Category Archives: Informatica e Tech

VoIP: i 3 criteri di selezione essenziali

Milano 15 gennaio 2019 – Le moderne soluzioni di telefonia sono sistemi molto più complessi e integrati lato funzionalità rispetto ai vecchi centralini. La scelta della soluzione, della modalità di fruizione e del fornitore della linea si rivela quindi determinante non solo ai fini dell’ottimizzazione di costi e processi ma anche per ricavare dati importantissimi riguardo l’attuale e potenziale futura clientela. Avvalersi di un sistema di comunicazione VoIP aziendale affidabile contribuisce oggi più che mai al successo aziendale. Ciò implica però assicurarsi la fruibilità di caratteristiche funzionali e di servizio garanti di una comunicazione efficace e produttiva con i propri clienti e stakeholder. Considerando la pletora di soluzioni e di operatori oggi sul mercato, la scelta del miglior servizio VoIP è un percorso accidentato da non sottovalutare. 3CX, produttore della nota soluzione UC 3CX Phone System, indica tre criteri di selezione essenziali. VoIP “fai-da-te” o soluzione completa? Il VoIP nasce essenzialmente “libero”, non vincolato ad uno specifico sistema, alla scelta degli apparati hardware e dall’operatore VoIP. Non meraviglia quindi che sul mercato esistano da lungo tempo soluzioni open source che invitano l’utenza al “fai da te” come piattaforme UC complete sia software sia hardware-based più o meno flessibili o integrabili con i sistemi di gestione della clientela. Entrambe le tipologie di piattaforma presentano vantaggi e svantaggi. Il “fai da te” ad esempio è assolutamente sconsigliabile se non si è esperti nel settore e se non si ha la certezza assoluta che chi si occupa della progettazione e dello sviluppo della piattaforma resti nell’azienda vita natural durante o, qualora si tratti di un fornitore esterno, che disponga sempre di personale qualificato: in entrambi i casi l’investimento potrebbe infatti tradursi in un totale fallimento e spreco di denaro. Le soluzioni UC complete consentono di minimizzare questo rischio ma – a seconda del modello di commercializzazione del prodotto e delle funzionalità – possono rivelarsi onerose in termini di licenze, non totalmente corrispondenti alle esigenze reali dell’azienda o addirittura non supportate parzialmente o totalmente dall’operatore VoIP selezionato. Occorre quindi valutare attentamente il rapporto costi/benefici di entrambe le tipologie di soluzione, le funzionalità effettivamente fruibili e le tempistiche di messa in opera, la sicurezza delle comunicazioni – criterio fondamentale per tutelare i propri asset – e il livello di supporto della piattaforma (ergo la continuità degli aggiornamenti). Un installatore qualificato e certificato sarà sempre in grado di assistere l’impresa in questo tipo di valutazioni. On-Premise o nel cloud? Un’altra scelta importante è quella tra la fruizione dei servizi VoIP su rete locale (on-premise) oppure tramite cloud. Il centralino in cloud ha il vantaggio di poter gestire la manutenzione del sistema con maggiore libertà e spesso presenta benefici anche in termini di ridondanza dei sistemi, un fattore di costo considerevole se si opta invece per una soluzione ospitata presso l’azienda specie se prodotta in modalità “fai da te”. 3CX invita le aziende ad informarsi presso il fornitore dei servizi cloud o l’installatore selezionato per l’implementazione della nuova piattaforma nei locali aziendali di come intendono gestire il vostro sistema di telefonia. Il migliore installatore dovrebbe gestire l’impianto, aggiornare l’installazione ed eseguire costanti aggiornamenti del sistema, dovrebbe infine garantire la perfetta ridondanza dell’intera infrastruttura per la telefonia implementata, imprescindibile, dato che la telefonia è un servizio aziendale critico. Indipendentemente dalla scelta infrastrutturale operata, risulta quanto mai importante, per evitare costi aggiuntivi a posteriori, dotarsi di soluzioni che consentano di spostare liberamente l’installazione dalla rete locale al cloud, senza costi aggiuntivi e che consentano di espandere in maniera pressoché illimitata il sistema di comunicazione unificata senza dover aggiungere schede fisiche o dover eseguire la riprogrammazione da zero, 3CX Phone System ne è un esempio. L’operatore VoIP Partendo dal presupposto che oggigiorno la competenza settoriale sia cruciale per il successo delle aziende, 3CX consiglia alle aziende di tutelarsi contro eventuali “single point of failure” nella propria infrastruttura telefonica, lasciando ad ogni specialista il proprio compito. Di conseguenza, parallelamente alla scelta del sistema di comunicazione unificata più adeguato e alla selezione del giusto hardware per un’installazione on-premise / del giusto fornitore di servizi cloud, è necessario valutare attentamente quale operatore telefonico offre il servizio più confacente alle proprie esigenze senza sottovalutare le variabili in gioco. Occorre focalizzarsi in primis su un’analisi specifica dell’effettiva qualità dei servizi offerti: tra i criteri di selezione devono figurare il supporto tecnico, le competenze e i tempi di risposta degli operatori, elementi essenziali per la continuità del business, che si tratti di una microimpresa o di una grande azienda. Ma non solo. È necessario assicurarsi, come annoverato in precedenza, che l’operatore supporti appieno le funzioni della piattaforma per la telefonia di cui si desidera fruire. In termini di costi, i provider VoIP che lavorano con standard “aperti” consentono risparmi fino al 95% sui costi dei servizi avanzati e permettono spesso di aumentare il numero di linee o canali telefonici in maniera veloce e senza costi aggiuntivi. In caso di trasloco non dovrebbe essere necessario sostenere spese per lo spostamento dell’utenza telefonica. Tutti vantaggi ottenibili unicamente con i provider che operano in standard SIP “aperto”. Cosa non fare assolutamente? Accettare ad occhi chiusi la prima offerta, proposta magari telefonicamente, o farsi tentare dalle formule “tutto incluso”. 3CX riporta di numerosi clienti che, a fronte di scelte affrettate in passato, si sono trovati vincolati ad un unico sistema e ad un unico interlocutore, senza la possibilità di poter cambiare, scegliere ed integrare il sistema telefonico a livello infrastrutturale e applicativo nella maniera più confacente alla propria realtà aziendale, oltre che di fronte all’obbligo di attendere i lunghi termini di scadenza dei contratti per beneficiare della libertà e flessibilità che caratterizzano il VoIP.

