Monthly Archives: Ottobre 2018

“Tproteggo” la campagna per difendere i diritti dei neonati prematuri

Sarina Biraghi – Un cuore che batte forte e la voglia di nascere prima del tempo. Vedere la luce troppo presto e cominciare con un percorso tutto in salita sfidando la paura, la forza di gravità, la sorpresa, l’incredulità… sfidando la vita. I neonati pretermine o prematuri sono sottopeso, piccoli, fragili, con più difficoltà rispetto ai nati a termine, non avendo ancora maturato del tutto organi e apparati e non essendo ancora pronti ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno. Necessitano di un’assistenza tanto maggiore quanto più bassa è la loro età gestazionale, hanno bisogno di cure e attenzioni non soltanto da parte dei genitori ma anche di chi li aiuta a nascere, li assiste e li accompagna fino al raggiungimento di un peso “normale”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si definisce prematuro (o anche pretermine) il bambino che viene alla luce prima della 37ma settimana di gestazione: in particolare quelli più piccoli, chiamati ‘molto pretermine’ o ‘estremamente pretermine’, rispettivamente sotto le 32 o le 28 settimane di gestazione. Nel mondo 1 bambino su 10 nasce prematuro. In Italia il 7% dei neonati nasce pretermine, quasi 100 nascite al giorno, 35.000 l’anno. Il 61% dei parti gemellari o trigemellari (aumentati del 300% negli ultimi anni) è pretermine. E se oggi, il 20% dei parti riguarda mamme straniere (perlopiù immigrate) il 32% di questi parti è pretermine. Più alta è la prematurità maggiore è la probabilità di sviluppare complicanze gravi e potenzialmente letali. Il 42% dei pretermine soffre di problematiche respiratorie, mentre la percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1.500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo.

“Nascono bambini prematuri per alcuni motivi precisi: un’infe

zione non prevedibile che scatena il parto; una scelta medica, nel 2-3% dei casi, per tutelare la mamma per la quale subentrano problematiche o il bambino che non sta più bene nella pancia; la rottura anzitempo delle acque” ha spiegato il prof. Fabio Mosca presidente Sin e direttore della più grande Terapia Intensiva Neonatale d’Italia, al Mangiagalli di Milano sottolineando comunque la necessità per le donne in gravidanza, oggi di età sempre più avanzata, di avere uno stile di vita sano, eliminando il fumo ed evitando gli abusi, dall’alcol all’eccessivo sport. Un aiuto per le donne, ha aggiunto il prof. Mosca “potrebbe essere l’assunzione dell’acido folico a cominciare da un mese prima della gravidanza, pratica purtroppo ancora non usata in Italia”.

Numeri e informazioni che in pochi conoscono perché il fenomeno delle nascite pretermine in generale non è percepito (anche perché nessun ginecologo paventa l’ipotesi a una donna che decide di intraprendere una gravidanza) mentre per i genitori che vivono questa esperienza è un fulmine a ciel sereno che stravolge la loro vita e quella di tutto il nucleo familiare in attesa di un evento gioioso che invece si trasforma in una esperienza angosciante. A soffrirne di più sono le mamme travolte dal senso di colpa per non aver portato a termine la gravidanza come fanno tutte le altre donne, e, talora, da un celato rifiuto di un esserino che non corrisponde a quel bambino tanto immaginato.

In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra il prossimo 17 novembre, VIVERE Onlus e la Società Italiana di Neonatologia in collaborazione con AbbVie (azienda biofarmaceutica molto impegnata in iniziative sociali) hanno presentato in un convegno a Milano la campagna T-PROTEGGO, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione soprattutto delle istituzioni su diritti e necessità dei nati pretermine e delle loro famiglie, che in alcune aree geografiche non sono ancora completamente soddisfatti. Basti pensare che in Italia abbiamo 241 reparti di Patologia Neonatale o Terapia Intensiva Neonatale (TIN) di cui il 54% al Nord; il 22,8% al Centro e il 32% al Sud.

“La campagna T-Proteggo nasce dalla volontà di riaccendere il dialogo tra le Istituzioni, i reparti di Neonatologia e le associazioni dei genitori per una migliore e più omogenea assistenza e gestione del neonato pretermine” ha spiegato il presidente SIN Fabio Mosca. “Strategie di prevenzione, elevata qualità assistenziale e follow-up prolungato dopo la nascita rappresentano alcuni dei punti cardine da sviluppare”.

È il momento di realizzare una vera sinergia a livello nazionale, finalizzata a migliorare la salute del bambino nato prematuro e ad assicurare un adeguato sostegno socio-sanitario alle famiglie. Un percorso che coinvolge in primo luogo i genitori, ma che deve prevedere la partecipazione attiva anche delle Istituzioni” ha detto Mauro Stronati, Past President SIN.

