Category Archives: Cronaca

La Procura di Salerno indaga su Magistrati Calabresi

oSalern, 17 gennaio 2019  – Almeno 15 magistrati calabresi del distretto di Corte d’Appello di Catanzaro sono indagati in un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Salerno per vicende e reati diversi come favoreggiamento mafioso, corruzione e corruzione in atti giudiziari. Alla base della vicenda, riporta ancora il giornale, ci sarebbe uno scontro tra il Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini e il Procuratore della repubblica del capoluogo calabrese Nicola Gratteri. I pm di Salerno, magistrati competenti per le indagini sul distretto del capoluogo calabrese, stanno lavorando, dall’estate scorsa, sulle carte trasmesse dalla Procura di Catanzaro guidata da Gratteri. Sotto inchiesta sarebbero finiti magistrati requirenti e giudicanti, pure con ruoli apicali, come il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, l’aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto e il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla.

ROMA:CONTROLLI DEI CARABINIERI CONTRO ILLEGALITA’ E ABUSIVISMO 8 PERSONE IN MANETTE

ROMA 17 gennaio 29019 – I Carabinieri della Compagnia Roma Centro, unitamente ai colleghi del Nucleo Radiomobile di Roma e dell’8° Reggimento “Lazio”, hanno eseguito un servizio straordinario di controllo nell’area di piazza dei Cinquecento e zone limitrofe, finalizzato a contrastare ogni forma di illegalità e di abusivismo commerciale.

Ad esito attività, i Carabinieri hanno arrestato 8 persone, ne hanno denunciate a piede libero altre 12, sanzionate ulteriori 12, un Daspo Urbano notificato e 14 venditori ambulanti multati.

I primi a finire in manette, sono due cittadini romeni di 33 e 41 anni, senza fissa dimora e con precedenti, sorpresi dai Carabinieri, al capolinea del tram linea 5, subito dopo aver rubato uno smartphone, dalla tasca del giaccone di una turista.

Arrestato anche un 36enne di origini campane, pizzicato dai militari, in via Giolitti, nei pressi della fermata degli autobus diretti agli scali aeroportuali della Capitale, mentre rubava un trolley di un’ignara turista. Poco più tardi, un 20enne pugliese, è stato arrestato dai Carabinieri, per furto con strappo. Il giovane dopo aver strappato dalle mani uno smartphone ad una turista georgiana, mentre percorreva via Amendola, è stato notato dai militari che dopo un inseguimento a piedi, lo hanno bloccato riuscendo a recuperare il costoso telefono.

Quattro invece sono le persone arrestate per detenzione e spaccio di sostante stupefacenti.

Nello specifico un 39enne di Caserta è stato sorpreso mentre cedeva due compresse di “Suboxone”, farmaco usato dai tossicodipendenti in cura per la dipendenza da oppiacei.

Denunciati a piede libero anche 12 persone. In particolare, sei, sono stati sorpresi da Carabinieri, senza motivo, molestandoviaggiatori con richieste di elemosina o offrendo con insistenza loro assistenza presso i distributori automatici di biglietti.Sempre a piazza dei Cinquecento, i militari hanno identificato 4 persone, risultate già sottoposte a Daspo Urbano. Altri due sono stati denunciati perché trovati in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle attività, i Carabinieri hanno sanzionato e segnalato altre 6 persone per il Daspo Urbano, perché trovate senza motivo e, multate per un totale di 72 mila circa, 14 venditori ambulanti, , tutti sopresi a vendere merce non alimentare senza alcun titolo.

Gdf di Firenze sequestra 120mila prodotti contraffatti

Firenze, 17 gennaio2019. Piu’ nel dettaglio, i Finanzieri del Gruppo di Firenze hanno iniziato le attivita’ ispettive partendo da alcuni controlli presso esercizi commerciali ubicati nel centro storico del Capoluogo Toscano, accertando la vendita di prodotti di abbigliamento e pelletteria contraffatti. Da alcuni documenti reperiti duranti gli accertamenti e’ stato possibile risalire a 3 diversi capannoni, siti nell’area di Sesto Fiorentino-Osmannoro e Calenzano, gestiti da cittadini di origini cinesi, dove tali prodotti erano stoccati. Nell’esecuzione dei diversi interventi, le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 32.500 borse (recanti i marchi contraffatti Gucci, Orciani, Stella Mc Cartey, Disegual), 18.000 prodotti elettrici e articoli per la casa sprovvisti della marchiatura “CE” ovvero con un logo difforme da quello prescritto dalla normativa comunitaria, certamente idoneo, pero’, ad ingannare il consumatore finale sul possesso dei requisiti prescritti in tema di sicurezza, e 1.300 foulard con i falsi marchi Hermes e Givenchy. Nel corso di un altro servizio condotto parallelamente sono stati sequestrati sull’intero territorio nazionale (risalendo anche ad un fornitore del novarese), ritirandoli dal mercato, oltre 60.000 auricolari riproducenti illecitamente un disegno industriale registrato della Apple. La posizione di alcuni degli imprenditori coinvolti sara’ altresi’ vagliata sotto l’aspetto fiscale, anche in relazione ai redditi di provenienza illecita e all’indeducibilita’ dei costi direttamente riconducibili ai reati. La complessiva attivita’ eseguita si inserisce nell’ambito della costante azione di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza a tutela dei consumatori, dell’economia legale e degli imprenditori che operano nel rispetto delle regole e rientra nell’intensificazione dell’azione di contrasto posta in essere in occasione delle festivita’ natalizie.

