Category Archives: Cultura

ACCORDO BENI CULTURALI-COMUNE A DIECI ANNI DAL TERREMOTO A L’AQUILA

L’Aquila,18 gennaio – Il ministero per i Beni e le Attività culturali e il Comune dell’Aquila hanno sottoscritto l’accordo per l’attuazione del programma di iniziative ed eventi culturali che si terranno quest’anno, in occasione del decennale del sisma del 2009, a L’Aquila e nell’area del cratere. A firmare il documento sono stati il sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vacca, titolare della delega alla ricostruzione e alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico colpito dagli eventi sismici, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Un milione è stato assicurato nell’ultima legge di Bilancio dal Mibac, circa 400mila euro sono quota residua dei fondi ReStart assegnati al comune dell’Aquila e altri 170mila euro sono stati appostati dall’amministrazione del capoluogo abruzzese. Del milione stanziato del Mibac, 300mila euro saranno destinati alla realizzazione, in collaborazione con la Curia, di una rete di luoghi e di beni culturali denominato “L’Aquila città d’arte” per la valorizzazione delle opere recuperate. Istituzione responsabile sarà il polo museale dell’Abruzzo diretto dalla dottoressa Lucia Arbace. Gli altri 700mila euro saranno invece destinati all’organizzazione del Festival internazionale degli incontri, una rassegna teatrale di dimensione internazionale di cui sarà responsabile Il Teatro Stabile dell’Aquila guidato dalla presidente Annalisa De Simone.

BOCCALON: AUTISMO TERRENO FERTILE PER POTENZIALI CREATIVI

Reggio Calabria, 18 gennaio – “Mi piace associare l’importanza del tema tra l’arte e l’autismo, perche’ e’ stato ripreso anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del messaggio agli italiani a fine anno. Abbiamo visto tutti il disegno che aveva nel suo studio, regalatogli a Verona da un giovane artista con un disturbo dello spettro autistico. In qualche modo questo rapporto tra arte e autismo, tra creativita’ e salute come cura, e’ qualcosa di consolidato in altri ambiti della psichiatria, penso alle esperienze degli atelier in Italia”. Cosi’ il professore Roberto Boccalon, presidente nazionale dell’International art and psychology, intervenuto a Reggio Calabria, in occasione di un incontro sul tema tra ‘Arte e l’autismo’ ospitato dalla fondazione Antonino Scopelliti.  “Mi piace soffermarmi – ha specificato il professore – su alcuni esempi di buone pratiche, a volte nate da esperienze molto semplici, come le osservazioni del lavoro di una maestra insegnante di sostegno, che in sinergia con alcune mamme ha individuato dei percorsi che hanno reso possibile esplicitare dei potenziali impensabili.

Sulla droga la posta in gioco è il nostro futuro! Giù le mani dagli adolescenti!

di ignazio deriu Quando si parla del problema droga non è azzardato dire che in gioco non ci sono semplici situazioni personali o gli stretti familiari, né di un problema circoscritto ad un quartiere o una regione particolare, magari controllata da organizzazioni mafiose. Da decenni il problema droga ha assunto dimensioni di carattere planetario, coinvolgendo forze di intelligens di paesi da tutti i continenti, coordinate nella lotta a quello che il filosofo e umanitario L. Ron Hubbad definiva come “l’elemento più distruttivo presente nella nostra cultura attuale”. Fin qui, potremmo dire, niente di nuovo. Ciò che maggiormente preoccupa è la nuova strategia che i criminali stanno adottando: l’attacco agli adolescenti. Si, perché nel mirino di pusher senza scrupoli non ci sono solo i giovani o coloro che già sono caduti nella trappola mortale, ma con messaggi subdoli e accattivanti si stanno assicurando li ragazzini di 11/12 anni destinati a diventare le nuove vittime inconsapevoli (come potrebbero esserlo a quell’età?) dei loro sporchi traffici e le nuove leve come futuri spacciatori.

Un progetto criminale che nessuna persona mentalmente sana potrebbe accettare, tanto meno per coloro che, come i volontari di Fondazione per un Mondo Libero alla Droga e della Chiesa di Scientology, hanno fatto della lotta alla droga la loro ragione di vita. “ E’ assolutamente necessario fermare questo progetto insensato – dichiara il responsabile regionale della Fondazione, da anni impegnata in azioni di prevenzione in tutta la Sardegna – è in gioco il futuro dell’intera società, perché gli adolescenti di oggi saranno gli adulti di domani e, se si continua così, avremo le prossime generazioni in mano alla droga e a tutto ciò che essa genera: morte, distruzione, degrado fisico, sociale e ambientale, criminalità incontrollata, che costringerebbe anche le persone oneste a perdere quei diritti di vivere una vita degna di essere vissuta.

Anche nella prossima settimana, i volontari non rispamieranno le energie con lo scopo di contrastare l’avanzata della barbarie e distribuiranno i libretti informativi con la verità su tutte le droghe e l’abuso di farmaci prescritti, in diversi quartieri di Cagliari, Olbia, Nuoro, Sassari, Oristano, Quartu Sant’Elena, Monserrato e Decimoputzu, convinti che solo l’informazione potrà contrastare seriamente questo progetto, evitando di far cadere nelle loro mani i nostri ragazzi e assicurando loro un futuro libero dalla droga.

Info: www.noalladroga.it

Milano Art Gallery: bagno di folla per il vernissage di Renata Bertolini che inaugura coi vip

Milano, alle 18 di venerdì 11 gennaio, tutti i riflettori erano puntati sulla sede in via Ampère 102 della Milano Art Gallery. A “La Porta Verde” infatti l’artista Renata Bertoliniha inaugurato la sua personale dal titolo La pittura dell’anima. La mostra è stata presentata dalla celebre psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Daniela Testori di Testori Comunicazione e dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

L’artista, legata a Maria Rita Parsi da una lunga amicizia, scopre la pittura da autodidatta e, assieme a questa sua passione, un metodo di autoanalisi profondamente autobiografico. Dai bozzetti a matita alla pittura ad olio, Renata Bertolini si muove nel corso della sua carriera studiando tecniche e stili diversi. I volti diventano specchio dell’anima, motivo irrinunciabile per le sue creazioni. Lo stesso spettatore si trova perciò coinvolto direttamente in questa sua indagine, trovandosi di fronte se stesso.

Durante il vernissage, la nota psicoterapeuta, ha parlato della Bertolini definendola “una Maestra d’arte che riesce a farci tornare bambini nella proiezione fantastica del gioco dei colori toccando le nostre sfere emotive interiori”.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sitowww.milanoartgallery.it.