In Italia, per i neonati pretermine, le differenze regionali nel percorso assistenziale hanno un impatto significativo sulla vita del bambino e della sua famiglia. AbbVie è da sempre impegnata in programmi di partnership volti a individuare soluzioni concrete e sostenibili, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, come in questo caso a supporto dei diritti del bambino e dei suoi genitori” sostiene Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia.

Un coinvolgimento necessario delle istituzioni perché è fondamentale per i genitori la possibilità di accedere nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale a tutte le ore, cosa impossibile in alcune strutture. Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino, infatti, è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio, ad esempio attraverso la Kangaroo care.

“L’organizzazione dell’assistenza ai neonati prematuri vede punte di assoluta eccellenza nel nostro Paese. Ma c’è ancora molto da fare, anche perché la situazione regionale è tuttora molto disomogenea. È urgente e necessario garantire ai genitori l’accesso 24 ore su 24 ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale in tutte le regioni” ha detto Martina Bruscagnin, Presidente Vivere Onlus, durante i lavori del convegno. “La presenza dei genitori, infatti, oltre ad essere importante per la relazione affettiva e di attaccamento, favorisce lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato come scientificamente riconosciuto. Poter stare con il proprio bambino senza limiti di orario è basilare al fine di sostenere l’allattamento e ridurre o contenere il dolore. È necessario inoltre che venga garantito un attento follow-up dei neonati pretermine almeno nei primi tre anni di vita, anche attraverso la costruzione di una rete tra tutte le realtà sociosanitarie del territorio”.

Una necessità evidenziata da due ricerche presentate durante il convegno di Milano: Doxapharma ha intervistato 200 genitori che attraverso un diario digitale, hanno evidenziato sentimenti, bisogni, carenze vissute dalla nascita pretermine al rientro a casa con un neonato che praticamente “nasce” per la seconda volta. Eikon invece ha analizzato 206 storie pubblicate on line sul Portale dei Prematuri. Testimonianze sul web che diventano conversazioni e condivisioni, che creano un “rete” di protezione che offre solidarietà, rassicurazione, forza e speranza da chi sta affrontando o ha affrontato la stessa esperienza. E se le esigenze dei genitori sono uguali ad ogni latitudine, l’offerta del servizio sanitario è diversa proprio perché ogni regione ed ogni struttura ospedaliera organizza a suo modo. Di certo, per migliorare l’assistenza del neonato e tentare di uniformare le TIN oltre all’umanizzazione delle cure e alla promozione dell’allattamento materno “occorrono risorse umane e quindi assunzioni di medici, in particolare pediatri” ha detto chiaramente il prof. Mosca.

Testimonial d’eccezione della campagna T-proteggo – che ha ottenuto il patrocinio di SIP, Società Italiana di Pediatria, FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, FIARPED, Federazione Italiana delle Società Scientifiche e delle Associazioni dell’Area Pediatrica – il campione del mondo Andrea Lucchetta, da sempre impegnato al fianco dei bambini. Ex pallavolista passato dalla ‘Generazione di fenomeni’ a commentatore sportivo della Rai in grado di far impazzire i social, Lucky Lucchetta ha deciso di aderire a questa iniziativa lanciando una call to action alla community. Come dice Andrea col suo stile inconfondibile: “Abituato a ‘fare muro’ contro l’indifferenza, vorrei far postare sulla rete dei social qualsiasi messaggio utile a sensibilizzare i followers sulla campagna T-proteggo. Come ‘proteggo’ un pallone in difesa o lo coccolo in palleggio, chiedo a tutti di proteggere i diritti dei neonati prematuri postando sui social foto, video o storie utilizzando l’hashtag #Tproteggo, per accendere l’attenzione sulle problematiche dei bambini nati prima del tempo”.