OPERAZIONE “FREEDOM” RECLUTAVA CONNAZIONALI PER SFRUTTARLI

VALMONTONE 16 gennaio 2019 – Reclutava connazionali per poi sfruttarli nei campi dediti alla coltivazione di prodotti agricoli in provincia di Roma. Per tale ragione, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro, con la collaborazione dei colleghi del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino bengalese di 46 anni, in regola con il permesso di soggiorno e con precedenti, perché accusato del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Il patrimonio informativo dei Carabinieri della Stazione di Valmontone, unito alle competenze specifiche dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Roma, in sintonia con l’ispettorato Territoriale del Lavoro di Roma, sotto la regia della Procura della Repubblica di Velletri, è stata posta in essere una certosina attività d’indagine che ha permesso di scoprire come il “caporale”, dopo aver reclutato quattro suoi connazionali, dai 24 ai 51 anni e tutti in regola con il permesso di soggiorno e incensurati, li impiegasse su un terreno agricolo affidato in concessione alla società di cui era amministratore di fatto, sottoponendoli a condizioni di sfruttamento approfittando dello stato di bisogno in cui versavano.

Le informazioni raccolte dai Carabinieri della Stazione di Valmontone hanno permesso di effettuare un’attività ispettiva nella cittadina romana dove in un terreno di 25000 mq destinato alla coltura di ortaggi misti e di canapa indiana, i militari hanno sequestrato due manufatti fatiscenti, senza pavimentazione, dove i quattro braccianti bengalesi erano costretti ad alloggiare privi di acqua e luce e delle più basilari condizioni d’igiene e sicurezza.

Grazie a lunghi appostamenti, di giorno e di notte, ai pedinamenti, all’escussione di testimoni, i Carabinieri hanno dimostrato come, per più di un anno, il “caporale” oltre ad impiegarli in “nero” pagandoli con un corrispettivo in denaro palesemente difforme alla retribuzione prevista dal CCNL di categoria, violasse le norme in materia di lavoro e sui riposi settimanali, nonché quelle in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro snaturando di fatto il mercato in generale e la concorrenza nel settore.

I Carabinieri di Valmontone e del Nucleo Ispettorato del Lavoro nello specifico hanno certificato come i braccianti venivano impiegati infatti per undici ore consecutive al giorno e per sette giorni la settimana senza fruire del previsto riposo settimanale con un corrispettivo di meno di venti euro giornaliere, nonché non venivano sottoposti alla prevista visita medica preventiva di idoneità al lavoro. Le condizioni disumane in cui versavano gli agricoltori sono state ampiamente dimostrate dai Carabinieri i quali hanno certificato come gli stessi, nel corso della stagione fredda, si rifugiavano presso il bar limitrofo per potersi “nutrire” di caldo sino alla chiusura dell’esercizio e per rifornirsi di acqua per le prime necessità sia alimentari che igieniche dato che in alternativa erano costretti ad utilizzare quella del torrente adiacente alla “baracca” fatiscente ove vivevano.

A tali accertamenti sono seguiti quelli di natura specifica. Nei confronti della società agricola che ometteva di adottare modelli di organizzazione e di gestione idonei e che ha indebitamente percepito innegabili vantaggi economici, i Carabinieri hanno sequestrato conti correnti per il valore di euro 73.500.

Per il caporale si sono aperte le porte del carcere di Velletri dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Brindisi, rapina a camion sulla statale 379 con armi e chiodi sulla strada

Fasano (Brindisi)16 gennaio 2019 –  alle 6.30 circa è stata messa a segno una rapina sulla statale 379, tra le uscite Torre Canne Sud e Pilone in direzione Lecce. Dopo aver intraversato un tir, risultato rubato, e lanciato chiodi a tre punte, i malviventi, a bordo di due auto di grossa cilindrata e un autocarro, armati di pistola, hanno rapinato una dozzina di bancali per 7 tonnellate circa di sigarette da un camion porta tabacchi. L’autista dell’autoarticolato, leggermente ferito a un braccio per le schegge di vetro del finestrino infranto dai rapinatori con una mazza, è stato portato all’ospedale di Ostuni. Sul posto i carabinieri di Brindisi e della compagnia di Fasano, che impiegano anche un elicottero del 5° Nucleo elicotteristi di Bari per le ricerche dei rapinatori.