“Il lago dei cigni” di Benjamin Pech inaugura la nuova stagione di Balletto

C.A. – Con Il lago dei cigni di Benjamin Pech con il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato prenderà il via la nuova stagione del balletto 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma. Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e Assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dopo aver creato diverse coreografie si confronta con il riallestimento coreografico del balletto icona della tradizione classica, in cui si cimenteranno nomi della Danza Classica.

Il 28, il 29 e il 31 dicembre 2018 ospiti d’eccezione saranno Anna Nikulina e Semyon Chudin entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca, il 4 e il 6 gennaio 2019 Germain Louvet étoile de l’Opéra di Parigi per ballare con la prima ballerina Susanna Salvi. L’étoile del Teatro dell’Opera di Roma Alessandra Amato balla con il primo ballerino Claudio Cocino. La recita pomeridiana del 5 gennaio è affidata ai solisti Marianna Suriano e Michele Satriano. Un ruolo determinante nella versione di Benjamin Pech è affidato al personaggio di Benno, amico del Principe Siegfried, interpretato dal primo ballerino Alessio Rezza, dal solista Giacomo Castellana, e dai ballerini Walter Maimone e Loïck Pireaux.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes, durante la conferenza stampa, ha dichiarato: “Apriamo la nuova stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma con un grande classico e lo facciamo affidandone la coreografia a Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e assistente alla Direzione del Ballo qui a Roma, per farne una nuova versione sull’allestimento del maestro Aldo Buti. Le note sono invece affidate al Direttore Nir Kabaretti per una rilettura molto speciale, tutta da scoprire. La direttrice Eleonora Abbagnato ha coinvolto tutto il nostro corpo di ballo, le étoile, i primi ballerini, i solisti e ospiti straordinari. Avremo Anna Nikulina e Semyon Chudin dal Teatro Bol’šoj e l’étoile dell’Opéra di Parigi Germain Louvet. Ci sono tutti gli ingredienti per un grande successo natalizio”.

Il lago dei cigni è forse il titolo dei titoli del repertorio classico e un balletto fondamentale per me e Pech educati alla versione Nureyev: abbiamo ballato insieme quasi tutti i ruoli” ha detto Eleonora Abbagnato. “Il lago dei cigni è musica e Benjamin Pech ha fatto nascere questa versione ascoltandola e vivendola intensamente. La musica e la storia hanno qui un legame indissolubile. Nella difficoltà tecnica, gli interpreti sono chiamati a lavorare sul loro lato interpretativo, ed ecco allora che la musica e la narrazione concorrono a farci sognare, facendo emergere il loro essere artisti. Ringrazio i ballerini tutti, i guest eccezionali, l’étoile Alessandra Amato nominata proprio in questo ruolo di Odette-Odile, l’étoile Rebecca Bianchi, appena rientrata, nella danza russa e la prima ballerina Susanna Salvi che ha già ballato la versione di Wheeldon. Grazie al Sovrintendente con il quale lavoriamo intensamente per far crescere questo corpo di ballo e la sua produzione.”

Il lago dei cigni è uno dei titoli più famosi e amati, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo.

La lunga genesi del balletto inizia nel 1868, quando Pëtr Il’ič Čajkovskij durante un viaggio sul Reno in compagnia Vladimir Petrovic Begičev – sovrintendente dei Teatri Imperiali di Mosca nonché futuro librettista de Il lago dei cigni – matura l’idea di un soggetto ispirato ai miti della donna-cigno. Nel 1875 poi il Teatro Bol’šoj di Mosca commissiona al compositore russo la partitura per un grande balletto di fantasia, così Il lago dei cigni va in scena per la prima volta il 20 febbraio 1877 con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger, senza tuttavia ottenere successo. Il balletto viene ripreso negli anni Ottanta, prima di approdare nelle mani di Marius Petipa, che già aveva collaborato con Čajkovskij per La bella addormentata (1890). Il grande coreografo definisce uno schema generale e ne affida la realizzazione al suo assistente Lev Ivanovič Ivanov, che firma la coreografia del secondo atto messo in scena il 17 febbraio 1894, poco dopo la scomparsa del compositore nel novembre 1893. Arriva quindi la decisione di rappresentare il balletto per intero: Petipa riesamina il soggetto e compone la coreografia del primo e di quasi tutto il terzo atto, mentre il resto è lasciato a Ivanov. La versione del balletto definitiva di Petipa e Ivanov, quella a cui attingono la maggior parte degli allestimenti successivi, trionfa il 27 gennaio 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con l’italiana Pierina Legnani nel ruolo della protagonista.

Al Teatro dell’Opera di Roma Il lago dei cigni fa la sua prima apparizione nel 1937 con la coreografia di Boris Romanov, conoscendo a partire da questo momento una fitta serie di rappresentazioni, sino all’originale versione del coreografo inglese Christopher Wheeldon proposta nel 2016.

Benjamin Pech rimanendo in gran parte fedele al libretto immaginato da Petipa, rielabora la drammaturgia dando vita alla sua versione: “Il mago Von Rothbart che trasforma la principessa in cigno, non c’è nella mia versione. È Benno, l’insospettabile amico del Principe Siegfried, a incarnare questo ruolo malefico. Benno, geloso e avido di potere, cela le sue reali intenzioni, dissimula e finge bene. Manipola il Principe per tutto il balletto e solo alla fine del terzo atto rivela la sua vera natura, quando l’inganno è ormai compiuto. Siegfried credendo di ritrovare Odette nei panni dell’ingannevole Odile, le promette amore eterno. Il tradimento diventa il tema centrale di questa mia versione: si compie ad opera di Benno nei confronti del Principe, e del Principe nei confronti di Odette pur senza volerlo, ma alla fine il potere dell’amicizia prevale su tutto”.

