che nelle gelaterie che esporranno la locandina del Gelato Sospeso, ognuno possa lasciare un gelato pagato ad un bambino la cui famiglia non può permetterselo. Cosa si riceve in cambio? Il pensiero positivo di aver fatto del bene a una famiglia che neanche si conosce. Si prende un gelato e se ne pagano due lasciandone appunto uno “sospeso” che sarà per la famiglia in difficoltà economica che entrerà nel negozio chiedendo un gelato sospeso. Per prendere parte all’iniziativa, che si svilupperà dal 1 giugno al 31 ottobre, basta recarsi in una delle gelaterie, dei bar o dei locali aderenti e lasciare la propria offerta nel vaso trasparente messo a disposizione dell’attività commerciale che emetterà uno scontrino al momento della consegna del gelato alla famiglia che lo riceverà.

Dal 2015 al 2017, ovvero dal lancio della prima campagna ad oggi, l’associazione Salvamamme con il “gelato sospeso” ha donato 100mila sorrisi grazie al coinvolgimento di centinaia di gelaterie sparse in tutte le regioni italiane.

Per chi cerca un “gelato sospeso”, l’elenco, ancora in fase di completamento, delle gelaterie aderenti è sul sito (gelatosospeso.it), che fornirà tutte le informazioni a chi vorrà aderire. Nel caso in cui ci non si esaurissero, Salvamamme provvederà anche a coordinare l’invio dei gelati a case famiglia con minori, centri per anziani ed anche case protette per donne maltrattate con minori.

Qualora non tutti i gelati sospesi saranno esauriti i fondi rimanenti potranno essere dirottati su altri virtuosi progetti della no profit. 

 

 

 

All’AbbVie il Premio Emas Italia 2018

AbbVie, azienda biofarmaceutica, ha ricevuto  il Premio Emas Italia 2018 per la Dichiarazione ambientale comunicativamente più efficace, nella categoria organizzazioni di grandi dimensioni per aver realizzato un documento esaustivo nei testi, esempio di una comunicazione lineare e chiara nei contenuti, che si caratterizza per ricchezza espositiva, design, grafica e  immagini. AbbVie, biofarmaceutica globale guidata dalla ricerca, è particolarmente  impegnata nello sviluppo di terapie innovative e all’avanguardia per alcune delle malattie più complesse e gravi nel mondo legate a quattro aree prioritarie: immunologia, oncologia, virologia e neuroscienze. AbbVie lavora in 75 Paesi tra cui l’Italia dove, tra divisione commerciale e stabilimento di produzione operano 1.300 dipendenti (800 impegnati nello stabilimento di Campoverde di Aprilia (LT) che esporta la sua produzione in  oltre 110 paesi e si contraddistingue per gli elevati standard qualitativi). “Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento – ha commentato Francesco Tatangelo, direttore di stabilimento AbbVie Italia – Si tratta di un’attestazione del nostro sforzo  costante  per comunicare  in modo sempre efficace l’impegno dell’azienda in termini di riduzione dell’impatto ambientale attraverso un  percorso di miglioramento continuo. La forte attenzione di AbbVie a salvaguardia dell’ambiente, risparmio energetico, salute e sicurezza di tutti coloro che operano nel nostro sito produttivo  di Campoverde e che vivono nell’area dello stabilimento trova conferma negli importanti risultati riportati nella Dichiarazione ambientale”. “Nonostante un aumento della produzione – ha ricordato Tatangelo – abbiamo conseguito una riduzione di oltre il 40% del consumo di acqua di falda dal 2005 e zero rifiuti  inviati in discarica. Non meno rilevanti i risultati  in tema di efficienza energetica con un calo dei consumi dell’8% dal 2012 e un’autoproduzione che supera  il 90% del fabbisogno, grazie in gran parte a un impianto di cogenerazione ad alto rendimento”.

La cerimonia di consegna del premio, giunto alla quarta edizione, si è svolta ieri  presso Abbazia di San Michele Arcangelo, in località Badia a Passignano (FI) e rientra tra gli eventi realizzati nell’ambito della Green Week dell’Unione europea.

Con il Premio EMAS Italia 2018,  importante iniziativa a livello nazionale nell’ambito della comunicazione ambientale, il Comitato per l’Ecolabel e l’EcoauditISPRA intendono assegnare un riconoscimento alle organizzazioni italiane registrate che meglio hanno interpretato ed applicato i principi ispiratori dello schema europeo.