Assalto terrostico in un hotel di Nairobi: morti persone in ostaggio

Nairobi (Kenya) 15 gennaio 2019 – Esplosioni e colpi di arma da fuoco nei pressi di un hotel a Nairobi, in Kenya. L’hotel attaccato a Nairobi è un albergo di lusso, il Dusit, nel cui complesso ci sono anche banche e uffici. Diversi veicoli nelle vicinanze sono in fiamme. Il gruppo armato somalo “Al Shaabab” che ha rivendicato l’attacco all’hotel nel quartiere di Westland, è arrivato su un veicolo indossando giubbotti anti-proiettile. “Diversi ostaggi vengono tenuti nell’hotel Dusit e stiamo aspettando i rinforzi”, ha riferito un agente di sicurezza alla stampa locale. Sono state mobilitate anche teste di cuoio anti-terrorismo. “Uno scontro a fuoco é in corso in seguito a un’esplosione presso un complesso di hotel e uffici in un verde quartiere di Nairobi”: così il sito del più diffuso quotidiano del Kenya, il “Daily Nation”, descrive la situazione dell’attacco. L’area è stata isolata, le forze di sicurezza stanno evacuando i civili. Un banner di Al Jazeera riferisce che, oltre ai sette morti, ci sono anche 14 feriti.

Bambino di 2 anni cade in un pozzo a Malaga

Sono due giorni che i soccorritori cercano di recuperare il bambino di 2 anni, che nella giornata di domenica 13 gennaio è caduto in un pozzo a una profondità di 110 metri.

Malaga (SP) 15 gennaio 2019 –Sono ore concitate quelle che sta vivendo la Spagna. Il piccolo si trovava a Totalán nei pressi di una fossa di prospezione per l’acqua e giocava nei campi come fanno molti bimbi della sua età. Ed è caduto.

La famiglia è distrutta. I genitori ventenni, Victoria e Josè, stanno seguendo le operazioni di soccorso sul posto e sono accompagnati dagli psicologi della protezione civile, che danno loro il sostegno necessario per far fronte a questa tragedia. Solo due anni fa, Victoria e Josè avevano perso il fratello maggiore di Yulen, Oliver, colpito a soli 3 anni da un infarto.

La cavità nella quale il bambino è precipitato è larga 25 centimetri e il piccolo si trova a una profondità di circa 110 metri. Gli uomini stanno anche scavando un tunnel accanto al pozzo, in modo da oltrepassare la profondità in cui si trova il piccolo e recuperarlo da sotto. Per rafforzare la superficie del pozzo, i soccorritori stanno pensando di intubarla, in modo da evitare altre frane che potrebbero investire il piccolo Yulen.

Date le dimensioni molto ridotte del pozzo non è possibile far scendere nessuno all’interno della fossa: contattare il bambino diventa difficile ogni ora che passa. La famiglia si trovava in quella zona domenica scorsa per stare tutti insieme a pranzo e preparare una paella all’aperto: Yulen stava giocando con un altro bambino quando è caduto all’improvviso. Secondo alcune testimonianze, il pianto del bambino si sarebbe fatto via via sempre più flebile fino a cessare del tutto.

La viceprefetto di Malaga, Maria Gamez, intervista da tv Antenna 3 ha dichiarato: “Si tratta non solo di arrivare al luogo dov’è il bambino, ma di liberarlo dal materiale crollato e salvaguardare la cavità per poter riportare Yulen in superficie. Questa storia riporta alla mente la triste vicenda di Alfredino, precipitato in un pozzo a Vermicino, in provincia di Roma, 37 anni fa. Speriamo di tornare presto con buone notizie.

Traffico di migranti dalla Tunisia alla Sicilia

Con imbarcazioni velocissime gli scafisti erano in grado di trasportare in poche ore dai 10 ai 15 migranti irregolari. Quattordici i fermati e 3 milioni di euro sequestrati: i dettagli della maxi operazione contro il traffico di migranti“

Quattordici le persone fermate, oltre 3 milioni di euro sequestrati. 

L’operazione “Barbanera” è stata portata a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica palermitana (in collaborazione con personale dello Scico e dei Comandi Provinciali di Trapani e Agrigento, nonché del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare). Dalla Tunisia alla Sicilia su gommoni velocissimi

Alcuni dei soggetti sono stati bloccati presso il porto di Palermo, agli ormeggi per l’imbarco su motonavi in partenza per la Tunisia, in un caso pronti a esportare illecitamente denaro contante, presunto provento delle attività delittuose, per oltre 30.000 euro.