Il lavoro di Pech – coadiuvato da Madame Patricia Ruanne e dal Maître de Ballet Frédéric Jahn in veste di assistenti al coreografo – si innesta in un allestimento magico fatto di scene raffinate e preziosi decori dello scenografo Aldo Buti con le luci di Vinicio Cheli. Le note di Pëtr Il’ič Čajkovskij sono affidate alla bacchetta del Direttore Nir Kabaretti che dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Infine la Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma – in occasione dell’inaugurazione della nuova stagione di balletto 2018-19 e della ricorrenza del bicentenario della nascita di Marius Petipa celebre coreografo francese, russo d’adozione – organizza per questa sera, mercoledì 19 dicembre alle ore 18 presso il Foyer del primo piano del Teatro Costanzi un appuntamento speciale nell’ambito del progetto I coreografi, i ballerini e noi. La studiosa Francesca Falcone introduce il lavoro coreografico di Benjamin Pech che, insieme ai solisti Marianna Suriano e Michele Satriano, propone dei brevi estratti di pantomima e di balletto dalla sua versione de Il lago dei cigni. Gli estratti danzati eseguiti dal vivo sono accompagnati al piano dal Maestro Valentina Baldassarre. A seguire Francesca Falcone presenta insieme all’autrice Valentina Bonelli il volume Marius Petipa, I Diari 1903 – 1907. I Diari preceduti da un’introduzione che ne chiarisce circostanze storiche e cronache teatrali, sono corredati da un’appendice di testi dell’epoca, inediti in Italia, preziosi per ricostruire nei dettagli la vicenda artistica e biografica di Marius Petipa.

 

Il Lago dei Cigni, Teatro Costanzi

Prima rappresentazione venerdì 28 dicembre 2018 ore 20.00;

Repliche sabato 29 dicembre ore 18.00; domenica 30 dicembre ore 16.30; lunedì 31 dicembre ore 18.00; giovedì 3 gennaio 2019 ore 20.00; venerdì 4 gennaio ore 20.00; sabato 5 gennaio ore 15.00 – ore 20.00; domenica 6 gennaio ore 16.30.

 

Ecco Simone Sabatino e la Banda dei Santi e dei Delinquenti

Di fronte a giornalisti e addetti ai lavori, domani serata di presentazione ufficiale, nel cuore della Capitale, della band elettrica di Simone Sabatino & la banda dei Santi e dei delinquenti, band che prende il nome proprio da una canzone di Simone, La ballata dei santi e dei Delinquenti.

Il “quartetto” è composto oltre che da Simone Sabatino voce e chitarra acustica (la tradizione della musica popolare americana rimane sempre un punto fermo della sua attività): Andrea Montecalvo (uno mdei bassisti più affidabili per il Rock Americano a livello nazionale) al basso, Luca Teson alla elettrica e Line Mashitela alla batteria. Una curiosità Andrea Montecalvo è manager e bassista del songwriter americano Joe D’Urso (www.jdcaravan.com) con il quale insieme a Line Masithela e Damiano Minucci collabora con la formzione “The Italian Job” nei tour europei. Ed è proprio in una serata a Latina di Joe D’Urso Simone Sabatino e Andrea Montecalvo si conoscono e dopo qualche mese i due cominciano a collaborare cominciando a suonare in duo riscuotendo consensi positivi. Il binomio permette a Simone il 29 Maggio 2018 di ricevere nell’ambito del Concorso Musicale Nazionale “Premio InCanto” il Premio Speciale “Miglior Performance” proprio presso l’Asino che Vola.

In questi ultimi mesi, Simone e Andrea hanno minuziosamente lavorato alla ricerca delle sonorità elettriche per riarrangiare i pezzi di Simone con giuste atmosfere, quindi alla ricerca dei musicisti giusti alla batteria e alla chitarra. Quindi arrivano alla chitarra Luca Teson e alla batteria dopo una piccola esperienza con Michael Bertin arriva Line Masithela.

Simone e Andrea vengono da esperienze diverse ma legati da un unico amore, quello per il Rock Americano. Infatti i due dicono “cantiamo in italiano per far arrivare chiari i messaggi che la musica può mandare, ma ci piace suonare in americano”

E ora la band è completa ed è un’esperienza bellissima anche fuori dal palco.

 

In viaggio con Adele, una “neurodiversa”

Presentato nell’ultima edizione della Festa del Cinema a Roma la prima opera per il grande schermo di Alessandro Capitani con Alessandro Haber e Sara Serraiocco, “In viaggio con Adele” racconta il mondo rosa di un uomo ed una… ” neurodiversa”, in realtà un confetto di dolcezza e tenerezza che si dichiara tale solo perché i medici la classificano fuori le righe delle convenzioni sociali e del sentire comune.

Un film bello ed incantato, delicato, come se ne vedono pochi di questi tempi, soprattutto made in Italy e soprattutte da forze nuove, un film quasi “indie” verrebbe da dire, per come è trattato l’argomento, per lo stile, la qualità del racconto cinematografico, quasi sembra un film affatto italiano, una pellicola fresca e divertente, ma intrisa di una sensibilità rara.

Bravo Haber alle prese con il suo personaggio, alter ego, si fa per dire, interpretando il ruolo di un attore un po’scorbutico e bislacco diviso tra ipocondrie e nevrosi, ambizioni artistiche e fallimenti.

Ma brava anche Sara Serraiocco, che con il suo costume rosa da coniglietto sperduto atterra sulla terra dai rami, con fare quasi alieno spargendo post- it altrettanto rosa, come pillole di felicità per liquide visioni ovunque, segno del suo passaggio puro tra incanto e disincanto di una realtà che forse le sta troppo stretta, mentalmente libera, priva di freni inibitori, di una bellezza dolce, da volere bene.

Le muore la mamma e allora che fare? Chi si prenderà cura di una… ” svitata”, chi le vorrà bene per quel che è, chi guiderà una creatura simile in un mondo di inganni e ipocrisie strutturate? L’incipit dà inizio così alle disavventure che condurranno i due destini ad incontrarsi in un viaggio iniziatico, alla scoperta, agnizione di sé e dell’altro da sé.

Mai piaciute le definizioni, potremmo però parlare di un road movie (avete presente Thelma e Lousie vero?) in bilico tra un altro tipo di candore, quello di “Little miss sunshine” e il misterioso “Donnie Darko” passando se volessimo per Caroll, solo che qui ci troviamo a percorrere le strade che dal Sud Italia portano i due antieroi al centro del cuore, tra vicende rocambolesche, momenti difficili, siparietti divertenti e divertiti.

Il tutto in rosa shocking,  stile Pink Panther ma ben lontani dalle avventure di Mr.Clouseau, che volendo poi si potrebbe addirittura azzardare qualche lontanissimo accostamento ma restando con i piedi per terra questo film ti fa sentire fra le nuvole, soffice com’è nel trattare argomenti quali: la morte, la solitudine, il cinismo di un mondo adulto in cui la purezza, ingenuità e candore fanno da controcanto eppure una volta purificati da tutto questo i nostri personaggi troveranno qualcosa di prezioso ed unico.

Con un finale tutt’altro che preannunciato, ben strutturato e calibrato lungo il percorso narrativo “In viaggio con Adele” ti fa sentire quel calore umano che questo mondo così freddo sta rischiando di perdere.