Eco-Management and Audit Scheme– EMAS  è il  sistema comunitario a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche che private,  che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale e la Dichiarazione Ambientale rappresenta lo strumento comunicativo attraverso il quale le organizzazioni aderenti  riportano le informazioni su prestazioni e impatti ambientali generati dalla loro attività.

 

Meghan e la regina al Chelsea Flower Show

Meghan e la regina Elisabetta visiteranno il Chelsea Flower Show, ospitato nel Parco del Royal Hospital Chelsea, da oggi al 26 maggio. Lo scorso anno the Queen arrivò accompagnata da Khate quest’anno è la volta della neo sposa di Harry, duchessa di Sussex (come la rossa Sarah Ferguson). Il Chelsea Flower Show è l’appuntamento più prestigioso del giardinaggio mondiale, tra i più antichi e frequentati al mondo del settore, si tiene ogni anno dal 1913 nel mese di maggio ed è organizzato dalla Royal Horticultural Society, fondata nel 1804. E’ uno degli eventi più importanti della stagione estiva londinese non solo dal punto di vista botanico, ma anche mondano e culturale (vi partecipano ogni anno i membri più importanti dell’aristocrazia inglese, attori, cantanti, noti professionisti e banchieri).

“Un sorriso per le mamme” contro la depressione perinatale

S.B. – Depressione perinatale, una malattia che colpisce le donne con percentuali comprese fra il 10 e il 23% durante la gravidanza per arrivare fino al 40% nel post-partum. In quest’ultimo caso con possibili ricadute successive. In particolare, il 13% di donne sperimenta già un disturbo dell’umore durante le prime settimane dopo il parto, il 14,5% nei primi tre mesi postnatali con episodi depressivi maggiori o minori e il 20% nel primo anno dopo il parto.

il 16% delle donne nel periodo della maternità ma che spesso viene sottovalutata o non compresa ma verso la quale è necessario combattere. Da oggi riparte “Un sorriso per le mamme”, la campagna di Onda, Osservatorio nazionale per la salute della donna e di genere, con l’obiettivo di combattere la depressione nel periodo perinatale, che comprende la gravidanza e il post-partum, che colpisce ogni anno circa 90 mila donne in Italia. Il progetto, nato nel 2010 e rilanciato oggi a Milano nel corso del convegno “Curare la depressione nella maternità con i farmaci: tra miti e realtà clinica” organizzato dall’ASST Fatebenefratelli Sacco con il patrocinio di Onda, prevede l’aggiornamento della rete di centri di riferimento presenti in tutta Italia preposti all’assistenza e alla cura della malattia e una campagna di informazione attraverso la pagina Facebook “Un sorriso per le mamme”. Attraverso il sito internet (www.depressionepostpartum.it) le future mamme e le neomamme, avranno la possibilità di cercare i nominativi e le attività dei centri di supporto per la depressione perinatale, e non solo. Potranno infatti usufruire del servizio “L’esperto risponde” che permette di chiedere supporto a uno specialista.

La campagna nasce con lo scopo di prevenire il fenomeno della depressione perinatale, che colpisce circa il 16% delle donne nel periodo della maternità. Il 13% sperimenta già un disturbo dell’umore durante le prime settimane dopo il parto, un dato che sale al 14,5% nei primi tre mesi postnatali con episodi depressivi maggiori o minori ed al 20% nel primo anno dopo il parto. Si tratta di stime molto approssimative, dal momento che i sintomi sono frequentemente sottovalutati sia dalle pazienti sia dai clinici e che solo in circa la metà dei casi viene riconosciuto il disturbo e fornita la risposta adeguata.

I disturbi mentali nel periodo perinatale hanno un significativo impatto sulla vita della donna, sul bambino, sulla relazione mamma-bambino e su tutta la famiglia”, dice Francesca Merzagora, Presidente di Onda. “Purtroppo si tratta di una malattia spesso sottovalutata e sottotrattata. Per questo Onda ha deciso di occuparsene in maniera concreta attraverso questa campagna che, da oggi, offre a tutte le mamme e future mamme un’informazione più accurata e aggiornata. Il progetto, tra le diverse attività, oltre alla presenza di un sito internet dedicato, in cui protagoniste sono proprio le mamme, ha portato alla realizzazione di un network di centri di supporto che si occupano di depressione perinatale tra gli Ospedali con i Bollini Rosa e non solo, che oggi conta ben 22 centri di eccellenza nella prevenzione più altri 17 centri di riferimento e vede il coinvolgimento di oltre una decina di associazioni pazienti”.