Sequestrate inoltre 3 aziende operanti nel trapanese e riconducibili al promotore dell’organizzazione criminale (un ristorante, un cantiere nautico e una azienda agricola, oggetto del reimpiego degli illeciti proventi) nonché diversi immobili, automezzi, due pescherecci, denaro contante e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

Lazio, morto di Meningite a Roma 15enne, attivate misure

Roma, 15 gen. – La macchina della profilassi e’ stata attivata immediatamente sia a cura della Asl Roma 1 che della Asl Roma 2. “Si e’ in attesa del responso analitico rispetto all’identificazione del sierotipo del meningococco inviato presso l’INMI Spallanzani e notificato presso il servizio di sorveglianza SERESMI. Il ragazzo – aggiunge la Regione – non risulta vaccinato per la meningite. I tecnici della Asl Roma 2 si sono inoltre recati presso l’istituto Alberghiero per incontrare docenti e studenti spiegando loro quali siano le corrette procedure e indicazioni antibiotiche da seguire. La situazione e’ sotto controllo e per un puro principio di precauzione, nonostante il rischio sia estremamente limitato, si sta consigliando la profilassi a tutte le persone entrate in contatto con il ragazzo. Ai famigliari e gli amici del giovane va la piena solidarieta’ e vicinanza in questo momento di grande dolore”

830kg tra marijuana e hashish, arrestato E’ un 35enne incensurato

LIVORNO, 15 GEN – Nel suo garage aveva 830 kg di droga, di cui 564 kg di marijuana e 266 kg di hashish, per un valore di oltre 2 milioni di euro. Per questo un 35enne di origine albanese, incensurato, e’ stato arrestato dalla squadra mobile di Livorno per detenzione ai fini di spaccio. L’operazione che ha portato all’arresto dell’uomo, operaio di una ditta di manutenzioni livornese, e’ partita da una segnalazione anonima su YouPol che raccontava di uno straniero che nella zona Montebello girava per il quartiere con una pistola a bordo di un’auto grigia. Dopo servizi di osservazione e pedinamenti gli agenti hanno rintracciato l’uomo a bordo dell’auto mentre era intento a entrare nel garage, in via Ebat. All’interno del mezzo, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una pistola giocattolo, privata del tappo rosso, con caricatore privo di munizionamento e una scatola in cartone con 13 cartucce a salve. La pistola giocattolo e’ costata al 35enne una prima denuncia. Poi la perquisizione del garage con la scoperta della droga. Sequestrate anche bilance elettroniche, macchinari per effettuare il sottovuoto, e materiale vario per il confezionamento della droga. Proseguono le indagini della squadra mobile, anche se al momento non hanno portato all’individuazione di eventuali complici.

BATTISTI: ‘TRADITO DALL’ABITUDINE DI PASSEGGIARE’

MARTEDÌ 15 GENNAIO 2019  (com) A bordo dell’aereo solo poche parole, ‘non amo il calcio, mai al Maracana” – Nessun segno di pentimento (AdnKronos) – A mettere sulla strada giusta gli investigatori per quanto riguarda la localizzazione dell’ex terrorista anche le ordinazioni di pizza in un locale cittadino e l’esame del traffico telefonico. Una volta identificato con certezza, fermato e portato negli uffici dell’Interpol boliviana, Battisti “si è accasciato sulla sedia, ha capito che la sua lunga latitanza era finita e che lo attendeva una lunga detenzione”, aggiungono Russo e Codispoti. Non aveva con sè chiavi di casa nè alcun altro elemento che potesse far risalire i poliziotti, almeno per il momento, alla rete di fiancheggiatori che in queste settimane ha favorito la sua latitanza. Anche a bordo dell’aereo che lo riportava in Italia, l’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo “è apparso rassegnato. Ha dormito molto, pochissime parole, ha chiesto di poter leggere un libro”.

TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI – OPERAZIONE DEI CARABINIERI NEL LAZIO, 57 INDAGATI

Roma 15 gennaio 2019 –

I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma e i Carabinieri Forestali di Roma, Rieti e Latina, coadiuvati dai Reparti Territoriali dell’Arma, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone 15 arresti (6 custodie cautelari in carcere e 9 arresti domiciliari) 3 obblighi di presentazione quotidiana in caserma, 12 divieti di dimora nel territorio della Provincia di Roma, oltre al sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti ed 1 impianto di autodemolizione, per un totale di 57 indagati, a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di veicoli e truffa in danno delle assicurazioni, simulazione di reato, favoreggiamento personale.