Il grande Marcello Mastroianni in mostra all’Ara Pacis

S.B. – “Una vita tra parentesi”. Così Marcello Mastroianni amava definire la sua vita. Le parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera fatta di un’infinità di film, di spettacoli, di personaggi. I fili intrecciati di quella vita (di estrazione popolare trascorse l’infanzia in Ciociaria, luogo che lo accomuna a due altri giganti: Vittorio De Sica e Nino Manfredi) e di quel cammino artistico si intravedono nella mostra Marcello Mastroianni, che si aprirà il 26 ottobre, in occasione della Festa del Cinema, al Museo dell’Ara Pacis a Roma, dove rimarrà fino al 17 febbraio. Tutta la vita e la carriera di Marcello Mastroianni sono raccontate in questa mostra che raccoglie i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, alternando immagini e racconti e immergendo lo spettatore in quello che è stato ed è ancora il più conosciuto volto del cinema italiano. Un percorso attraverso scritti, testimonianze, recensioni, oltre a un raro apparato fotografico che ritrae l’attore come non siamo abituati a ricordarlo, sul palco, vicino agli altri grandi nomi che hanno fatto la storia del teatro italiano, da Vittorio Gassman a Rina Morelli, da Paolo Stoppa a Eleonora Rossi Drago. Cinema e teatro, le due anime di uno degli attori più importanti del nostro cinema, raccontate in dialogo costante grazie ai materiali conservati dalla Cineteca di Bologna, dallo stesso Mastroianni e da numerosi altri archivi (da quello dell’Istituto Luce a quello della Rai) con i quali è stato costruito questo percorso privilegiato che accompagnerà lo spettatore attraverso cinquant’anni di cultura e costume italiani. L’esposizione ripercorre la carriera straordinaria di Mastroianni. Dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui diventò un vero e proprio alter ego. Più di cento film tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta, e molti riconoscimenti internazionali: tre candidature all’Oscar come Miglior Attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia. Un attore entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo, identificato dal semplice profilo (pensiamo all’icona creata da Fellini in 8 e ½), ma su cui in realtà c’è ancora molto da scoprire. E per andare a fondo nella scoperta, come osserva il curatore Gian Luca Farinelli, dobbiamo tallonare la sua filmografia in quanto specchio della sua stessa vita. Ed è proprio questo il percorso seguito nella mostra Marcello Mastroianni, a partire da un tratto distintivo della sua personalità: quell’umiltà che gli faceva amare gli altri attori, figure di un pantheon indimenticabile: Gary Cooper, Clark Gable, Tyrone Power, Errol Flynn, John Wayne, Greta Garbo, Jean Gabin, Louis Jouvet, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Amedeo Nazzari, Totò, Assia Noris, e nel quale trionfava, non a caso, Fred Astaire, un attore capace, come sarà poi Marcello, di recitare con tutto il corpo (basti ricordare quella che diventerà una delle sequenze fondamentali interpretate da Mastroianni: il ballo scatenato ne Le notti bianche, il film di Luchino Visconti che segnerà il suo riconoscimento come attore “importante”). Poi c’è il teatro: Mastroianni viene scoperto nel C.U.T. (il Centro Universitario Teatrale, dove recitava pur non essendo iscritto all’università) da Emilio Amendola, amministratore della compagnia di Luchino Visconti che lo chiama nel 1948 per il ruolo di Mitch in Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams. La sera della prima è il panico. Ci penserà Vittorio Gassman a tranquillizzarlo! Nel decennio che segue continua la carriera cinematografica con Luciano Emmer, Mario Monicelli, Mario Camerini, Dino Risi, Luigi Comencini, Carlo Lizzani, Giuseppe De Santis, ma sarà Alessandro Blasetti a inventarsi le potenzialità della coppia con Sophia Loren. E qui la mostra Marcello Mastroianni giungerà a uno dei suoi punti cardine, cogliendo la differenza che Mastroianni è capace di mettere in campo: non più il “mattatore”, topos dell’arte attoriale italiana, bensì una sorta di nuovo italiano, che, ad esempio nella coppia con la Loren, appare soggiogato. Mastroianni entrerà quindi a Cinecittà, grazie a un preziosissimo pass avuto da alcuni parenti che lì gestivano una trattoria: le prime comparsate, fino al primo ruolo importante, in cui è doppiato da Alberto Sordi, quello del vigile in Domenica d’agosto di Luciano Emmer nel 1950. Mastroianni, in altre parole, è quell’attore che nell’anno della consacrazione come sex symbol, il 1960, con La dolce vita, accetta il ruolo del protagonista impotente nel Bell’Antonio di Mauro Bolognini: e proprio con la sua capacità di opporre allo stereotipo del latin lover la persona normale Marcello Mastroianni inciderà sul modo di pensare degli italiani, più di molti attori che, facendo dell’impegno civile e politico il principale tratto artistico, hanno lasciato meno il segno nella società. Una sezione della mostra è dedicata al rapporto con Federico Fellini e s’intitola, appunto, Il lungo viaggio con Federico le cui tappe più importanti vanno da La dolce vita, appunto, a La città delle donne, passando per 8 e ½, film in cui i due si nascondono uno dietro l’altro, fino a quel Mastorna che non vedrà mai la luce. Non manca il capitolo dedicato alla carriera all’estero di Mastroianni (quando si definiva un “turista di lusso”) e arriverà fino all’ultima tournée teatrale, Le ultime lune, al film di Manoel de Oliveira Viaggio all’inizio del mondo, uscito postumo, a Mi ricordo, sì, io mi ricordo, il film testamento girato dalla sua compagna Anna Maria Tatò.