 

Italia “indietro” nella cardiologia interventistica senza cicatrici

In Italia è possibile stimare che circa il 3,4% della popolazione ultra 75enne è affetto da stenosi aortica severa. Il bacino potenziale di pazienti candidabili a TAVI, cioè alla sostituzione chirurgica della valvola aortica per via transcatetere, è di circa 32.000 individui classificati come inoperabili o ad alto rischio, e circa 15.500 pazienti a rischio intermedio; sono però solo 5.528 i pazienti effettivamente trattati.

Secondo i dati di attività della cardiologia interventistica italiana, raccolti da GISE (Società Italiana di Cardiologia invasiva) emerge come in Italia l’approccio transcatetere abbia una diffusione più rallentata rispetto ad altri paesi europei (75 impianti in Italia per milioni di abitanti vs 180 in Francia/Germania), con una diffusione molto eterogenea tra le regioni e con una maggiore penetrazione soprattutto nelle regioni del Nord (tra cui spiccano Lombardia, Veneto e Toscana). Inoltre, se osserviamo il trend di diffusione del trattamento, dall’anno della sua introduzione ad oggi (2007-2017) con il bacino potenziale di pazienti che potrebbero beneficiare della terapia, si osserva ancora oggi un sottoutilizzo della TAVI nonostante sia sostenuta da continue e solide evidenze cliniche. I progressi scientifici e tecnologici nel campo dell’interventistica cardiovascolare hanno contributo sensibilmente a garantire il mantenimento e il miglioramento dello stato di salute della popolazione. Oggi ci sono evidenze scientifiche indiscutibili che dimostrano che le tecniche interventistiche percutanee mini-invasive sono sicure, efficaci costituendo così lo standard di cura da garantire ai pazienti. Eppure ancora un terzo dei pazienti, circa un milione di persone, non hanno accesso a queste procedure per mancata applicazione delle raccomandazioni internazionali con significative disparità territoriali legate alla frammentazione a livello regionale del Sistema Sanitario Nazionale. E’ stato questo il tema della III edizione di “Think Heart with GISEappuntamento annuale che si è svolto a Roma organizzato dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica dove, grazie al confronto fra esperti e rappresentanti delle istituzioni, si è cercato di trovare una strada per ridurre le difficoltà di accesso alle procedure transcatetere (senza cicatrici) per migliorare il percorso di cura del paziente, impegno e obiettivo costante di GISE. La testimonianza diretta di pazienti, che hanno beneficiato di queste procedure, rimarca l’intento del GISE di porre il paziente al centro del sistema.

Il percorso strategico è stato focalizzato su 4 procedure chiave tra le quali è presente un enorme divario (1) la procedura di impianto transcatetere della valvola aortica (transcatheter aortic valve implantation-TAVI), (2) riparazione della valvola mitrale con la tecnica percutanea, (3) LAAO, (4) FFR. Tutte queste procedure migliorano la sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità di vita, rappresentando un’alternativa valida all’intervento cardiochirurgico tradizionale e sono una soluzione per i pazienti che non hanno possibilità di trattamenti alternativi.

“L’Italia può vantare grande esperienza e professionalità nell’area della cardiologia interventistica, che si può definire di eccellenza – afferma Giuseppe Tarantini, Presidente GISE – Tuttavia è ancora necessario lavorare per favorire un accesso più allargato alle metodiche percutanee mini invasive che al momento, nel nostro paese, sono ancora sottoutilizzate rispetto alla media degli altri paesi europei, ponendo l’Italia non ancora ai primi posti in questo settore, con conseguente sotto-trattamento dei pazienti.”

La frammentarietà dei meccanismi di finanziamento, l’assenza di appropriati meccanismi di codifica e rimborso e la mancanza di una chiara Governance regionale in materia di innovazione tecnologica, possono essere annoverate tra le cause della disomogeneità di trattamento e di accesso agli standard minimi di cura   e costituiscono punti di attenzione per le istituzioni sanitarie.