Bellissima, lasciatecelo usare un maggiorativo, la cover di David Bowie in chiusura.

Unica nota stonata, per la verità neanche troppo piccola, la cattiva distribuzione che a parte qualche copia distribuita a macchia di leopardo, avrebbe meritato forse una maggiore attenzione; nonostante questo il Box- office segna 36,8 mila € di incasso nelle prime sei settimane di programmazione.

Al cinema Farnese, tra vip e volti noti del piccolo e del grande schermo un Alessandro Haber visibilmente commosso dalla perdita dell’amico Ennio Fantastichini, a stento trattiene le lacrime presentando in apertura la pellicola al pubblico in sala. Tra gli applausi a lui, l’ovazione per Fantastichini e gli applausi a fine proiezione una serata di festa a metà per provare a sorridere tra le lacrime.

Barberia, barba, capiddi e mandulinu

9b61c9add26ae66de11f78f97af7a160_xlssdi Veronica Meddi – Credete alla perfezione? Io sì, da ieri sera. Dopo aver assistito in prima fila, praticamente quasi sulle tavole del palcoscenico, al vulcanico «Barberia – Barba, capiddi e mandulinu!» di Gianni Clementi, uno spettacolo che per la seconda volta ho avuto l’onore di apprezzare, mi è caduta accanto, anzi dritta davanti agli occhi, la mela dall’albero: il teatro non è morto. Massimo Venturiello, magnifico interprete e regista, e la Compagnia Popolare Favarese, orchestra “da barba” siciliana diretta da Domenico Pontillo composta da Peppe Calabrese chitarra e voce, Maurizio Piscopo fisarmonica e voce, Mimmo Pontillo mandolino, Raffaele Pullara mandolino, Mario Vasile percussioni, hanno raccontato in modo magistrale e toccante un’Italia di altri tempi, ma non solo, hanno saputo dar vita, come un perfetto orologio, ai sapori e gli odori delle cose dette e di quelle che proprio non si possono dire. Il magma emozionale ha raggiunto ogni angolo del Teatro della Cometa (Via del Teatro Marcello, 4) che come un gioiello importante qual è, custodirà dal 19 fino al 30 ottobre questa, che non esagero a definire, meraviglia teatrale. “U varveri” sa ma non dice, non può, ma quel che può lo dice e non soltanto con la bocca. Tutto il corpo vive sulla tensione di una lama affilata per poi lasciarsi andare in una ‘danza’ vulcanica che lancia scorie di un tempo passato, il tempo in bianco e nero, appunto. Aspalmo ama Palmina e nasce Salvo. Il 28 dicembre 1908 il terremoto di Messina fa la sua strage: muoiono colti nel sonno i nonni di Salvo, ma sui loro volti trionfa una piega serena e felice, questo fa l’amore quando ride pure della morte. La Speranza arriva al porto e guida Salvo verso la sua Sicilia, d’altronde quando si è poveri anche per ridere, non resta che partire. I piedi di Venturiello vibrano decisi al contatto della narrazione e ogni azione si fa gestus di brechtiana memoria che arriva ben oltre i limiti epidermici. Energia, potenza, controllo, di questo è capace l’attore campano. Porta con sé, Salvo, il fazzoletto della madre che è bagnato di lacrime che si asciugheranno poi al sole e al sale della Sicilia. Tra santini, specchi consumati dalle molte vite che ci si sono riflesse sopra, l’odore di arance e l’acqua di colonia, zagare, ricotta, tonnare, malaffare, sangue, donne piangenti vestite di nero, tra una mascagna e un dente da estrarre, il barbiere è «una parola che racchiude il mondo», e «con un naso così» Salvo «sente anche l’odore dei sogni». Un atto unico della durata di 90 minuti che dobbiamo a noi stessi. Un obbligo morale. Guardare questo spettacolo è riempire gli occhi di musica. «Barberia – Barba, capiddi e mandulinu!» è la giostra su cui si sogna di salire almeno una volta nella vita.

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Come tutelare la lingua italiana

Firenze – Stati generali della lingua italiana. Si è svolta ieri a Firenze una giornata a difesa della nostra lingua, giornata che è stata anche l’occasione in cui Gianni Alemanno, leader di Azione nazionale, Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, Alessandro Urzìvocabolario, consigliere della Provincia autonoma di Bolzano (lista civica di centrodestra “L’Alto Adige nel cuore”) hanno presentato la loro proposta di legge. Una proposta di legge a tutela della lingua italiana contro il proliferare degli anglicismi e dei termini esteri, tesa a garantirne l’uso corretto nell’informazione e comunicazione, nelle attività scolastiche e accademiche, nei rapporti di lavoro pubblici e privati, e posta anche a tutela dell’adozione di toponimi conformi alle tradizioni e agli usi locali. Obiettivo della nuova norma, hanno spiegato i promotori, è frenare il dilagare dei termini esteri ed in particolare inglesi nell’uso del linguaggio in Italia: per farlo, si propone di inserire l’italiano all’interno della definizione di patrimonio culturale dettata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, oltre a fissarne con varie modalità l’utilizzo nelle varie dinamiche della vita sociale. Tra le misure del disegno di legge anche l’istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana, con il compito di svolgere attività di “formazione della coscienza linguistica a tutti i livelli”, ed una “clausola di salvaguardia”, a protezione dei toponimi italiani, “resa necessaria”, e’ stato detto durante la presentazione, “per contrastare il tentativo condotto nella provincia autonoma di Bolzano di cancellare centinaia di toponimi di lingua italiana, squilibrando il bilinguismo della zona in favore del tedesco”. La proposta di legge verrà consegnata anche all’Accademia della Crusca.

La scelta di Katie

Sarina Bkatieiraghi

Lisa Genova ancora una volta colpisce al cuore il lettore con una sua seconda storia di dolore e di speranza. Questa volta ci fa conoscere la Corea di Huntington, malattia neurologica degenerativa, incurabile ed ereditaria, in grado di stravolgere la vita non soltanto della persona colpita ma dell’intera famiglia.  E anche stavolta ci racconta come il coraggio sia determinante di fronte una patologia, non per sopravvivere, ma per vivere e ci descrive la scoperta, l’evoluzione e le conseguenze di un autentico incubo.

Lisa Genova vive in Massachusetts, con la sua famiglia. Dopo una laurea in neuropsichiatria ad Harvard, ha dedicato la sua vita allo studio del cervello e delle sue malattie tuttora più misteriose, come l’Alzheimer. Still Alice, il suo esordio, inizialmente distribuito porta a porta da lei stessa, è stato poi acquistato da un grande editore americano ed è diventato un incredibile caso editoriale, premiato da un clamoroso successo internazionale. Ne è stato tratto l’omonimo film con cui Julianne Moore ha vinto nel 2015 il Premio Oscar.