Cina e Usa collaborano…. Nello spazio

di Matteo Pani (com) Cina e Usa tornano a collaborare… nello spazio. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa il vicedirettore dell’agenzia spaziale cinese, Wu Yanhua, che ha messo al corrente di un accordo in base al quale la NASA ha condiviso informazioni dal suo satellite in orbita lunare in cambio di alcuni dati relativi all’atterraggio della sonda Chang’e 4 sul lato oscuro della Luna.

Questa è stata la prima forma di cooperazione da quando nel 2011 l’America aveva licenziato una legge, non approvata dal Congresso, che vietava progetti spaziali congiunti con la Cina.

Nella stessa occasione, è stato annunciato che entro la fine di quest’anno, la Cina prevede di lanciare la sonda Chang’e 5 che, rispetto a quella attuale, sarà in grado anche di raccogliere e riportare sulla Terra campioni della superficie lunare.

Inoltre, il vicedirettore Wu ha reso noto che la stazione spaziale cinese sarà completata entro il 2022 e che sarà “aperta” anche agli astronauti e agli scienziati di tutto.

CES 2019 Ecco le novità!

Milano 12 gennaio 2019 –

Si sta concludendo il CES di Los Angeles, l’evento mondiale sulle nuove tecnologie. 
Con oltre 200 mila visitatori da tutto il mondo è il posto perfetto dove presentare le più importanti novità in ambito tecnologico e le più grandi case produttrici non se lo sono di certo fatto scappare !

In questo articolo vi mostreremo le novità più importanti per TV, Smartphone e Computer, per tutte le altre dovrete aspettare l’uscita della nostra rivista.

Sport Scienza e Tecnologia Redmi Note 7 presentato ufficialmente: il primo smartphone del sub-brand di Xiaomi è già un best-buy

Milano 12 gennaio 2019 – Gli smartphone Xiaomi della serie Redmi sono quelli da collocare nella fascia di mercato dei prodotti economici.

Da qualche giorno Redmi è diventato un brand autonomo che, pur facendo sempre parte del “mondo” Xiaomi, propone dispositivi senza il logo dell’azienda cinese, sostituito da quello Redmi. Il primo smartphone di questo nuovo corso è stato presentato oggi ed è il Redmi Note 7.

Questo smartphone va a collocarsi tra la fascia media o medio-bassa del mercato, per quanto riguarda le caratteristiche, mentre il prezzo a cui viene proposto è quello dei dispositivi di fascia bassa, soprattutto se consideriamo la configurazione base!

Le caratteristiche del dispositivo sono, in generale, interessanti, ma ciò che che si fa subito notare è legato all’acquisizione di immagini con la fotocamera posteriore da ben 48MP.

Questo un riassunto delle principali caratteristiche del prodotto: 
Display IPS, 6.3″ FullHD+ 
CPU Qualcomm Snapdragon 660 
GPU Adreno 512 
RAM: 3/4/6GB 
memoria interna 32 o 64GB espandibile fino a 256GB 
sistema operativo Android 9 Pie 
connettività dual SIM, dual standby, 4G LTE, VoLTE, WiFi, Bluetooth 5.0, GPS, GLONASS 
doppia fotocamera posteriore (48MP + 5MP), flash LED 
fotocamera frontale da 13MP 
batteria 4000 mAh con supporto ricarica rapida 
lettore di impronte digitali sul retro, USB di tipo C, jack audio da 3.5 mm, sensore infrarossi.