Ecco perché, anche tramite Think Heart, GISE, in qualità di Società Scientifica di riferimento, intende stimolare il dibattito su questo tema con le diverse istituzioni presenti al tavolo di discussione presentando una roadmap con cui promuovere la risoluzione delle barriere precedentemente elencate. In sintesi:

  • Rilanciare l’attività di supporto alla diffusione delle Linee Guida Ministeriali sulla codifica, alla luce della ripartenza del Progetto It-DRG da parte dell’ISS;
  • Pubblicare e promuovere la diffusione di Linee Guida GISE;
  • Lavorare all’accreditamento delle Società Scientifiche all’interno del Piano Nazionale Esiti e del Piano Nazionale HTA, attraverso un’interlocuzione diretta con AGENAS
  • Rafforzare la posizione di GISE a livello istituzionale e la sua presenza ai tavoli decisionali regionali e nazionali;
  • Contribuire ad una corretta diffusione delle informazioni sull’impatto clinico, sociale ed economico delle patologie strutturali cardiache a tutti gli interlocutori (decisori e pazienti);
  • Identificare, mediante il confronto con le istituzioni, le modalità di trattamento del paziente (percorsi diagnostico-terapeutici) che garantiscano appropriatezza clinica e gestionale con livelli di cura  omogenei su tutto il territorio italiano.

 

Harry e Meghan hanno scelto la carrozza per la sfilata

E’ una delle 5 Ascot Landau, di proprietà della famiglia reale e custodite a Buckingham Palace, trainata da quattro cavalli Windsor Grey, scelta da Harry e Meghan per il bagno di folla il prossimo 19 maggio. La carrozza li condurrà da Windsor attraverso Castle Hill subito dopo la cerimonia nuziale per salutare e ringraziare la folla in attesa dei novelli sposi. Dopo torneranno al castello per il ricevimento. Il modello scelto dai futuri sposi è simile a quello utilizzato da William e Kate al loro matrimonio nel 2011, una Semi State Landau con interni bianchi e fiancate basse. E’ scoperta ed è stata utilizzata già per altri eventi ufficiali come incoronazioni, visite ufficiali e matrimoni. Spesso la regina Elisabetta l’ha usata per il giro d’onore che, ogni anno, apre il Royal Ascot meeting. In caso fosse una giornata piovosa nessun problema per il royal wedding: sarà usata una Scottish State, chiusa da eleganti vetri e coperta da un tetto di cristallo per consentire a chi guarderà dall’alto di vedere la coppia.

#savesalvamamme: 100 bambini festeggiano a Zoomarine

Fervono le attività in sostegno delle famiglie più fragili e, nello stesso tempo, nel mese della Festa della Mamma sotto lo slogan dell’hashtag #savesalvamamme, si cercano le risorse per non abbandonare nemmeno una delle migliaia di mamme che si rivolgono al Salvamamme. Primo appuntamento il 5 maggio alle 11.00 da Zoomarine con una grande festa per il lancio del progetto che vedrà il grande parco divertimenti e acquatico ospitare i compleanni di 100 bambini del Salvamamme.

Per questi bimbi, accompagnati da tutta la famiglia, Zoomarine donerà una giornata speciale con pranzo, torta di compleanno realizzata e offerta dallo chef Bruno Brunori, e un bel regalo dall’associazione.

Altro importante appuntamento il 7 maggio alle 11.30 nella Sede del Salvamamme di Via Ramazzini 15 dove parte un’altra importante iniziativa, la “Ciambella di Salvataggio – Eccellenze unite per il Salvamamme”, che vedrà i Maestri del Gusto Dolce e Salato di Andi e DOC Italy mobilitarsi per l’associazione. In prima fila per l’evento la Presidente onoraria, Barbara De Rossi che si unirà alle tantissime mamme e bambini per la degustazione delle delizie offerte da 10 grandi chef.

 

Italia in Comune, parte sabato il tour del partito dei sindaci

“Civici e cittadini insieme per un’idea comune di governo”. E’ questo lo spirito della prima tappa del tour nazionale di Italia in Comune, il nuovo partito dei Sindaci, che si terrà sabato 5 maggio alle 10.30 presso lo Starhotels Du Parc di Parma. Lo slogan “La società che sogniamo, la società che vogliamo” è il messaggio alla base del nuovo progetto politico, di cui Federico Pizzarotti è il presidente e Alessio Pascucci il coordinatore nazionale. L’obiettivo è chiaro: unire tutte le forze civiche e tutte le persone che si riconoscono nella Carta dei Valori del partito, consultabile e scaricabile al sito www.italiaincomune.it.