Riassumendo brevemente la trama, da una caraffa di cristallo che si infrange sul pavimento e da altri piccoli trascurabili segnali Joe O’Brien, poliziotto quarantatreenne di Boston, padre di 4 figli, scopre di avere la Corea di Huntington. La diagnosi della dottoressa ad un Joe incredulo e a sua moglie Rosie pietrificata dal dolore, non lascia scampo: la corea di Huntington è provocata da una cosa che si chiama mutazione autosomica dominante. Se si eredita una copia del gene mutato, si eredita la malattia. Questo significa che ciascuno dei 4 figli di Joe ha il cinquanta per cento di probabilità di ereditarla.

E’ un po’ come lanciare in aria una moneta. Non ha importanza com’è andato il lancio precedente. Ogni volta c’è una probabilità del cinquanta per cento.

Ecco con questo crudele tarlo nella mente e dolore nell’anima Joe dovrà trovare il coraggio per affrontare gli anni che gli restano da vivere (dieci, venti), sempre più difficili,  perché anche i gesti più semplici diventeranno impossibili con la sua malattia, ma il coraggio anche per essere vicino ai suoi ragazzi che devono fare un’unica scelta: sottoporsi al test genetico.

E infatti JJ, novello sposo, Patrick, Meghan e la più giovane, Katie, devono prendere la loro decisione.

L’autrice alternando nella sua narrazione i punti di vista di Joe e Katie, la figlia più piccola, ci fa vivere una doppia sofferenza: quella di Joe privato della sua personalità a causa della CH e del suo senso di colpa verso i figli, e quello di Katie, ventun anni, che non sa se vuole fare il test perché teme le conseguenze di questa scelta.

Cosa farebbe se fosse positiva alla CH? Potrebbe continuare ad amare il suo ragazzo sapendo di poter morire precocemente? Cosa ne sarebbe del sogno di trasferirsi in un’altra città e di aprire una scuola di yoga tutta sua? Come farebbe a coltivare il desiderio di essere madre?

In questo alternarsi di sentimenti e pensieri la Genova non solo ci descrive la scoperta e l’evoluzione della malattia ma ci racconta che il 90% dei possibili portatori del gene CH preferisce non sottoporsi aI test.

Forse perché non si può uccidere la speranza che alimenta la nostra vita? Forse perché “La speranza è un essere piumato che si posa sull’anima, canta melodie senza parole e non finisce mai” come recita una bellissima poesia di Emily Dickinson citata da Katie. La speranza non finisce mai, dunque, e nonostante tutto, nonostante maktub, come dicono gli arabi, la nostra storia sia già scritta, siamo solo noi a decidere a quali cose dare importanza, da cosa farci condizionare e cosa scegliere. La scelta di Katie e’ una sola. Quella di vivere la vita che ha davanti.

Per scrivere il suo romanzo, che spiega meglio di un articolo scientifico la malattia che in molti ignoravamo, ma anche la complessa rete di pensieri, cedimenti, reazioni psicologiche di questa situazione clinica ed esistenziale, Lisa Genova ha incontrato molte famiglie che sono state colpite dalla patologia, parlando con persone nei vari stadi della malattia, e anche con altre che già sapevano di essere positive al gene ma erano ancora asintomatiche. E ha incontrato mariti e mogli, genitori e fratelli e amici di malati. È così che è riuscita a capire la complessità esistenziale di chi è costretto a fare i conti con la malattia di Huntington. In particolare la Genova ha incontrato Meghan, una ragazza di 26 anni, morta nel 2014 per una forma giovanile della malattia di Huntington. Scrive la Genova: «Meghan ha tenacemente diffuso la conoscenza della corea di Huntington, senza mai smettere di offrire ispirazione con il suo coraggio e il suo atteggiamento positivo».

Ecco perché, dunque, il libro di Lisa Genova, oltre che un romanzo a tutti gli effetti, è uno strumento di conoscenza ma anche un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti di una malattia che tutti noi possiamo aiutare a combattere.

Si discuterà in Senato il 23 Novembre il nuovo PAS per gli insegnanti non abilitati

Roma, 12 ott 2016  – 9d224be6-cb06-4584-96bc-fa4ac9b8cb00

“Il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gian Marco Centinaio, ha spuntato per il prossimo 23 novembre la calendarizzazione a Palazzo Madama delle mozioni sugli insegnanti precari.

In quella data potrebbero essere già arrivate al voto anche quelle depositate in Liguria, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna, dopo i successi in Lombardia e – a sorpresa, trattandosi di Regioni a guida Pd – in Toscana e Marche”.

Lo annuncia Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione del Carroccio, che ha avviato una vera e propria campagna a tutti i livelli istituzionali contro il rischio “esodati” nella scuola che, afferma Pittoni , «potrebbe tradursi in un’autentica emergenza sociale.

Con questi documenti – spiega – domandiamo al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini chiarimenti sul futuro dei docenti abilitati della seconda fascia d’istituto e, allo stesso tempo, l’impegno su un decreto che proroghi i termini del provvedimento sui “Percorsi abilitanti speciali” per gli insegnanti della terza fascia con adeguati livelli di esperienza.

Nel mirino è il comma 131 della legge sulla “Buona scuola”, per cui “a decorrere dal 1° settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato… non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”».

54° Sagra della Castagna Montelanico (RM) 14/15/16 Ottobre 2016

Montelanico (Roma) 8 Ottobre 2016
Qui è tutto pronto per la 54* edizione sagra dove il protagonista principale e’ la castagna di Montelanico,  una tra le più richieste di tutta la Provincia.

Montelanico, che e’ un piccolo borgo di poco più di 2000 abitanti, si trova a sud di Roma, sulla SR 609 Carpinetana, tra Colleferro e Carpineto, immerso nel verde dei Monti Lepini.

Da oramai 54 anni, e precisamente ogni terza Domenica di ottobre, viene organizzata la Sagra della Castagna.

La ricca  manifestazione   inizia  il 14 Ottobre e si protrae fino al 16  con una serie di eventi che hanno  coinvolto l’intera popolazione con canti popolari, balli tipici, fuochi accesi dove scoppietta il frutto della nostra terra, buon vino e una moltitudine di persone che entrano in simbiosi grazie ai profumi unici che questa manifestazione regala.

Una comunità che in questi 3 giorni torna indietro nel tempo, vogliosa di riscoprire le proprie tradizioni ed entusiasta di mostrarle alle migliaia di visitatori che ogni anno a affollano il nostro piccolo borgo.