L’operazione, convenzionalmente denominata “ Tellus” ( dal nome della divinità romana della Terra, a rimarcare l’impegno dei Carabinieri a difesa dell’Ambiente) costituisce l’esito di un’articolata attività di indagine scaturita da una serie di controlli, finalizzati al contrasto del fenomeno dei c.d. “ roghi tossici”, conseguenti alla gestione illecita di rifiuti, operata prevalentemente da soggett

Nella mattinata odierna i Carabinieri Forestali di Roma, Rieti, Latina ed i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, coadiuvati dai militari dei Reparti Territoriali dell’Arma, hanno eseguito una serie di misure cautelari personali e reali emesse dal Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, costituite da 6 custodie cautelari in carcere, 9 arresti domiciliari, 3 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, 12 divieti di dimora nel territorio della Provincia di Roma, oltre al sequestro preventivo di 25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti ed 1 impianto di autodemolizione, per un totale di 57 indagati a vario titolo per traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e ricettazione di veicoli e truffa in danno delle assicurazioni, simulazione di reato, favoreggiamento personale.

Il blitz scattato alle prime luci dell’alba, ha visto impiegati oltre 150 militari sui diversi obiettivi tra Roma e Latina, supportati nelle attività condotte presso il Campo nomadi di via Salviati di Roma da un elicottero in costante sorvolo e da una stazione operativa mobile.

L’operazione, convenzionalmente denominata “ Tellus” ( dal nome della divinità romana della Terra, a rimarcare l’impegno dell’Arma a difesa dell’Ambiente) costituisce l’esito di un’articolata attività di indagine scaturita nell’aprile 2016 da una serie di controlli eseguiti dai Reparti territoriali dell’ex Corpo Forestale dello Stato, finalizzati al contrasto del fenomeno dei c.d. “ roghi tossici”, conseguenti alla gestione illecita di rifiuti operata prevalentemente da soggetti di etnia rom in concorso con i titolari delle aziende di recupero, che ne ricevevano le sole componenti di valore (es. rame, bronzo, ottone).

L’ indagine, successivamente sviluppata dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria di Roma e dai Carabinieri Forestali di Roma e Rieti e, coordinati dalla Procura della Repubblica , ha oggi consentito di porre fine ad una vera e propria attività continuativa  per il “traffico illecito” di circa 3 milioni di kg di rifiuti metallici, per un indebito profitto complessivo stimato in oltre 440.000 euro, ed un’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione ed al riciclaggio di numerosi veicoli con truffe in danno delle assicurazioni.

Le indagini condotte dai militari con l’ausilio di attività tecniche, riscontri sul campo e controlli mirati, hanno innanzitutto consentito di ricostruire un’intera filiera illegale per la gestione di rifiuti metallici speciali ed urbani, di cui una compiacente società di recupero rifiuti rappresentava l’anello finale, ove avveniva l’ultima “ ripulitura” cartolare, realizzata con documentazione ambientale artatamente redatta, volta a schermare l’illecito flusso di provenienza. I conferitori dei rifiuti sono risultati essere per lo più soggetti di etnia rom, residenti presso campi nomadi ed insediamenti abusivi della Capitale, all’interno ed in prossimità dei quali avvenivano sistematicamente le illecite attività di gestione delle più disparate tipologie di rifiuti, anche ingombranti, ivi trasportati dopo  averli raccolti rovistando nei cassonetti, oppure prelevandoli da utenze domestiche ed attività commerciali/artigianali. All’interno delle suddette aree, in totale mancanza dei presidi ed in spregio delle norme a salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente, avvenivano delle vere e proprie operazioni di cernita, separazione e disassemblaggio, per l’estrazione delle componenti di valore dei rifiuti ( ad es. estrazione delle serpentine in rame dagli elettrodomestici fuori uso), che venivano poi rivendute alla società di recupero al fine di conseguire un ingiusto profitto, consistito per i trasportatori nel corrispettivo di vendita al predetto centro, e per la società ricevente nella successiva commercializzazione ad un prezzo superiore a quello di acquisto, lucrando sulle spese relative all’attività di recupero ed allo smaltimento delle componenti “ indesiderate”. Un “risparmio” per la società, in tal modo tramutato in “costo” direttamente riversato sulla collettività,  dal momento che le frazioni estranee venivano notoriamente e sistematicamente smaltite mediante abbandono sul suolo, creando immense discariche abusive periodicamente e ciclicamente date alle fiamme per creare nuovi spazi per il deposito di altri rifiuti, il tutto con evidenti effetti negativi sulle matrici ambientali,  anche sollevando non pochi problemi di ordine sociale, come deducibile dai numerosi esposti presentati a causa dai cittadini residenti e dai Comitati di Quartiere.

Al fine di aggirare i normali controlli su strada e le verifiche presso il centro di recupero rifiuti, gli indagati avevano fraudolentemente ottenuto l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, in una categoria che ne autorizzava solo documentalmente il trasporto dei rifiuti, falsamente attestandoli come prodotti nell’ambito di una sedicente attività d’impresa di tipo edile, mai realmente eseguita, in tal modo inducendo in errore anche i pubblici ufficiali del predetto Albo istituito presso la Camera di Commercio.