La tappa parmigiana di Italia in Comune è la prima di una serie di convention regionali che culminerà nell’assemblea nazionale degli iscritti prevista per il prossimo autunno, con l’obiettivo di dare avvio a una campagna di adesione e di iscrizione al nuovo partito. “Siamo presenti in tutte le regioni – continua Pizzarotti – Italia in Comune è un partito aperto a tutti, inclusivo e pronto a presentare una propria piattaforma programmatica. Nel 2019 ci saranno le Regionali in Emilia Romagna, come in altre importanti regioni: Italia in Comune vuole esserci e rappresentare le persone che guardano con scarso interesse e poca fiducia ai politici che, finora, non hanno saputo dare risposte concrete ai bisogni e alle aspettative degli italiani. Noi dalla nostra portiamo risultati concreti, scritti nero su bianco, ottenuti nelle nostre città: portiamo fatti. In Italia c’è una politica che chiacchiera, attende e non agisce mai. Poi c’è una politica che fa sapendo quel che vuole ottenere. Questa politica è la nostra, e vogliamo portarla avanti con tutte le forze civiche e gli italiani che ci stanno”.

Per il coordinatore nazionale di Itc, Alessio Pascucci “negli ultimi dieci anni sono stati tagliati oltre 40 miliardi di euro agli Enti Locali che sono i primi interlocutori dei cittadini, i primi a dover garantire i servizi primari, dall’assistenza sociale alla sanità, fino alla scuola. Una scure insostenibile e ingiustificata che ha messo in ginocchio migliaia di Comuni, un segnale di abbandono insostenibile lanciato da tutti i governi che si sono alternati negli ultimi anni, a dimostrazione di un distacco sempre più incolmabile tra chi governa il Paese e chi invece ogni giorno amministra i territori. Un distacco che noi intendiamo colmare portando le buone pratiche amministrative in Parlamento”.

S.B. – E’ nelle librerie la nuova saga fantasy dell’autore napoletano Simone Laudiero: Gli eroi perduti.

Dopo il prequel Ronac & Raila, in cui venivano presentati i personaggi e le ambientazioni mediterranee, è arrivato dando inizio alla trilogia, “Le mura di Cartavel” (Piemme pag. 312 euro 16,00). Con gli Eroi perduti lo scrittore e sceneggiatore napoletano, racconta la nostra cultura attraverso personaggi indimenticabili, azione mozzafiato, colpi di scena e la costruzione di un mondo narrativo perfetto.

C’è un canto che risuona da millenni nei paesi affacciati sulla Croce Azzurra. È Il lamento degli Eroi Perduti, i paladini che hanno sconfitto le creature venute dal mare dalle scogliere della Liguria alle palme di Marrakech, dai fortini veneziani alle isole greche e le pinete del Salento, dando origine all’Era degli Uomini. Ora le stesse terre salvate dagli eroi sono sotto il dominio di una terribile potenza: Sarmora, che ha creato uno sterminato impero grazie all’itri, una sostanza capace di rendere invincibili in battaglia. Solo Cartavel separa Sarmora dalla conquista del grande mare di mezzo, eppure la città resiste, protetta dalle sue mura inespugnabili. Inutili sono gli assalti della flotta sarmoriana, che da due anni la cinge d’assedio e che ora ripone le ultime speranze nell’Isola di Ferro, la più spaventosa nave da guerra mai costruita. Quando il varo è alle porte, però, voci di un imminente sabotaggio minacciano la riuscita dell’impresa. Sarà la coraggiosa e ingenua Rovaine a doverlo sventare, in una missione in cui il suo destino si intreccerà a quello di altri inconsapevoli eroi: Ronac, indomita cercatrice di tesori, Sahon, saggio tutore del futuro sovrano, e il giovane Asul, che dovrà sfuggire alla morte per consegnare una lettera in grado di salvare il mondo.

“Le mura di Cartavel” di Laudiero è un nuovo fantasy dalle radici mediterranee per un pubblico new adult amante del genere, per gli amanti di Game of ThronesGli eroi perduti presentano un’ottima lettura lontana dai geli del Nord e immersi totalmente nella cultura mediterranea.