Evento punta della Sagra è la 49^ Rassegna di Pittura “Il Riccio d’Oro” che porta moltissimi pittori ad immortalare scorci del paese oramai dimenticati, regalando opere di altissima fattura.

Durante la sagra sono aperte mostre di castagne e di artigianato locale che aiutano il turista ad apprezzare e a conoscere meglio il paese e i suoi abitanti, attraverso oggetti che hanno accompagnato le giornate di contadini, artigiani e massaie fino a qualche tempo fa.

Sul palco si alterneranno gruppi storici del panorama popolare regionale, che grazie alla loro musica renderanno l’atmosfera più cordiale e ospitale.

Negli Stand allestiti per l’occasione, caratteristica unica, che differenzia la nostra da tutte le altre Sagre del circondario, e nelle cantine del Borgo Storico si potranno assaggiare i prodotti della nostra terra e molteplici ricette a base di Castagna, accompagnate da ottimo vino locale.

Un’ottima occasione per riscoprire ed immergersi nelle tradizioni, nei sapori e negli odori della nostra terra.1111 copia

CERNOBBIO: 14 E 15 OTTOBRE XV FORUM INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA E DELL’ALIMENTAZIONE

Cernobbio 8 Ott 2016

Venerdì 14 alle ore 9,00 e sabato 15 ottobre 2016 (con termine alle ore 13,30 circa), a Villa d’Este di Cernobbio sul Lago di Como si tiene la quindicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello Studio Ambrosetti. Il Forum è l’appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere, che intervengono sui temi correlati dell’ambiente, della sicurezza alimentare e dell’economia.

A 50 giorni dal drammatico sisma, l’edizione di quest’anno si apre alle ore 9,00 di venerdì 14 ottobre nell’esclusivo parco di Villa d’Este con il primo mercato degli agricoltori terremotati, con le loro storie, che porteranno le specialità salvate dal sisma per farle conoscere e dare l’opportunità di sostenere con la spesa direttamente e concretamente la sopravvivenza economica di quei territori. Sarà divulgata la prima indagine sulle diverse forme di solidarietà espressa dagli italiani in questa drammatica occasione. Alle ore 10,00 ci sarà la presentazione dell’indagine completa Coldiretti/Ixe’ sui “Cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani” da parte del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e del Presidente di Ixe’ Roberto Weber e, a seguire, alle 11,30 spazio dedicato a “La finanza incontra il cibo” e focus sulle speculazioni internazionali che passano con facilità dalle azioni alle valute, dai metalli preziosi fino al cibo, ma anche ai rischi della delocalizzazione con l’allestimento del primo “scaffale dei marchi italiani storici passati in mani straniere”.

Nel pomeriggio di venerdì alle 15,00, approfondimento sul difficile rapporto tra Italia ed Unione Europea con rappresentanti delle Istituzioni a livello locale, regionale, nazionale ed europeo con l’indagine sull’ atteggiamento degli italiani nei confronti dell’Unione Europea e le ultime sorprendenti novità in una specifica esposizione “Le mani dell’Europa nel piatto” Verrà poi affrontato il tema della illegalità come freno allo sviluppo del Paese in un settore particolarmente sensibile.

Sabato 15 ottobre dalle ore 9,30 focus sul Made in Italy a tavola con innovazioni e mode alimentari che hanno portato nuovi cibi nel piatto degli italiani come emerge dall’analisi del Censis che sarà accompagnata dalla prima classifica dei cibi più pericolosi che saranno oggetto di una specifica esposizione con dettagliata analisi.  Un dibattito sulle riforme nel Paese chiude, nella seconda parte della mattinata, il Forum. Sarà divulgata la prima analisi sugli effetti della Brexit sul commercio dei prodotti Made in Italy.

COLDIRETTI – 335 8245417 – 06 4682487 – relazioniesterne@coldiretti.itwww.coldiretti.it

Cernobbio: XV Forum Internazionale Agricoltura

Cernobbio 8 Ott 2016

Venerdì 14 alle ore 9,00 e sabato 15 ottobre 2016 (con termine alle ore 13,30 circa), a Villa d’Este di Cernobbio sul Lago di Como si tiene la quindicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello Studio Ambrosetti. Il Forum è l’appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere, che intervengono sui temi correlati dell’ambiente, della sicurezza alimentare e dell’economia.

A 50 giorni dal drammatico sisma, l’edizione di quest’anno si apre alle ore 9,00 di venerdì 14 ottobre nell’esclusivo parco di Villa d’Este con il primo mercato degli agricoltori terremotati, con le loro storie, che porteranno le specialità salvate dal sisma per farle conoscere e dare l’opportunità di sostenere con la spesa direttamente e concretamente la sopravvivenza economica di quei territori. Sarà divulgata la prima indagine sulle diverse forme di solidarietà espressa dagli italiani in questa drammatica occasione. Alle ore 10,00 ci sarà la presentazione dell’indagine completa Coldiretti/Ixe’ sui “Cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani” da parte del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e del Presidente di Ixe’ Roberto Weber e, a seguire, alle 11,30 spazio dedicato a “La finanza incontra il cibo” e focus sulle speculazioni internazionali che passano con facilità dalle azioni alle valute, dai metalli preziosi fino al cibo, ma anche ai rischi della delocalizzazione con l’allestimento del primo “scaffale dei marchi italiani storici passati in mani straniere”.

Nel pomeriggio di venerdì alle 15,00, approfondimento sul difficile rapporto tra Italia ed Unione Europea con rappresentanti delle Istituzioni a livello locale, regionale, nazionale ed europeo con l’indagine sull’ atteggiamento degli italiani nei confronti dell’Unione Europea e le ultime sorprendenti novità in una specifica esposizione “Le mani dell’Europa nel piatto” Verrà poi affrontato il tema della illegalità come freno allo sviluppo del Paese in un settore particolarmente sensibile.

Sabato 15 ottobre dalle ore 9,30 focus sul Made in Italy a tavola con innovazioni e mode alimentari che hanno portato nuovi cibi nel piatto degli italiani come emerge dall’analisi del Censis che sarà accompagnata dalla prima classifica dei cibi più pericolosi che saranno oggetto di una specifica esposizione con dettagliata analisi.  Un dibattito sulle riforme nel Paese chiude, nella seconda parte della mattinata, il Forum. Sarà divulgata la prima analisi sugli effetti della Brexit sul commercio dei prodotti Made in Italy.