La mostra, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e curata dalla Cineteca di Bologna, e realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, con il sostegno degli sponsor Acea, Roberto Coin, Igea Banca, Sorgente Group e dello sponsor tecnico Italiana Assicurazioni. Si ringrazia per la collaborazione Rai Teche, Cinemazero, Fondazione Cinema per Roma. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Coordinamento organizzativo a cura di Equa di Camilla Morabito.

All’asta gli indimenticabili cappelli di Marina Ripa di Meana

S.B. – A giugno quello di Napoleone è stato venduto all’asta a 350mila euro. Era il bicorno (o feluca), il cappello che l’imperatore corso indossava nella battaglia di Waterloo nel 1815. In questo caso ad aggiudicarsi il pezzo un collezionista. Martedì prossimo, invece, i cappelli di Marina Ripa di Meana andranno all’asta ma il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi, nata nel 2003 con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica di eccellenza e i progetti di prevenzione, educazione alla salute e divulgazione della scienza. Domenica 21 ottobre, infatti, la Casa d’aste (e non solo) Bertolami Fine Arts, nota in tutto il mondo, nella sede romana di Palazzo Caetani Lovatelli, nell’ambito della Fashion, Luxury e Gioielli dedica una speciale sezione ai cappelli di Marina Ripa di Meana, una mostra organizzata dalla figlia Lucrezia Lante della Rovere e dal figlio adottivo Andrea. I cappelli resteranno in mostra fino a martedì quando saranno battuti all’asta. Da sempre e ad ogni latitudine il cappello è l’ornamento imprescindibile che connota la donna che lo indossa aggiungendole fascino ed eleganza. Per Marina Ripa di Meana, non più tra noi da 9 mesi ma per sempre nei nostri cuori, il cappello era l’accessorio che usava giocando, per accentuare la sua ironia, la sua eccentricità, quel suo modo di essere unica e rivoluzionaria. Oltre a modelli di Hermès, Philip Treacy e Comme des Garçon, non mancheranno in esposizione quelli disegnati per lei dallo stilista Vittorio Camaiani, legato a Marina da una profonda amicizia e suo couturier per le apparizioni televisive e i red carpet dei festival del cinema di Venezia e Roma. Per il sarto marchigiano e per tutti i suoi aficionados sarà come fare un tuffo nel passato rimirando le creazioni delle tante collezioni con la griffe “Vittorio Camaiani”. Tra i copricapo, di grande originalità e artigianalità, il cappello “Goccia” dalla collezione che Camaiani ha dedicato a Magritte, quello a spirale ispirato a Escher, il “Terzo Occhio” che fece scalpore alla Mostra del Cinema di Venezia 2015, modelli che Marina, col suo spirito libero, ha saputo indossare e valorizzare con uno stile ineguagliabile. Il cappello per Marina non era soltanto un accessorio spiritoso con cui giocare e dimostrare la sua innata ribellione verso luoghi comuni e chiché, volando in alto nei salotti romani o negli appuntamenti di grande richiamo dove catturava tanta ammirazione, ma anche qualche critica velata dai sorrisi. Il cappello per Marina, però, era un gioco che, nei periodi più difficili, si trasformava in una sorta di arma per affrontare le tante battaglie vinte. Tranne una, l’ultima contro il cancro.

Decreto Dignità, Sogin rinnova 43 contratti

Grazie agli incentivi introdotti dal Decreto Dignità per stimolare nuovi contratti stabili, Sogin ha avviato, per la prima volta in due anni, un piano di inserimento in organico con contratti a tempo indeterminato per profili professionali finora ricoperti da personale in somministrazione. In base a tale piano, Sogin ha provveduto a:

  • sottoscrivere i primi 6 contratti a tempo indeterminato per 6 posizioni precedentemente ricoperte da lavoratori in somministrazione (9 ottobre),
  • aprire 15 posizioni a tempo indeterminato, rivolte ad ingegneri e tecnici di impianto, tramite pubblicazione di bandi pubblici (8 ottobre),
  • aprire ulteriori 15 posizioni tecnico-specialistiche tramite pubblicazione di bandi pubblici (entro fine anno).

Inoltre è in corso, sulla base delle esigenze aziendali, un’analisi per valutare l’eventuale ulteriore fabbisogno di risorse stabili. Sogin ha inoltre deciso di rinnovare per un anno i 37 contratti di lavoro somministrato in scadenza il 31 ottobre prossimo e di prorogare i 6 contratti in staff leasing (totale: 43 posizioni). Tale rinnovo è stato reso possibile solo adesso, a seguito dell’aggiudicazione il 12 ottobre della nuova gara per i servizi di somministrazione. L’azienda conferma che la stabilità dei rapporti di lavoro e l’investimento sulle competenze interne sono la priorità nelle politiche di gestione del personale. Tuttavia continuerà ad avvalersi anche di personale con contratti di lavoro flessibili per rispondere alle esigenze occasionali di carattere operativo (in particolare della controllata Nucleco), nel rispetto della normativa vigente.