#BECOMINGTHEFUTURE o la consapevolezza del mondo in trasformazione

S.B. – Porte aperte domani alla Triennale di Milano a clienti, partner-vendor, prospect, opinion leader, decision maker per #becomingthefuture, ashtag ufficiale della prima convention annuale di Altea Federation, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività nell’integrazione di sistemi e consulenza informatica. Altea Federation è il Gruppo, composto da 12 aziende e oltre 1.000 persone, capitanato dal 1993 da Andrea Ruscica (nella foto).Oltre a guidare il board della Federazione, Ruscica è in prima linea nella conduzione delle Società del Gruppo, dalla formulazione ed esecuzione di strategie a lungo termine, all’interazione con clienti, dipendenti e altri stakeholder. Sul palco de La Triennale presenterà le forze tecnologiche che stanno riplasmando le persone e le organizzazioni, ripercorrendo l’approccio: #human #innovation #growth di Altea Federation.  “Siamo nell’era del Becoming, del continuo divenire. Componiamo e ricombiniamo elementi differenti ogni giorno per ottenere performance migliori, unendo le insostituibili human skills alla potenza delle tecnologie intelligenti, dando spazio a infinite possibilità di sviluppo e crescita”, sostiene Ruscica. Secondo l’appassionato leader dobbiamo chiederci come vivremo tra 30 anni, “Becoming… ed essere coscienti di questa instabilità, e della sua inarrestabilitàè il primo passo per interpretare con una chiave diversa (Human + Tech) gli impatti che si verificheranno sulla vita dell’uomo e sul nostro lavoro”. Del resto Ruscica sa bene che le tecnologie che utilizzeremo abitualmente nella nostra vita fra 30 anni, di fatto, non esistono ancora e che il ciclo di vita di una tecnologia si sta riducendo sempre di più. Basti pensare che la vita media di un’app è di soli 30 giorni. Dopo l’intervento del Chairman di Altea Federation e Presidente delle Società del Gruppo Altea.seguiranno due tavole rotonde, animate da alcuni importanti esponenti del panorama aziendale italiano e internazionale, entrambe moderate da Francesca Chialà, Sociologa, TED & Inspirational Speaker e Business Coach. Alla prima parteciperanno Roberto Tascione, Worldwide CEO della multinazionale chimico-farmaceutica Zambon; Mariacristina Gribaudi, Amministratore Unico di Keyline; Claudio Marenzi, Imprenditore, Presidente e Amministratore Delegato di Herno, esponente della moda Made in Italy; Fabrizio Rigolio, Imprenditore e CEO di Rizoma, che firma componentistica per moto dalla qualità estrema; Giuliano Mosconi, Imprenditore Presidente e CEO di Tecno, azienda specializzata in mobili e scrivanie da ufficio.  Nella seconda tavola rotonda saranno presenti: Gianfranco Chimirri HR & Communication Director di Unilever Italia; Donatella Isaia, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Vodafone Italia,che presenterà approcci innovativi e multidisciplinari alla gestione delle risorse umane nell’era dell’intelligent enterprise e della corsa alle competenze digitali; Francesco Baroni, Business Innovation & Technology Management Senior Executive di Gi- Group, realtà dedicata allo sviluppo di figure professionali; Andrea Roero, Chief Information Officer di Celli Group, leader nella spillatura di birra e soft drink, che ha deciso di investire nell’IoT e non solo per diventare una vera e propria azienda focalizzata sul servizio al cliente.

 

Cinque anni senza Jobs, Apple guarda al futuro

Il  5 ottobre 2011 Steve Jobs, padre di Apple, muore a causa di un tumore al Pancreas. La sua scomparsa segnerà profondamente l’azienda che, cinque anni dopo, senza le intuizioni del suo genio visionario, sta pian piano rallentando la sua corsa. Benché Apple sia ad oggi la più grande società al mondo per valore di mercato, ma anche per influenza, secondo diversi osservatori la “Mela” non è più quella di una volta e la mancanza di Jobs sarebbe la causa principale. L’ex Ceo della Mela infatti rappresenta agli occhi del mondo  il sogno americano per  ben due volte, col primo fulminante successo (1976-1985) e con il suo secondo periodo, più saggio e maturo (1997-2011). Jobs incarna di volta in volta le contraddizioni dei tardi anni Sessanta, l’etica fai da te dei Settanta, la fiducia nel futuro degli Ottanta. Nei Novanta si concentra su Pixar, ma è solo col volgere del millennio che si avvia a diventare il primo guru della società informatica. Ma Jobs non sarà ricordato esclusivamente per quello che ha inventato: il pc con interfaccia grafica non è una sua idea, l’iPod nemmeno, prima dell’iPhone esistevano già gli smartphone e i tablet erano stati lanciati da Microsoft con dieci anni di anticipo sull’iPad. Perfino la sua frase più famosa, “Stay hungry, stay foolish”, non è sua ma tratta da un libro simbolo della controcultura californiana, il Whole Earth Catalog, pubblicato da Stewart Brand. Alla fine dei fatti, la sua invenzione più importante non è un semplice device, bensì la Apple stessa che attualmente rappresenta l’azienda hi-tech più grande del mondo, nata e cresciuta, come disse nel suo ultimo keynote, “all’incrocio tra arte e tecnologia”.  Il successore di Steve Jobs, Tim Cook, ha mantenuto l’utile netto della casa hi-tech californiana alla quota di 53 miliardi di dollari, superiore a quello combinato di Facebook, Amazon e Microsoft.  “Ci sono tante cose che possono cambiare all’interno di Apple – ha detto Cook ricordando il suo predecessore – ma non cambierà mai la nostra visione”.