COLDIRETTI – 335 8245417 – 06 4682487 – relazioniesterne@coldiretti.itwww.coldiretti.it

Xarion stupisce con i suoi sensori laser e porta il premio CODE in Austria

L’edizione 2016 del concorso CODE_n, promosso da GFT Technologies SE, è giunto alla sua conclusione e siamo lieti di annunciare la startup vincitrice, Xarion, con sede a Vienna, che ha stupito la giuria e i visitatori con la sua rivoluzionaria tecnologia laser.

“Unveiling Digital Disruption” è stato il motto del new.New Festival organizzato da CODE_n presso il Centro per l’Arte e la Tecnologia dei Media (ZKM) di Karslruhe. Da martedì 20 Settembre, 52 startup provenienti da tutto il mondo hanno presentato i loro modelli di business nei cluster Applied FinTech, Connected Mobility, HealthTech e Photonics 4.0. La giuria CODE_n ha preso la decisione nella serata di mercoledì 21, consegnando il premio CODE_n, di 30.000 euro, a Xarion Laser Acoustics GmbH di Vienna. La giovane società ha stupito i giudici, sia in termini di modello di business sia per la tecnologia unica nel suo genere – che offre i primi sensori laser ottici al mondo in grado di catturare il suono grazie alla sua capacità di modificare la velocità della luce. Gli sponsor B.Braun, GFT, HPE e TRUMPF, inoltre, hanno incoronato un vincitore in ognuno dei quattro cluster presenti quest’anno.

“La giuria ha scelto Xarion, una società che rappresenta perfettamente il senso del business e l’approccio visionario di un futuro imprenditore”, spiega il presidente della giuria Ulrich Dietz, fondatore di CODE_N e CEO di GFT Technologies SE, durante la cerimonia di premiazione. “Xarion ha sviluppato un sensore laser ottico unico, a partire da un’idea che sta rivoluzionando l’immagine a ultrasuoni, il monitoraggio dei processi e la tecnologia per i test. La proposta degli esperti di fisica dei laser offre un’ampia gamma di applicazioni: vantaggi per i clienti nell’ingegneria meccanica e medicale, nell’elettronica di consumo così come nell’aviazione e nel settore dell’approvvigionamento. La combinazione tra un proficuo modello di business e la mentalità visionaria del fondatore ha davvero colpito la giuria.” Alcuni clienti celebri sono: CERN, Fraunhofer, Zeiss e Siemens. Xarion beneficia del supporto dedicato di un gruppo distintivo di stakeholder. Con una quota del 25 percento, Hans-Peter Porsche è l’investitore più importante. Inoltre, il Premio Nobel in fisica Theodor Hänsch è capo onorario dello Xarion Scientific Advisory Board.

Le altre società selezionate insieme a Xarion per il premio CODE_n erano Biowatch, Bodle, Geospin, HealMet, ioxp, Kantox, NovioSense, otego e UrbanAlps. Prima della decisione, i dieci finalisti hanno presentato sul palco principale i loro modelli di business alla giuria e alle centinaia di visitatori presenti al festival. Nella cornice avanguardistica dello ZKM, i finalisti hanno avuto la possibilità di mettere in scena le loro straordinarie performance, guadagnando numerosi applausi dal pubblico. Durante i due giorni precedenti del festival, i 52 finalisti non hanno quasi avuto un attimo di riposo: potenziali business partner, clienti, investitori e un ampio numero di esperti di settore e di media chiedevano di dialogare personalmente con loro. Instancabili, i fondatori hanno spiegato i loro modelli di business e le strategie. A metà evento, Ulrich Dietz ha fornito un primo sommario: “L’atmosfera qui al new.New Festival è assolutamente fantastica.”

I vincitori dei quattro cluster dimostrano il potenziale dell’industria digitale
Insieme al premio CODE_n, mercoledì 21 Settembre sono stati assegnati anche i premi per i quattro cluster. Gli sponsor dei cluster B.Braun, GFT, Hewlett Packard Enterprise (HPE) e TRUMPF hanno incoronato ciascuno un vincitore nella loro categoria, con un premio individuale. Kantox nel cluster Applied FinTech ha vinto un invito a Barcellona per visitare l’Innovation Lab GFT e partecipare a un workshop di una giornata con il loro Applied Technology Innovation Team a Sant Cugat. Nella categoria Connected Mobility, HPE ha premiato evopark con un programma esclusivo di mentoring della durata di tre mesi con i manager e professionisti HPE, così come una presenza congiunta al CeBIT o Discover. Il premio di B.Braun alla startup HealthTech SpinDiag consisteva in un invito di due giorni a Tuttlingen (Germania) – la Silicon Valley della tecnologia medicale – per collaborare con la loro sussidiaria Aesculap. Infine, TRUMPF ha premiato Roboception nel cluster Photonics 4.0 con un entusiasmante “Meet the Experts Day”, compreso un pranzo con il Vice-Presidente del Managing Board, Dr. Peter Leibinger.

Un totale di 385 startup ha partecipato al concorso CODE_n. La gamma di modelli di business pionieristici andava da incredibili applicazioni di realtà aumentata e processi di sicurezza ‘next-dimension’ fino a nuove terapie per il cancro o utili soluzioni di navigazione indoor. Le startup hanno presentato i loro prodotti e soluzioni al new.New Festival fino al 22 Settembre.

Oltre 1800 concorrenti al Concorso CODE_n dal 2012
Dal 2011, più di 1800 giovani società hanno partecipato al concorso CODE_n. Xarion segue le orme di relayr di Berlino, che ha vinto nel 2015. La precedente è stata Viewsy di Londra (2014), così come Changers.com di Berlino e Greenclouds di Rotterdam (entrambi nel 2013). myTaxi, una società sconosciuta all’epoca e con sede ad Amburgo, ha vinto il primo concorso CODE_n nel 2012. Ulrich Dietz afferma: “Il concorso CODE_n è un trampolino di lancio per molti partecipanti.” Numerosi partecipanti degli anni scorsi hanno presenziato all’evento di quest’anno, in qualità di visitatori, speaker o espositori.

Per il secondo anno Xerox è al primo posto nella classifica dei fornitori di servizi aziendali

Per il secondo anno consecutivo Xerox è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

MILANO – Per il secondo anno consecutivo Xerox, azienda diversificata che opera nel settore dei servizi, è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

Everest Group Top 50 è una classifica globale redatta annualmente che comprende i 50 maggiori fornitori di servizi per i processi aziendali, stilata sulla base dei report sui fatturati dell’anno precedente e sulle informazioni contenute nei database proprietari di Everest Group.