 

 

“Il libro Cuore di Valentina”


S.B. – “Angelo Petrosino ha avuto una magnifica idea a scrivere un Cuore dei giorni nostri, ricalcando la struttura del classico e scegliendo come narratrice una figura che i suoi libri ci hanno fatto conoscere molto bene: Valentina”.

Così scrive Don Luigi Ciotti nella prefazione di “Il libro Cuore di Valentina” (Piemme pag. 336 euro 16,00) ultima fatica di Angelo Petrosino, maestro oltre che scrittore. E proprio osservando quello che succedeva a scuola, oggi vive a Chivasso ma per anni ha insegnato a Torino, inventava tante storie che raccontava ai suoi alunni, e poi queste storie sono diventate dei bellissimi libri. Pro­prio come accade con ogni nuova avventura di Valentina la sua protagonista ben nota alle giovani lettrici, fin dagli 8 anni.

E’ settembre, primo giorno di scuola quando Valentina sta per en­trare nella sua classe, una prima media. Ma non sta per essere interrogata, perché l’in­segnante… è lei!

Valentina è diventata “gran­de” e ha deciso di raccontarci le sue giornate a scuola scri­vendo un diario, delle lettere e dei racconti delicati ed emo­zionanti rivolti ai suoi alunni.

Attraverso una narrazione nella narrazione, Valentina si confronterà con etnie diverse, caratteri particolari e storie personali, come quella della timida Rita, di Edoardo con i suoi problemi di dislessia, di Nafissa, la ragazzina dalla pelle scura e del ribelle Brian.

Insomma, ne “Il libro Cuore di Valentina” le atmosfere del classico di De Amicis vengono raccontate, in chiave moderna, da uno dei personaggi più amato dalle giovani lettrici.

 

 

Un “Fiume rosa” per combattere il cancro

S.B. – Una regata contro il cancro. Ancora un successo per la seconda edizione di “Fiume in rosa. 1000 colpi per la salute della donna”, passeggiata sul Tevere organizzata dalla Fondazione Atena onlus presso il Circolo Canottieri Aniene. La manifestazione si collega alla Terza Giornata Nazionale per la Salute della Donna, di cui la Fondazione è stata promotrice presso il Ministero della Salute. Un gioioso evento sportivo riproposto assieme a “ilRosacheosa onlus”, dedicato alle donne con tumore al seno. Al centro la prevenzione e l’importanza di rispettare il calendario dei controlli con mammografia ed ecografia. Solo così il tumore può essere intercettato in tempo, prima che diventi difficile combatterlo e batterlo. La Fondazione presieduta dal professor Giulio Maira è da anni in prima linea sui temi della prevenzione legati alla salute femminile, grazie all’impegno della vice presidente Carla Vittoria Maira, ed è sostenuta per questa occasione da Fondazione Aila e Insieme contro il Cancro. La regata è stato anche un messaggio di solidarietà rivolto a tutte coloro che hanno vissuto o stanno vivendo l’esperienza della malattia. Il Circolo Canottieri Aniene anche quest’anno ha ospitato l’evento, una regata di circa 300 metri con varie imbarcazioni, con partenza dal pontile del Circolo Canottieri Esteri ed arrivo al Circolo Canottieri Aniene. Divertimento e competizione anche per la breve competizione con ‘

tirata’ di 200 metri per i soli dragon boat. A tutte le atlete sono state distribuite le magliette rosa, un colore appositamente studiato per contraddistinguere questa giornata speciale. Madrina dell’evento, tra le altre testimonial di eccezione, l’attrice Rocío Muñoz Morales, di nuovo al fianco di Atena, mentre l’atleta Raffaello Leonardo, pluricampione azzurro di canottaggio, è stato il coordinatore degli equipaggi composti da donne operate al seno e da sostenitrici della causa. Atlete provenienti dei diversi circoli italiani hanno remato insieme per dimostrare il forte sentimento di solidarietà: non bisogna arrendersi di fronte alla malattia, lo sport può essere la vera risorsa per affrontare queste problematiche, sia dal punto di vista fisico che psicologico. La prima guarigione dipende anche dalla forza di volontà individuale oltre che dalla costanza nei controlli. “Fiume in rosa” è un momento di condivisione, in cui attività fisica e impegno sociale si fondono perfettamente.