Contestualmente, le indagini condotte hanno permesso di appurare come il predetto centro di recupero rifiuti fosse anche il terminale di approdo, ai fini dell’occultamento, di rifiuti metallici provenienti da attività di autodemolizione e rottamazione svolta all’interno di un impianto, oggi posto sotto sequestro, costituente la base operativa di un gruppo strutturato di persone dedito alla ricezione di auto di lusso oggetto di furto o appropriazione indebita e di cui, dopo un rapido “ smontaggio”, ne venivano rivendute sul mercato (anche estero) alcune componenti come parti di ricambio, mentre ne venivano rottamate le carcasse.

Quest’ultima struttura associativa organizzata, composta con diversi ruoli e responsabilità da alcuni degli odierni indagati, era diretta alla commissione di più delitti (spazianti dalla simulazione di reato e dalla truffa alle assicurazioni alla ricettazione ed al riciclaggio di autovetture) , con un modus operandi che può essere così sintetizzato: 1) individuazione del potenziale veicolo oggetto dell’attività e contatto con il soggetto che ne aveva l’attuale disponibilità; 2) acquisizione dell’autovettura; 3) smontaggio delle varie componenti di valore ed occultamento; 4) smaltimento della sola scocca come rifiuto ferroso presso il citato centro di recupero rifiuti, che provvedeva immediatamente allo “ schiacciamento” ed all’invio alle acciaierie per la definitiva distruzione.

Sono stati infine accertati diversi casi in cui i proprietari o locatari in leasing dei predetti autoveicoli, fossero in accordo con i sodali dell’organizzazione, facendo in modo di far giungere i veicoli direttamente presso l’impianto di autodemolizione, denunciandone il furto solo successivamente e lamentando dinamiche di svolgimento dell’evento totalmente false, al fine di riscuotere il premio liquidato dalla compagnia assicurativa.

i di etnia rom in concorso con i titolari di alcune aziende di recupero, che ne ricevevano le sole componenti di valore (es. rame, bronzo, ottone).

Ravenna: Terremoto la scossa piu’ forte ultimi 30 anni

Ravenna 15 gen. 2019 – Prima il boato sordo sulla costa, tra Ravenna e Cervia, e poi la forte scossa, che si e’ avvertita bene in particolare ai piani alti degli edifici, facendo correre la gente in strada spaventata. Per Ravenna, raggiunta dalla scossa piu’ forte – la 4.6 – pochi minuti dopo la mezzanotte, si e’ trattato del Terremoto piu’ forte come intensita’ degli ultimi 30 anni. Questo si e’ avvertito bene: perche’ oltre alla magnitudo – spiega Gregorio – dipende molto dalla accelerazione e dal tipo di onda. Questa notte si e’ sentito un boato sordo provenire dal sottosuolo, simile a quando gli aerei infrangono il muro del suono, e poi e’ arrivata la scossa: la gente si e’ spaventata, hanno cominciato a sbattere gli sportelli delle credenze, gli oggetti sulle mensole, i lampadari, si e’ avvertito in maniera netta soprattutto ai piani alti dei palazzi. Alla forte scassa nella notte e’ poi seguito uno sciame sismico con altre 5 scosse di lieve entita’, tra magnitudo 2 e 2.2, avvertite solo dagli strumenti, l’ultima delle quali alle 4.57 di questa mattina. Scosse avvenute tutte nei dintorni di Ravenna, vicino a Russi o Comacchio, ma ascrivibili allo stesso fenomeno.

Muore poco dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso

BOLOGNA, 15 GEN 2019 – Una donna di 62 anni e’ morta all’ospedale Bufalini di Cesena, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dove era stata sottoposta ad accertamenti per un malore accusato venerdi’ mattina. La donna, Adalgisa De Simone, si e’ svegliata nella sua casa di Gatteo Mare con un forte dolore tra petto e collo. La figlia, ha deciso di portarla in ospedale, prima al pronto soccorso di Cesenatico e poi per controlli piu’ approfonditi a Cesena. Dopo gli esami, la donna sarebbe stata dimessa, dicendo che poteva tornare a casa.
La 62enne pero’ si e’ accasciata a terra e inutili sono stati i tentativi di rianimarla. E’ stata aperta un’inchiesta e disposta l’autopsia.