 

Il sole si mette il pigiama

Fantasia al potere con “Il sole si mette il pigiama” di Agostino Traini (Battello a Vapore serie Arcobaleno pag. 32 euro 9,00). Il signor Sole è proprio un burlone: è scomparso dietro le montagne, e il professor Folgore e il gatto Icaro non riescono più a leggere il loro libro. Ma cosa succede quando il Sole non fa più luce? I due amici decidono di partire con la loro mongolfiera per scoprire dov’è andato a finire e com’è il mondo quando è notte! Agostino Traini è l’autore di testi e disegni della serie di prime storie scientifiche Il Mondo del signor Acqua. Per Il Battello a Vapore ha pubblicato anche Panfilo, cane pittore (Serie Arcobaleno).

Nel Borgo Magico “Troppe magie per Marvin”

E’ domenica mattina e un colpo di fortuna salva Marvin dalla tortura delle faccende di casa. Il Campione viene convocato a Borgo Magico per un compito ben più avventuroso: assistere Gil, il mago pasticcione, in una gara di incantesimi. In palio c’è la Bacchetta dei Desideri, e per conquistarla i due amici dovranno destreggiarsi tra avversari pronti a tutto, pozioni magiche e… qualche pasticcio!

E’ “Troppe magie per Marvin” (Battello a Vapore pag. 96 euro 8,90) l’ultimo libro di Sir Steve Stevenson, aka Mario Pasqualotto, autore di serie per ragazzi dal grande successo internazionale come Agatha Mistery, tradotta in 26 lingue (dagli Stati Uniti, alla Russia, dal Giappone all’Azerbaigian&), Scuola di pirati, Tom O Clock. Originario di Reggio Emilia, si è occupato di editoria di giochi di ruolo, laboratori didattici e traduzioni. Oggi vive tra le colline, vicino a Terni, con la moglie e il figlio e, tra montagne e cinghiali, in un paesino che ricorda molto Borgo Magico, si dedica a tempo pieno alla narrativa per ragazzi.

AbbVie fa il bis: azienda farmaceutica con la migliore “reputazione” 2018

Per il secondo anno consecutivo AbbVie è l’azienda del settore farmaceutico con la migliore reputazione in Italia. Con i suoi 1300 dipendenti, di cui 800 impegnati nello stabilimento di Campoverde di Aprilia, e una produzione esportata in 110 Paesi, AbbVie è fortemente orientata alla ricerca, che studia e sviluppa terapie innovative nel campo dell’immunologia, oncologia, virologia (epatite C) e delle neuroscienze, con l’obiettivo di rispondere a bisogni terapeutici non soddisfatti. Distinguendosi per gli elevati standard qualitativi, AbbVie risulta essere l’azienda del settore farmaceutico con la più elevata reputazione in Italia e quindi al top nella classifica di Italy Pharma RepTrak® 2018, redatta da Reputation Institute, società leader a livello internazionale nella misurazione della reputazione di oltre 7 mila aziende nel mondo.

L’azienda biofarmaceutica raggiunge uno score complessivo di 72,3, mantenendosi nella fascia reputazionale “forte”  e riporta punteggi  più elevati rispetto alla media del comparto in tutte le sette dimensioni “razionali” che concorrono alla valutazione: prodotti e servizi di qualità, innovazione, ambiente di lavoro, governance intesa in termini di correttezza e trasparenza, responsabilità sociale e ambientale, leadership, performance.
“La conferma per il secondo anno consecutivo di AbbVie quale azienda del settore farmaceutico con la migliore reputazione in Italia rappresenta per noi un risultato estremamente importante, che ci sprona a mantenere alto e rafforzare il nostro impegno prioritario nelle attività di ricerca e sviluppo, dove sono oltre 8.800 le persone dell’azienda che lavorano nel mondo, con studi in corso in più di 70 paesi. Solo nell’area oncologica sono oltre 125 gli studi clinici condotti da AbbVie che riguardano la ricerca su 42 tra nuovi farmaci e nuove indicazioni” commenta Fabrizio Greco, amministratore delegato di AbbVie Italia, che ricorda inoltre come quest’anno l’azienda sia salita al primo posto anche nella classifica delle imprese del settore farmaceutico con la migliore reputazione dal punto di vista delle associazioni pazienti, redatta in base all’indagine condotta in Italia da PatientView, resa nota a luglio 2018.