Internet ultraveloce, un cavo sottomarino da Google e Facebook

Facebook e Google hanno annunciato di essere al lavoro sul progetto di stendere un cavo di quasi 8.000 miglia tra Los Angeles e Hong Kong. Il cavo in fibra ottica avrà una larghezza di banda di ben 120 terabit al secondo e Google afferma che sarà la dorsale con la più alta capacità tra gli Stati Uniti e l’Asia. Una larghezza di banda doppia rispetto al quella più veloce oggi esistente. Tale opera dovrebbe consentire a Google e Facebook di offrire un servizio più veloce e più affidabile per i visitatori che si collegano dai paesi dell’area del Pacifico. Ma non finisce qui, a quanto sembra, il cavo in fibra ottica potrà essere affittato anche da altre realtà, ma tuttavia al momento non si conoscono prezzi e specifiche. Realizzare nuove dorsali, oggi, è diventata una consuetudine per i grandi del web. Proprio Facebook, per esempio, nei mesi scorsi ha stretto un accordo analogo con Microsoft per realizzare un cavo in fibra ottica sotto l’Atlantico. Per Google, invece, si tratta del sesto cavo in fibra ottica di proprietà. La nuova dorsale che sarà chiamata “Pacific Light Cable Network” dovrebbe entrare in funzione, salvo imprevisti, entro la fine del 2018.

Battlefield 1, il videogame sulla Grande Guerra omaggia l’Italia

battlefieldBattlefield 1, il videogioco di Electronic Arts improntato sulla I Guerra Mondiale, dà la possibilità di fare un salto indietro nel tempo facendo immergere i giocatori nel mezzo delle battaglie più significative di una fra le parentesi storiche che hanno segnato in maniera indelebile il ‘900. Nel corso della campagna ci si dovrà battere anche in scenari italiani e lo sviluppatore “DICE” ha voluto celebrare la presenza del nostro Paese con un’immagine ad hoc che raffigura un soldato italiano con indosso l’uniforme caratteristica di quel periodo. Tale scelta è stata fatta proprio perché si potrà giocare in “multiplayer” sul Monte Grappa, tra le maestose vette delle Alpi venete, e lungo la costa dell’Adriatico, dove infuria una feroce battaglia per il controllo del territorio. Anche la campagna single-player denominata “Avanti Savoia” è ambientata in parte in Italia. In particolare, la missione riprende lo scontro tra Italia e Impero austro-ungarico fra i picchi coperti di neve delle Alpi, dove nessuno riesce a trovare una tattica che consenta di sfondare le linee nemiche. Nel frattempo, però, un reggimento di truppe scelte montane, gli Arditi, prepara un assalto poco ortodosso. Sarà possibile giocare a Battlefield 1 a partire dal 21 ottobre su Pc, Xbox One e PlayStation 4.

Videogames, la nuova frontiera del lavoro in Italia

Roma, 13 ott.2016 – Il mercato dei videogiochi nel nostro Paese, stando a quanto riportato da AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) nel suo più recente report, vale quasi un miliardo di euro.  Proprio per questo, negli ultimi anni anche in Italia è possibile entrare a far parte di questo mondo grazie a tante opportunità che aprono verso nuovi sbocchi professionali. Dal traduttore al creativo, passando per il graphic designer e il professionista nel settore commerciale, gli annunci di lavoro non mancano e formarsi in quest’area specifica  è  una possibilità sempre più concreta. A Roma ad esempio l’Accademia Italiana Videogiochi offre corsi in Grafica, Programmazione e un Master in Art Direction. A Milano invece la Digital Bros Academy ha aperto le iscrizioni per l’anno 2017/2018, in cui rinnova la proposta di corsi per diventare Game Programmer, Game Designer, Art & Animation 2D/3D. Anche  le università però hanno iniziato ad interessarsi a questo settor. Unimi ad esempio offre un percorso di Laurea Magistrale incentrato sui videogiochi, mentre a Pozzuoli c’è l’Istituto Universitario Digitale Animazione & Videogiochi (IUDAV) che si avvale di importanti collaborazioni. Come in tutte le nazioni tecnologicamente avanzate, anche in Italia il giro d’affari che circonda il mercato dei videogame è in crescita e fa registrare un dato del +6,9% ogni anno. Naturalmente le offerte di lavoro per entrare in questo campo non mancano e, col passare del tempo, la richiesta di nuovi protagonisti del settore non accennerà a diminuire. Ma quali sono nello specifico le figure professionali più richieste dal mercato? Attualmente esistono 10 macrocategorie che sicuramente negli anni sono destinate a crescere. Tali figure professionali sono:

 

1 – Artist & Animator 2D/3D. Tale figura parte dalle idee dei creativi per modellare i personaggi, gli ambienti, gli edifici e tutti gli oggetti presenti in ogni scena. Deve saper perfezionare ogni singolo elemento, per renderlo unico e coerente con il mondo circostante. Le figure professionali più richieste sono: 2D Artist, 3D Artist, Render Artist e Digital Sculpter.

 

2 – Game Designer, ovverto la figura che visiona lo storyboard, studia e analizza le meccaniche di gioco e controlla il senso di un videogioco lavorando sul design dei livelli, dei personaggi e sull’impostazione delle difficoltà. Il designer trasmette la propria visione al resto del team, per renderne concreta l’idea di base.

3 – Il Programmatore invece è colui progetta e sviluppa il codice che permette ai videogiochi di funzionare. Lavora all’interno di un team, di solito composto da ingegneri del software, che mettono in pratica le direttive del designer.

4 – Sceneggiatore e redattore tecnico. La prima figura crea e cura lo storyboard dell’intera produzione e ha il delicato compito di scrivere i dialoghi tra i personaggi. Il redattore tecnico invece si occupa di redigere la documentazione che accompagna il gioco e il libretto di istruzioni.

5 – L’ingegnere del suono invece è il responsabile di tutto ciò che si può ascoltare nel gioco. Mixa, campiona e modifica la voce dei personaggi e gli effetti audio provocati dall’ambiente e dagli oggetti intorno.

6 – La figura del traduttore ricopre un ruolo fondamentale nel panorama multinazionale verso cui il media è diretto. Il suo compito è infatti tradurre ogni elemento parlato o sottotitolato che di un videogame. Naturalmente più lingue si conoscono, più è possibile guadagnare da questo lavoro.

7 – Lo specialista del supporto tecnico rappresenta invece il punto d’incontro tra chi sviluppa videogame e il pubblico. Ascolta i problemi degli utenti, le difficoltà di installazione o i crash improvvisi. Si confronta continuamente con i tecnici per fornire supporto a 360 gradi affinché un videogame venga pubblicato con il minor numero di errori possibile.

8 – Il tester è colui che viene pagato per giocare con un titolo in fase di sviluppo per moltissime ore cercando di portare allo scoperto tutti i possibili errori presenti nel corso dell’avventura. Appena ne trova uno, informa gli sviluppatori che, una volta appurato il problema, dovranno risolverlo nel miglior modo possibile. La sua figura è essenziale e può determinare il successo o il fallimento di un prodotto.

9 – Come ogni prodotto che si rispetti, anche il videogioco deve avere un’agenzia che ne curi il lancio, la promozione e la comunicazione. Bene, la figura del marketing manager organizza e presenzia le fiere di settore e si coordina con il reparto commerciale.

10 – Ultima ma non per questo meno importante figura è il rappresentante commerciale. Esso ha il compito di conoscere il gioco, il target di riferimento e gli aspetti tecnici. Egli inoltre pianifica in quali negozi e catene andrà a finire il prodotto e si rapporta con i distributori che prenderanno in carico la commercializzazione del videogame.

Xarion stupisce con i suoi sensori laser e porta il premio CODE in Austria

L’edizione 2016 del concorso CODE_n, promosso da GFT Technologies SE, è giunto alla sua conclusione e siamo lieti di annunciare la startup vincitrice, Xarion, con sede a Vienna, che ha stupito la giuria e i visitatori con la sua rivoluzionaria tecnologia laser.

“Unveiling Digital Disruption” è stato il motto del new.New Festival organizzato da CODE_n presso il Centro per l’Arte e la Tecnologia dei Media (ZKM) di Karslruhe. Da martedì 20 Settembre, 52 startup provenienti da tutto il mondo hanno presentato i loro modelli di business nei cluster Applied FinTech, Connected Mobility, HealthTech e Photonics 4.0. La giuria CODE_n ha preso la decisione nella serata di mercoledì 21, consegnando il premio CODE_n, di 30.000 euro, a Xarion Laser Acoustics GmbH di Vienna. La giovane società ha stupito i giudici, sia in termini di modello di business sia per la tecnologia unica nel suo genere – che offre i primi sensori laser ottici al mondo in grado di catturare il suono grazie alla sua capacità di modificare la velocità della luce. Gli sponsor B.Braun, GFT, HPE e TRUMPF, inoltre, hanno incoronato un vincitore in ognuno dei quattro cluster presenti quest’anno.