ZIMBABWE: Morti e feriti in scontri di piazza per il caro benzina

Roma, 15 gen. – Ci sono vittime negli scontri di piazza cominciati ieri nello Zimbabwe, sia nella capitale Harare che a Bulawayo, la seconda citta’ del Paese: lo ha riferito il ministro della Sicurezza Owen Ncube e lo hanno confermato le associazioni locali riunite nello Human Rights Forum Ncube non hanno fornito dettagli circa il numero di persone rimaste ferite. Secondo lo Human Rights Forum, 26 manifestanti sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Gli scontri sono scoppiati a margine di cortei contro l’aumento dei prezzi della benzina, decretato dal governo del presidente Emmerson Mnangagwa per far fronte a una cronica carenza di banconote e a un’inflazione che solo a novembre ha raggiunto il 37 per cento. Lo Zimbabwe sta attraversando una fase di transizione dopo l’intervento dell’esercito che nel 2017 ha portato alla destituzione di Robert Mugabe, al potere per 37 anni. Gli aumenti del prezzo della benzina, con il litro in vendita da domenica a 3,31 dollari a fronte della precedente tariffa di 1,38, sono parte di un piano di riforme che dovrebbe garantire ad Harare l’accesso ai crediti del Fondo monetario internazionale

CARABINIERI ARRESTANO 16 PERSONE IN 48 ORE. SEQUESTRATE UN CENTINAIO DI DOSI DI DROGA.

ROMA – 14 gen 2019 (com) Nelle ultime 48 ore, i Carabinieri della Compagnia di Frascati hanno eseguito una massiccia attività di controllo tra Tor Bella Monaca e Tor Vergata. In manette sono finite 16 persone.

Sei persone sono state arrestate con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: un 24enne romano e un coetaneo di Tivoli, sorpresi a spacciare eroina e cocaina in via dell’Archeologia; un 43enne romano “pizzicato” a cedere dosi di cocaina ad alcuni giovani; un 27enne, originario di Napoli, trovato in possesso di 12 dosi di eroina e 5 di cocaina; una 32enne romena, sorpresa a cedere droga ad un giovane; un 68enne, originario della provincia di Brindisi, trovato in possesso di 8 dosi di cocaina.

In totale, in possesso ai pusher arrestati, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 100 dosi di sostanze stupefacenti e oltre 850 euro in contanti, ritenuti provento delle attività illecite.

In manette per furto aggravato, invece, sono finite due sorelle romane, di 23 e 24 anni, che, poco prima, avevano rubato, dopo aver forzato le placche antitaccheggio, alcuni capi di abbigliamento da un negozio all’interno del centro commerciale di Tor Vergata. 

I Carabinieri hanno arrestato, con l’accusa di evasione, due persone sorprese al di fuori delle rispettive abitazioni, nonostante fossero sottoposti agli arresti domiciliari.

Nel corso delle operazioni, i Carabinieri hanno anche eseguito 6 ordinanze a carico di altrettante persone: una 33enne romana è stata arrestata perché colpita da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale Ordinario di Roma – Ufficio esecuzioni penali –, in data 7 gennaio, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti; un 32enne romano colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale ordinario di Roma – Ufficio di sorveglianza – in data 7 gennaio, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti; un 38enne romano in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale ordinario di Roma – Ufficio Gip – in data 7 gennaio, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti; una 43enne romana colpita da un ordine di carcerazione, emessa dal Tribunale ordinario di Roma – Ufficio esecuzione penale  lo scorso 20 dicembre 2018, dovendo espiare la pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione, per il reato di evasione; un 46enne romano in esecuzione di un ordine di detenzione domiciliare, emessa dal Tribunale ordinario di Roma – Ufficio esecuzioni penali, lo scorso 4 dicembre 2018, dovendo espiare la pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione, per il reato di tentato omicidio; infine un 42enne romano colpito da un ordine di detenzione domiciliare emesso dal Tribunale ordinario di Roma – Ufficio esecuzioni penali, lo scorso 6 dicembre 2018, dovendo espiare la pena di 1 anni di reclusione, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

In totale sono state identificate 110 persone e controllati 75 veicoli.

SALVINI: TERRORISTA COMUNISTA, MARCISCA IN GALERA

Roma, 14 gen -(com) “L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera. Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo. Da decenni si era rifugiato all’estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici”. E’ questo l’incipit della lettera scritta dal vicepremier Matteo Salvini pubblicata sulla prima pagina del quotidiano Leggo. Ecco il seguito del testo del ministro dell’Interno: “Ora la pacchia è finita. Merito di un governo che ha ridato prestigio all’Italia. Non è un caso se il nuovo presidente brasiliano, Bolsonaro, aveva promesso pubblicamente di riconsegnarci Battisti. Ha mantenuto la parola, dando prova di una serietà e di una lealtà per cui lo ringrazio a nome degli italiani”. “Oggi – scrive Salvini – il nostro Paese ha rialzato la testa. Non siamo più l’Italietta che l’Europa trasformava nel campo profughi del Mediterraneo e che veniva snobbata dalle superpotenze mondiali. Stiamo vivendo una nuova fase. In poco più di sei mesi abbiamo fatto quello che altri governi avevano provato a realizzare in decenni, fallendo”. Infine, la sua lettera si conclude con un invito ai familiari delle vittime del terrorista: “Aspetto le famiglie rovinate da Cesare Battisti al Viminale. Mentre le nostre galere aspettano lui. La pacchia è finita. Era ora”.