“Di pari passo prosegue l’impegno di AbbVie in termini di supporto ai pazienti, che trova conferma anche nelle recenti iniziative realizzate nell’area delle malattie immunomediate, come ad esempio “Ragazzi coraggiosi”, e a sostegno di progetti di informazione dedicati alle malattie ematologiche in campo oncologico.” sottolinea Fabrizio Greco e conclude “I trend emersi dall’indagine Italy Pharma RepTrak® denotano l’esigenza di ulteriori sforzi per favorire una più chiara comunicazione e informazione al cittadino, anche nell’ottica di un dialogo ampio e costruttivo tra i diversi attori del sistema sanitario”. Quanto ai punteggi conseguiti da AbbVie in tema di responsabilità d’impresa riportati nell’indagine di Reputation Institute, Francesco Tatangelo,direttore dello stabilimento AbbVie Italia di Campoverde di Aprilia(LT), osserva “Questi testimoniano la forte attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale, che da sempre caratterizza l’attività di AbbVie e si traduce anche in programmi sul territorio di sensibilizzazione e informazione sui temi della sostenibilità, come l’iniziativa nelle scuole “#Accendiamoilrispetto” giunta alla quarta edizione. Quest’anno peraltro – ricorda infine Tatangelo – abbiamo ricevuto un riconoscimento importante con l’assegnazione ad AbbVie del Premio Emas Italia 2018 per la Dichiarazione ambientale comunicativamente più efficace, nella categoria organizzazioni di grandi dimensioni, per aver realizzato un documento esaustivo nei testi, esempio di una comunicazione lineare e chiara nei contenuti”.

 

#Accendiamoilrispetto, Top Volley e AbbVie in campo

S.B. – People, passion, possibilities. Tre parole che racchiudono l’impegno complessivo di AbbVie, l’azienda  biofarmaceutica globale, basata sulla ricerca, incentrata sul paziente e fortemente orientata all’innovazione attraverso un percorso che va oltre il farmaco ponendo attenzione all’intero percorso di cura, senza perdere di vista la sostenibilità del sistema sanitario. Un’azienda che nel 2017 ha investito oltre 4,8 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo con i suoi 8000 ricercatori nel mondo e i suoi 29000 dipendenti a livello globale, mettendo sempre al primo posto il rispetto dell’ambiente e della persona. E’ con questo spirito che per il quarto anno consecutivo AbbVie mette in campo #Accendiamoilrispetto per sensibilizzare gli studenti su tematiche come bullismo e cyberbullismo ma anche al rispetto in generale, ovvero nei confronti dei coetanei, dei ragazzi con disabilità, degli adulti e dell’ambiente. Insieme ad AbbVie, la Top Volley Latina in sinergia con il Comune e la Questura del capoluogo pontino. “Nell’ambito del nostro impegno di responsabilità di impresa #Accendiamoilrispetto è un progetto di grande valore, perché educa al rispetto non solo della persona ma anche dell’ambiente facendo dei ragazzi di oggi degli adulti migliori. Un valore per noi che lavoriamo ogni giorno per migliorare la qualità di vita delle persone”, ha detto l’ingegner Francesco Tatangelo direttore dello stabilimento AbbVie di Campoverde, Aprilia, che ha sottolineato il valore di questa partnership. “Colpisce vedere nelle aule due squadre che la sera prima si sono affrontate come avversarie e il giorno seguente saranno insieme a scuola con gli studenti a parlare di un valore come il rispetto, è un messaggio concreto ed efficace. Siamo orgogliosi di aver avuto il patrocinio di Comune e Questura per l’iniziativa e del fatto che il progetto si sia sviluppato e abbia trovato una dimensione nazionale”, ha concluso Tatangelo, visto che l’iniziativa si svolgerà oltre che a Latina anche a Lamezia Terme, Perugia e Milano o Monza.
“Ripartire per il quarto anno con #Accendiamoilrispetto vuol dire dare la giusta continuità a un progetto che ha un ottimo impatto sui ragazzi e che, allo stesso tempo, ti dà moltissimo a livello personale”. Queste le parole di Daniele Sottile, palleggiatore e capitano della Top Volley Latina, in apertura della conferenza stampa presso l’Hotel Europa per la presentazione della ripartenza del progetto che vede protagonisti gli alunni di alcune scuole della città. “Per quanto mi riguarda posso ritenermi veramente soddisfatto del progetto perché l’ho vissuto fin dalle prime uscite visto che sono qui a Latina da molti anni – ha detto Sottile, medaglia d’argento alle olimpiadi di Rio 2016 che ha parlato insieme a Simone Parodi, schiacciatore della squadra di Latina, bronzo a Londra 2012 – sono sicuro che anche i nuovi arrivati in squadra potranno lasciarsi coinvolgere e allo stesso tempo apprendere molte cose importanti dagli eventi nelle scuole”. Le novità 2018 di #Accendiamoilrispetto sono: il patrocinio del Comune di Latina e della Questura di Latina, tanto che nelle scuole ci saranno dei responsabili del Comune e della Questura insieme ai campioni della Top Volley e agli esperti di AbbVie. “Oltre agli incontri che già facevamo tra Latina, il resto della provincia e Roma, da questa edizione abbiamo deciso di estendere il progetto a livello nazionale e così abbiamo scelto di partire da Perugia visto che la prima trasferta del campionato di Superlega ci vedrà proprio impegnati in Umbria, poi saremo impegnati a Lamezia Terme dopo la partita con Vibo e a seguire in una città del nord” ha aggiunto Candido Grande, direttore sportivo della Top Volley Latina. Sempre presente agli incontri del progetto etico #Accendiamoilrispetto Luigia Spinelli, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Latina che sottolineando la “generosità” dei giocatori che dedicano un po’ del loro tempo ai ragazzi, ha posto l’attenzione sul ruolo dei giovani che “devono trovare il modo di tirare fuori le loro dinamiche positive inseguendo esempi importanti come questo che non è un fatto sporadico ma nel corso degli anni è diventato una costante”. La Top Volley Latina ha particolarmente a cuore progetti che possano lanciare messaggi positivi e creare inclusione. “Questo è un evento che mi troverà sempre disponibile perché incarna valori a me molto cari: lo sport, la scuola, il rispetto e la tradizione di un evento che prosegue nel tempo – ha affermato il sindaco Damiano Coletta – Mi sono attivato e ho contattato il Comune di Perugia che sarà presente con l’intervento di Dramane Diego Wagué, l’assessore alla scuola, edilizia scolastica, politiche per l’infanzia e l’adolescenza del capoluogo umbro”. Per la Questura di Latina è intervenuto Cristiano Tatarelli, vice questore vicario che ha portato i saluti del questore Carmine Belfiore, prima di tratteggiare “l’importanza del rispetto in tutti gli ambiti della vita quotidiana” mentre Carmine Mosca, capo della squadra mobile, ha aggiunto che “gli studenti devono riconoscere i modelli giusti da seguire”. Lunedì prossimo, presso l’istituto comprensivo Perugia 2, in via Pinturicchio, insieme ai giocatori della Top Volley Latina ci saranno anche quelli della Sir Safety Conad Perugia, due campioni del calibro di Aleksandar Atanasijevic e Marko Podrascanin.
Particolarmente accorato l’intervento di Sonia De Sanctis, in rappresentanza dell’istituto Einaudi Mattei di Latina. “E’ piacevole vedere quanto sia cresciuta questa iniziativa, gli studenti hanno bisogno di modelli positivi a cui ispirarsi e allo stesso tempo sono proprio loro, i giocatori, che li spingono ad aprirsi e ad affrontare tematiche così importanti”.