“La giuria ha scelto Xarion, una società che rappresenta perfettamente il senso del business e l’approccio visionario di un futuro imprenditore”, spiega il presidente della giuria Ulrich Dietz, fondatore di CODE_N e CEO di GFT Technologies SE, durante la cerimonia di premiazione. “Xarion ha sviluppato un sensore laser ottico unico, a partire da un’idea che sta rivoluzionando l’immagine a ultrasuoni, il monitoraggio dei processi e la tecnologia per i test. La proposta degli esperti di fisica dei laser offre un’ampia gamma di applicazioni: vantaggi per i clienti nell’ingegneria meccanica e medicale, nell’elettronica di consumo così come nell’aviazione e nel settore dell’approvvigionamento. La combinazione tra un proficuo modello di business e la mentalità visionaria del fondatore ha davvero colpito la giuria.” Alcuni clienti celebri sono: CERN, Fraunhofer, Zeiss e Siemens. Xarion beneficia del supporto dedicato di un gruppo distintivo di stakeholder. Con una quota del 25 percento, Hans-Peter Porsche è l’investitore più importante. Inoltre, il Premio Nobel in fisica Theodor Hänsch è capo onorario dello Xarion Scientific Advisory Board.

Le altre società selezionate insieme a Xarion per il premio CODE_n erano Biowatch, Bodle, Geospin, HealMet, ioxp, Kantox, NovioSense, otego e UrbanAlps. Prima della decisione, i dieci finalisti hanno presentato sul palco principale i loro modelli di business alla giuria e alle centinaia di visitatori presenti al festival. Nella cornice avanguardistica dello ZKM, i finalisti hanno avuto la possibilità di mettere in scena le loro straordinarie performance, guadagnando numerosi applausi dal pubblico. Durante i due giorni precedenti del festival, i 52 finalisti non hanno quasi avuto un attimo di riposo: potenziali business partner, clienti, investitori e un ampio numero di esperti di settore e di media chiedevano di dialogare personalmente con loro. Instancabili, i fondatori hanno spiegato i loro modelli di business e le strategie. A metà evento, Ulrich Dietz ha fornito un primo sommario: “L’atmosfera qui al new.New Festival è assolutamente fantastica.”

I vincitori dei quattro cluster dimostrano il potenziale dell’industria digitale
Insieme al premio CODE_n, mercoledì 21 Settembre sono stati assegnati anche i premi per i quattro cluster. Gli sponsor dei cluster B.Braun, GFT, Hewlett Packard Enterprise (HPE) e TRUMPF hanno incoronato ciascuno un vincitore nella loro categoria, con un premio individuale. Kantox nel cluster Applied FinTech ha vinto un invito a Barcellona per visitare l’Innovation Lab GFT e partecipare a un workshop di una giornata con il loro Applied Technology Innovation Team a Sant Cugat. Nella categoria Connected Mobility, HPE ha premiato evopark con un programma esclusivo di mentoring della durata di tre mesi con i manager e professionisti HPE, così come una presenza congiunta al CeBIT o Discover. Il premio di B.Braun alla startup HealthTech SpinDiag consisteva in un invito di due giorni a Tuttlingen (Germania) – la Silicon Valley della tecnologia medicale – per collaborare con la loro sussidiaria Aesculap. Infine, TRUMPF ha premiato Roboception nel cluster Photonics 4.0 con un entusiasmante “Meet the Experts Day”, compreso un pranzo con il Vice-Presidente del Managing Board, Dr. Peter Leibinger.

Un totale di 385 startup ha partecipato al concorso CODE_n. La gamma di modelli di business pionieristici andava da incredibili applicazioni di realtà aumentata e processi di sicurezza ‘next-dimension’ fino a nuove terapie per il cancro o utili soluzioni di navigazione indoor. Le startup hanno presentato i loro prodotti e soluzioni al new.New Festival fino al 22 Settembre.

Oltre 1800 concorrenti al Concorso CODE_n dal 2012
Dal 2011, più di 1800 giovani società hanno partecipato al concorso CODE_n. Xarion segue le orme di relayr di Berlino, che ha vinto nel 2015. La precedente è stata Viewsy di Londra (2014), così come Changers.com di Berlino e Greenclouds di Rotterdam (entrambi nel 2013). myTaxi, una società sconosciuta all’epoca e con sede ad Amburgo, ha vinto il primo concorso CODE_n nel 2012. Ulrich Dietz afferma: “Il concorso CODE_n è un trampolino di lancio per molti partecipanti.” Numerosi partecipanti degli anni scorsi hanno presenziato all’evento di quest’anno, in qualità di visitatori, speaker o espositori.