Battisti: in volo verso Italia, lo attende Rebibbia

Roma, 14 gen (com). – Cesare Battisti e’ in volo verso l’Italia e arrivera’ a Ciampino intorno all’ora di pranzo. Ad attenderlo ci saranno il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, il leader dei Proletari armati per il Comunismo, che in Italia e’ stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi compiuti tra il 1978 e il 1979 e non si e’ mai pentito, sara’ portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere romano dove tutto e’ pronto per accoglierlo. Battisti e’ stato catturato in Bolivia sabato pomeriggio. Passeggiava da solo per le strade di Santa Cruz della Sierra, quando e’ stato intercettato dagli agenti dell’Interpol che lo hanno arrestato senza che opponesse resistenza. Nel giro di poche ore e’ stato consegnato alle autorita’ italiane e imbarcato a bordo di un Falcon dell’aeronautica militare appositamente inviato dall’Italia. Il volo e’ partito direttamente da Santa Cruz diretto a Roma: non e’ passato dal Brasile nonostante il presidente Jair Bolsonaro, che avrebbe voluto capitalizzare il successo sul piano mediatico, avesse preannunciato una ‘tappa’ nel gigante sudamericano: evidentemente si e’ voluto evitare un passaggio che avrebbe potuto nascondere qualche insidia burocratica innescata dagli avvocati di Battisti. Il ministro Enzo Moavero Milanesi ha ringraziato per la collaborazione le autorita’ boliviane e quelle brasiliane. In Italia Battisti scontera’ l’ergastolo: non sarebbe stato cosi’ invece se fosse stato estradato dal Brasile, visto che un accordo con le autorita’ italiane firmato in passato prevedeva di commutare l’ergastolo in una pena a 30 anni di reclusione. Gli agenti italiani erano da una settimana a Santa Cruz, la seconda citta’ boliviana, a circa 800 chilometri a est di La Paz, ed avevano circoscritto la loro attenzione su una serie di indirizzi. Quando hanno creduto di aver individuato l’ex terrorista, hanno cominciato a tenerlo sotto controllo e ad eseguire tutta una serie di verifiche tecniche (comparazioni di immagini, confronti fotografici, osservazioni dirette) per avere la certezza dell’identificazione. Una volta fugato qualsiasi dubbio, e’ scattato il fermo ad opera della polizia boliviana: Battisti e’ stato intercettato in strada. C’e’ anche un video che lo ritrae pochi minuti prima del fermo, maglietta con le maniche corte, occhiali scuri, barba e baffi per camuffarsi, camminava tra i negozietti con passo spedito. A tradirlo i contatti su Facebook

Accessi illegali a Riscossione Sicilia, arresti

CATANIA, 14 GEN – (com) Tre persone sono state poste agli arresti domiciliari dal Gip di Catania, su richiesta della locale Procura distrettuale, nell’ambito di indagini della Guardia di Finanza su professionisti e dipendenti ‘infedeli’ di Riscossione Sicilia. Per altri tre indagati sono state disposte misure interdittive. Sono accusati, a vario titolo, di concorso in corruzione continuata, accesso abusivo ad un sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono due avvocati catanesi, di cui uno gia’ dirigente in pensione della Serit (oggi Riscossione Sicilia Spa), e tre funzionari attuali dipendenti dell’Ente di riscossione regionale di Catania e Messina. I particolari dell’operazione saranno resi noti alle 10.30 durante un incontro con i giornalisti nella sala stampa della Procura di Catania, alla presenza del procuratore Carmelo Zuccaro.

CINEMA, OMAGGIO A GIULIO ANDREOTTI A 100 ANNI DA NASCITA

Roma, 14 gen – 14 gennaio 1919 – (com). A cento anni dalla nascita Istituto Luce Cinecittà ristampa in home video e riporta nelle migliori librerie e nei negozi digitali Giulio Andreotti – Il cinema visto da vicino e Giulio Andreotti – La politica del cinema, il formidabile dittico che Tatti Sanguineti, con il sodale Pier Luigi Raffaelli, ha dedicato al rapporto lungo, intrecciato, straordinariamente significativo e complesso, tra il Divo e la Settima arte. Due film prodotti e distribuiti da Luce-Cinecittà, raccolti per l’edizione home video in un unico cofanetto, presentati con un pieno successo di critica alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 e al festival Il Cinema Ritrovato del 2015 della Cineteca di Bologna. Un racconto disteso, divertente, storicamente ricchissimo di film, aneddoti, memorie, ricostruzioni filologiche e personali. Una contro-storia appassionante del cinema italiano come raramente si è rivelato e raccontato.(red) 

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