“Generi di conforto”, cibo e ricordi delle sorelle Passera

S.B. – Profumi, sapori, ricordi e famiglia che, tutti insieme fanno “Generi di conforto” come il libro (Tea pag.240 euro 22,00) delle sorelle Gigi e Marisa, note come le sorelle Passera. Questo libro lo hanno scritto con cura ma anche con tanta passione oltre che fantasia, un libro che lontano dall’essere un manuale è il “cassetto” della memoria che Gigi e Marisa aprono per consentire ai lettori di guardarci dentro per un viaggio emozionale assaporando il loro piatti del cuore. Il cibo con Gigi (la maggiore delle due, autrice televisiva e radiofonica) e Marisa (la piccola di casa, voce di Radio Deejay e conduttrice tv) diviene uno strumento per tornare indietro nei ricordi e mantenere vive le storie della loro famiglia. “Da quando abbiamo memoria, cioè dall’era delle stelline in brodo con il formaggino, il cibo è stato il nostro abecedario delle emozioni, a tutti gli effetti il modo più naturale che conosciamo per dare e ricevere cura e amore” dicono le sorelle Passera. “Abbiamo sempre cucinato l’una per l’altra in preda a dei raptus di affetto incontenibili, cercando via via la consolazione, il premio, il nutrimento e, a volte succede alle sorelle maggiori, anche l’espiazione”. Nei “Generi di conforto” infatti non ci sono solo ricette, ma piano piano spuntano personaggi, sentimenti, abitudini, modi di vivere, aneddoti, lunghe chiacchierate con gli amici. Quello delle due autrici è un cibo eccentrico e genuino, che fa sentire a casa chi legge, che racconta oltre a riempire la pancia, che delizia non solo il palato ma anche gli occhi con i suoi colori e le sue forme. E che si tratti molto di più di un manuale di cucina lo si capisce subito: bastano i titoli delle ricette a schiudere lo scrigno delle sorprese. Ogni piatto è un dono che viene dal passato, ma che è pronto a conquistarsi il suo posto nel presente, e chissà magari anche nel futuro, attraverso le nuove generazioni. Ci sono le “bruschette per anime romantiche” di Gigi, con acciughe, tartare di manzo e salmone, che non sono adatte per “cinici e perditempo” e il suo “my secret garden”, in cui a regnare sono i profumi delle erbe aromatiche, del limone e della lavanda; per Marisa invece è imperdibile il “Pasqua quando vuoi”, un trionfo di carciofi tenerissimi, o ancora il dolce e colorato “cuore viola”, un dessert semplice e povero a base di uva nera che diventa il succoso simbolo dell’autunno. Le dosi sono un po’ a caso, la stagionalità dei prodotti non è rispettata, e c’è dunque una sorta di vena anarchica che emerge. Ma cosa importa, è giusto così: le Sorelle Passera navigano a vista, promettono fantasia e divertimento, sincerità e leggerezza grazie a pietanze capaci di offrire manciate abbondanti di consolazione, gioia, affetto. E, per queste cose, la ragione non serve a molto.