“Le nostre capacità nell’ambito dei servizi per i processi aziendali ci consentono di raggiungere migliaia di persone ogni giorno”, ha affermato Sue Watts, Chief Operating Officer Of Global Capabilities di Xerox Services. “Investire in ricerca e sviluppo nei settori dell’analytics e dell’automazione ci ha permesso di fornire più valore per i clienti, migliorando, a loro volta, i rapporti di questi ultimi con i loro clienti”.

Xerox si sta espandendo nel settore dei servizi per i processi aziendali. I servizi orizzontali da essa forniti includono operazioni di contact center, gestione dei documenti, finanza, contabilità e risorse umane. I servizi specifici del settore includono, tra gli altri, servizi finanziari, life science e assicurazioni,.

Secondo Everest Group, l’ambito dei servizi per i processi aziendali si è evoluto nel corso degli anni, passando da un focus sull’ottimizzazione dei costi a una visione globale che riguarda l’ intera catena del valore dei processi aziendali, soddisfacendo così obiettivi numerosi e differenti tra loro. L’azienda stima che ci siano più di 200 fornitori di servizi con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di dollari.

Monica Vinco
Responsabile pubblicazioni – Fleishman-Hillard Italia

Fornitori servzi aziendali, Xerox al top

Per il secondo anno consecutivo Xerox è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

MILANO – Per il secondo anno consecutivo Xerox, azienda diversificata che opera nel settore dei servizi, è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

Everest Group Top 50 è una classifica globale redatta annualmente che comprende i 50 maggiori fornitori di servizi per i processi aziendali, stilata sulla base dei report sui fatturati dell’anno precedente e sulle informazioni contenute nei database proprietari di Everest Group.

“Le nostre capacità nell’ambito dei servizi per i processi aziendali ci consentono di raggiungere migliaia di persone ogni giorno”, ha affermato Sue Watts, Chief Operating Officer Of Global Capabilities di Xerox Services. “Investire in ricerca e sviluppo nei settori dell’analytics e dell’automazione ci ha permesso di fornire più valore per i clienti, migliorando, a loro volta, i rapporti di questi ultimi con i loro clienti”.

Xerox si sta espandendo nel settore dei servizi per i processi aziendali. I servizi orizzontali da essa forniti includono operazioni di contact center, gestione dei documenti, finanza, contabilità e risorse umane. I servizi specifici del settore includono, tra gli altri, servizi finanziari, life science e assicurazioni,.

Secondo Everest Group, l’ambito dei servizi per i processi aziendali si è evoluto nel corso degli anni, passando da un focus sull’ottimizzazione dei costi a una visione globale che riguarda l’ intera catena del valore dei processi aziendali, soddisfacendo così obiettivi numerosi e differenti tra loro. L’azienda stima che ci siano più di 200 fornitori di servizi con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di dollari.

Monica Vinco
Responsabile pubblicazioni – Fleishman-Hillard Italia

Oggi al Senato il convegno “Cannabis, non è mai leggera – Droga, Mafia, Legalità”

Roma, 27-09-2016

No alla legalizzazione della cannabis, se ne parlerà oggi martedì 27 settembre alle ore 16 presso il Senato della Repubblica, Sala Koch (ingresso Piazza San Luigi dé Francesi 9) durante il convegno “Cannabis, non è mai leggera – Droga, Mafia, Legalità”, organizzato dal Sen. Maurizio Gasparri e dal Sen. Carlo Giovanardi.
Tra i promotori della iniziativa, Italia Protagonista, Idea, la Comunità Incontro, Imago e Athena. Interverranno Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro e il neurologo Rosario Sorrentino, modererà la giornalista Daniela Vergara.
Il convegno sarà l’occasione per ricordare la pericolosità della legalizzazione della cannabis, progetto di legge in discussione alla Camera dei Deputati, e per riaffermare che legalizzare sarebbe semplicemente un favore fatto alle mafie. Legalizzare non porterebbe “Nessun vantaggio nella lotta alla criminalità” ebbe a dire il giudice Paolo Borsellino e domani, durante il convegno, lo stesso concetto verrà ribadito da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

“Cannabis, non è mai leggera” convegno al Senato

Roma, 27-09-2016

No alla legalizzazione della cannabis, se ne parlerà oggi martedì 27 settembre alle ore 16 presso il Senato della Repubblica, Sala Koch (ingresso Piazza San Luigi dé Francesi 9) durante il convegno “Cannabis, non è mai leggera – Droga, Mafia, Legalità”, organizzato dal Sen. Maurizio Gasparri e dal Sen. Carlo Giovanardi.
Tra i promotori della iniziativa, Italia Protagonista, Idea, la Comunità Incontro, Imago e Athena. Interverranno Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro e il neurologo Rosario Sorrentino, modererà la giornalista Daniela Vergara.
Il convegno sarà l’occasione per ricordare la pericolosità della legalizzazione della cannabis, progetto di legge in discussione alla Camera dei Deputati, e per riaffermare che legalizzare sarebbe semplicemente un favore fatto alle mafie. Legalizzare non porterebbe “Nessun vantaggio nella lotta alla criminalità” ebbe a dire il giudice Paolo Borsellino e domani, durante il convegno, lo stesso concetto verrà ribadito da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

Fertility Day??? Il sistema Italia non fa fare figli!!

È questo il motivo delle proteste che hanno accompagnato il Fertility Day: le donne italiane non hanno bisogno di qualcuno che ricordi loro che il tempo sta passando. Perché è vero che rimandare una gravidanza è un rischio per la salute, ma è ora di uscire dal luogo comune delle italiane che antepongono la carriera alla maternità e che non vogliono fare figli: secondo l’Istat, infatti, le nostre connazionali fanno in media 1,3 figli ma vorrebbero averne due. E proprio su una media di due figli a coppia si attesta la quota necessaria per garantire il famoso ricambio generazionale. Quello che emerge dai numeri, quindi, è un sistema che da qualche parte si è inceppato.

Gli ostacoli che ci separano dal traguardo di una natalità che sia in grado di rispondere alle esigenze del nostro sistema economico e di welfare sono diversi: la mancanza di lavoro, la precarietà dei contratti, le dimissioni in bianco che le lavoratrici sono costrette a firmare, i fondi pubblici che mancano per le politiche di sostegno alla famiglia, l’assenza di posti negli asili nido, il fatto che l’innalzamento dell’età pensionabile impedisce ai nonni di prendersi cura dei nipoti sfasciando quell’ultimo straccio di patto intergenerazionale che a lungo si è fatto garante di un welfare che faceva acqua da tutte le parti. Ed è a questi problemi che va trovata una risposta.

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