Xarion stupisce con i suoi sensori laser

L’edizione 2016 del concorso CODE_n, promosso da GFT Technologies SE, è giunto alla sua conclusione e siamo lieti di annunciare la startup vincitrice, Xarion, con sede a Vienna, che ha stupito la giuria e i visitatori con la sua rivoluzionaria tecnologia laser.

“Unveiling Digital Disruption” è stato il motto del new.New Festival organizzato da CODE_n presso il Centro per l’Arte e la Tecnologia dei Media (ZKM) di Karslruhe. Da martedì 20 Settembre, 52 startup provenienti da tutto il mondo hanno presentato i loro modelli di business nei cluster Applied FinTech, Connected Mobility, HealthTech e Photonics 4.0. La giuria CODE_n ha preso la decisione nella serata di mercoledì 21, consegnando il premio CODE_n, di 30.000 euro, a Xarion Laser Acoustics GmbH di Vienna. La giovane società ha stupito i giudici, sia in termini di modello di business sia per la tecnologia unica nel suo genere – che offre i primi sensori laser ottici al mondo in grado di catturare il suono grazie alla sua capacità di modificare la velocità della luce. Gli sponsor B.Braun, GFT, HPE e TRUMPF, inoltre, hanno incoronato un vincitore in ognuno dei quattro cluster presenti quest’anno.

“La giuria ha scelto Xarion, una società che rappresenta perfettamente il senso del business e l’approccio visionario di un futuro imprenditore”, spiega il presidente della giuria Ulrich Dietz, fondatore di CODE_N e CEO di GFT Technologies SE, durante la cerimonia di premiazione. “Xarion ha sviluppato un sensore laser ottico unico, a partire da un’idea che sta rivoluzionando l’immagine a ultrasuoni, il monitoraggio dei processi e la tecnologia per i test. La proposta degli esperti di fisica dei laser offre un’ampia gamma di applicazioni: vantaggi per i clienti nell’ingegneria meccanica e medicale, nell’elettronica di consumo così come nell’aviazione e nel settore dell’approvvigionamento. La combinazione tra un proficuo modello di business e la mentalità visionaria del fondatore ha davvero colpito la giuria.” Alcuni clienti celebri sono: CERN, Fraunhofer, Zeiss e Siemens. Xarion beneficia del supporto dedicato di un gruppo distintivo di stakeholder. Con una quota del 25 percento, Hans-Peter Porsche è l’investitore più importante. Inoltre, il Premio Nobel in fisica Theodor Hänsch è capo onorario dello Xarion Scientific Advisory Board.

Le altre società selezionate insieme a Xarion per il premio CODE_n erano Biowatch, Bodle, Geospin, HealMet, ioxp, Kantox, NovioSense, otego e UrbanAlps. Prima della decisione, i dieci finalisti hanno presentato sul palco principale i loro modelli di business alla giuria e alle centinaia di visitatori presenti al festival. Nella cornice avanguardistica dello ZKM, i finalisti hanno avuto la possibilità di mettere in scena le loro straordinarie performance, guadagnando numerosi applausi dal pubblico. Durante i due giorni precedenti del festival, i 52 finalisti non hanno quasi avuto un attimo di riposo: potenziali business partner, clienti, investitori e un ampio numero di esperti di settore e di media chiedevano di dialogare personalmente con loro. Instancabili, i fondatori hanno spiegato i loro modelli di business e le strategie. A metà evento, Ulrich Dietz ha fornito un primo sommario: “L’atmosfera qui al new.New Festival è assolutamente fantastica.”

I vincitori dei quattro cluster dimostrano il potenziale dell’industria digitale
Insieme al premio CODE_n, mercoledì 21 Settembre sono stati assegnati anche i premi per i quattro cluster. Gli sponsor dei cluster B.Braun, GFT, Hewlett Packard Enterprise (HPE) e TRUMPF hanno incoronato ciascuno un vincitore nella loro categoria, con un premio individuale. Kantox nel cluster Applied FinTech ha vinto un invito a Barcellona per visitare l’Innovation Lab GFT e partecipare a un workshop di una giornata con il loro Applied Technology Innovation Team a Sant Cugat. Nella categoria Connected Mobility, HPE ha premiato evopark con un programma esclusivo di mentoring della durata di tre mesi con i manager e professionisti HPE, così come una presenza congiunta al CeBIT o Discover. Il premio di B.Braun alla startup HealthTech SpinDiag consisteva in un invito di due giorni a Tuttlingen (Germania) – la Silicon Valley della tecnologia medicale – per collaborare con la loro sussidiaria Aesculap. Infine, TRUMPF ha premiato Roboception nel cluster Photonics 4.0 con un entusiasmante “Meet the Experts Day”, compreso un pranzo con il Vice-Presidente del Managing Board, Dr. Peter Leibinger.

Un totale di 385 startup ha partecipato al concorso CODE_n. La gamma di modelli di business pionieristici andava da incredibili applicazioni di realtà aumentata e processi di sicurezza ‘next-dimension’ fino a nuove terapie per il cancro o utili soluzioni di navigazione indoor. Le startup hanno presentato i loro prodotti e soluzioni al new.New Festival fino al 22 Settembre.