 

 

#Accendiamoilrispetto: Top Volley Latina e Lucky Friend in campo

Con la ripresa del campionato di Superlega riprende anche l’attività sociale della Top Volley Latina. Il prossimo 11 ottobre verrà presentata la campagna #Accendiamoilrispetto, giunta al quarto anno consecutivo, e verranno rese note importanti novità relative al percorso che il Club svolgerà nelle scuole su tematiche di grande attualità e impatto sociale. Nell’ambito delle iniziative sociali ieri Daniele Sottile e Carmelo Gitto hanno partecipato all’inaugurazione della nuova sede dell’associazione Lucky Friends che si occupa di avviamento allo sport di atleti speciali e che partecipa alle iniziative della Top Volley Latina. L’evento s’è tenuto a Lamezia Terme, dove la società Lucky Friends ha la sua sede operativa, e Gitto e Sottile sono stati protagonisti del taglio del nastro della nuova sede insieme al piccolo Federico, atleta speciale protagonista (insieme ad altri suoi compagni di gioco) anche di alcune mini-partite sul campo di gioco del PalaBianchini prima delle partite ufficiali della squadra pontina. “Con la società di Lamezia Terme non c’è solo un gemellaggio in occasione degli eventi sociali che organizziamo, c’è anche un legame molto forte perché quello che fanno per i bambini e per le loro famiglie è assolutamente speciale – ha chiarito Daniele Sottile – il messaggio che è partito è anche molto forte poiché la struttura che è stata inaugurata è anche un bene sequestrato alla malavita e questo sicuramente è qualcosa di molto importante. Come atleti siamo felici di essere coinvolte in queste iniziative e siamo sicuri che il sorriso dei bambini abbia contagiato tutti ieri”. Il sostituto procuratore della Repubblica Luigia Spinelli, insieme all’avvocato Paolo Mascaro e al direttore sportivo della Top Volley Latina Candido Grande, hanno preso parte all’inaugurazione sollevando il velo per scoprire al pubblico l’insegna della nuova sede sottolineando l’importanza di consegnare a un’associazione così impegnata una struttura utile e funzionale.

Atelier per un giorno, Vittorio Camaiani sfila a Roma

S.B.- Un tuffo in un prato verde lussureggiante che diventa la tela per pennellate di lilla, di rosso, di bianco e di viola. E’ questo il mood della collezione di Vittorio Camaiani “Filo d’Erba” per l’autunno inverno 2018-19 che lo stilista presenterà mercoledì 3 ottobre, alle ore 18, a Roma nella sala lettura dell’Hotel Santa Chiara. Attraverso la consueta formula “Atelier per un giorno”, il couturier marchigiano “regala” a clienti ed amiche un Petit defilfè delle sue creazioni per la stagione fredda che si sta affacciando. Con la formula “Atelier Per Un Giorno” Camaiani, formatosi sotto la guida del maestro Massimo Fioravanti a Roma, ci riporta nell’atmosfera d’antan delle sartorie della Capitale, dove le clienti possono ammirare da vicino i capi, apprezzarne le linee, classiche e ardite allo stesso tempo, i tessuti pregiati, dalla lana alle sete, ma soprattutto provare gli abiti che vengono personalizzati “su misura” direttamente dallo stilista. Un’occasione unica per avere un capo d’alta moda, di qualità, inconfondibile e vitale al di là delle stagioni che si rincorrono. Un abito capace di rendere ogni donna elegante in ogni ora della giornata, cambiando semplicemente un accessorio, ma soprattutto di trasformare una donna in una regina di stile. All’appuntamento di mercoledì si potranno ammirare ed acquistare anche le scarpe di Lella Baldi e i cappelli di Jommi Demetrio, che completano il look firmato Vittorio Camaiani.

Atelier per un giorno proseguirà anche giovedì dalle ore 10 alle 19