Oltre 1800 concorrenti al Concorso CODE_n dal 2012
Dal 2011, più di 1800 giovani società hanno partecipato al concorso CODE_n. Xarion segue le orme di relayr di Berlino, che ha vinto nel 2015. La precedente è stata Viewsy di Londra (2014), così come Changers.com di Berlino e Greenclouds di Rotterdam (entrambi nel 2013). myTaxi, una società sconosciuta all’epoca e con sede ad Amburgo, ha vinto il primo concorso CODE_n nel 2012. Ulrich Dietz afferma: “Il concorso CODE_n è un trampolino di lancio per molti partecipanti.” Numerosi partecipanti degli anni scorsi hanno presenziato all’evento di quest’anno, in qualità di visitatori, speaker o espositori.

Per il secondo anno Xerox è al primo posto nella classifica dei fornitori di servizi aziendali

Per il secondo anno consecutivo Xerox è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

MILANO – Per il secondo anno consecutivo Xerox, azienda diversificata che opera nel settore dei servizi, è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

Everest Group Top 50 è una classifica globale redatta annualmente che comprende i 50 maggiori fornitori di servizi per i processi aziendali, stilata sulla base dei report sui fatturati dell’anno precedente e sulle informazioni contenute nei database proprietari di Everest Group.

“Le nostre capacità nell’ambito dei servizi per i processi aziendali ci consentono di raggiungere migliaia di persone ogni giorno”, ha affermato Sue Watts, Chief Operating Officer Of Global Capabilities di Xerox Services. “Investire in ricerca e sviluppo nei settori dell’analytics e dell’automazione ci ha permesso di fornire più valore per i clienti, migliorando, a loro volta, i rapporti di questi ultimi con i loro clienti”.

Xerox si sta espandendo nel settore dei servizi per i processi aziendali. I servizi orizzontali da essa forniti includono operazioni di contact center, gestione dei documenti, finanza, contabilità e risorse umane. I servizi specifici del settore includono, tra gli altri, servizi finanziari, life science e assicurazioni,.

Secondo Everest Group, l’ambito dei servizi per i processi aziendali si è evoluto nel corso degli anni, passando da un focus sull’ottimizzazione dei costi a una visione globale che riguarda l’ intera catena del valore dei processi aziendali, soddisfacendo così obiettivi numerosi e differenti tra loro. L’azienda stima che ci siano più di 200 fornitori di servizi con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di dollari.

Monica Vinco
Responsabile pubblicazioni – Fleishman-Hillard Italia

Fornitori servzi aziendali, Xerox al top

Per il secondo anno consecutivo Xerox è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

MILANO – Per il secondo anno consecutivo Xerox, azienda diversificata che opera nel settore dei servizi, è stata nominata come il miglior fornitore di servizi per i processi aziendali (BPS) all’interno del suo report “BPS Top 50™”.

Everest Group Top 50 è una classifica globale redatta annualmente che comprende i 50 maggiori fornitori di servizi per i processi aziendali, stilata sulla base dei report sui fatturati dell’anno precedente e sulle informazioni contenute nei database proprietari di Everest Group.

“Le nostre capacità nell’ambito dei servizi per i processi aziendali ci consentono di raggiungere migliaia di persone ogni giorno”, ha affermato Sue Watts, Chief Operating Officer Of Global Capabilities di Xerox Services. “Investire in ricerca e sviluppo nei settori dell’analytics e dell’automazione ci ha permesso di fornire più valore per i clienti, migliorando, a loro volta, i rapporti di questi ultimi con i loro clienti”.

Xerox si sta espandendo nel settore dei servizi per i processi aziendali. I servizi orizzontali da essa forniti includono operazioni di contact center, gestione dei documenti, finanza, contabilità e risorse umane. I servizi specifici del settore includono, tra gli altri, servizi finanziari, life science e assicurazioni,.

Secondo Everest Group, l’ambito dei servizi per i processi aziendali si è evoluto nel corso degli anni, passando da un focus sull’ottimizzazione dei costi a una visione globale che riguarda l’ intera catena del valore dei processi aziendali, soddisfacendo così obiettivi numerosi e differenti tra loro. L’azienda stima che ci siano più di 200 fornitori di servizi con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di dollari.

Monica Vinco
Responsabile pubblicazioni – Fleishman-Hillard Italia

Facebook usa i dati di Whatsapp Garante della privacy apre un’istruttoria

Roma 28/09/2016

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria a seguito della modifica della privacy policy effettuata da WhatsApp a fine agosto che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing. Il Garante ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso. In particolare ha chiesto di conoscere nel dettaglio “la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook”; le modalità per “la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati”; le misure per garantire “l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall’avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato”. Il Garante ha chiesto inoltre di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch’essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell’informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing