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Atelier per un giorno, Vittorio Camaiani sfila a Roma

S.B.- Un tuffo in un prato verde lussureggiante che diventa la tela per pennellate di lilla, di rosso, di bianco e di viola. E’ questo il mood della collezione di Vittorio Camaiani “Filo d’Erba” per l’autunno inverno 2018-19 che lo stilista presenterà mercoledì 3 ottobre, alle ore 18, a Roma nella sala lettura dell’Hotel Santa Chiara. Attraverso la consueta formula “Atelier per un giorno”, il couturier marchigiano “regala” a clienti ed amiche un Petit defilfè delle sue creazioni per la stagione fredda che si sta affacciando. Con la formula “Atelier Per Un Giorno” Camaiani, formatosi sotto la guida del maestro Massimo Fioravanti a Roma, ci riporta nell’atmosfera d’antan delle sartorie della Capitale, dove le clienti possono ammirare da vicino i capi, apprezzarne le linee, classiche e ardite allo stesso tempo, i tessuti pregiati, dalla lana alle sete, ma soprattutto provare gli abiti che vengono personalizzati “su misura” direttamente dallo stilista. Un’occasione unica per avere un capo d’alta moda, di qualità, inconfondibile e vitale al di là delle stagioni che si rincorrono. Un abito capace di rendere ogni donna elegante in ogni ora della giornata, cambiando semplicemente un accessorio, ma soprattutto di trasformare una donna in una regina di stile. All’appuntamento di mercoledì si potranno ammirare ed acquistare anche le scarpe di Lella Baldi e i cappelli di Jommi Demetrio, che completano il look firmato Vittorio Camaiani.

Atelier per un giorno proseguirà anche giovedì dalle ore 10 alle 19

 

 

Camaiani, il successo vola sul “Filo d’erba”

Sarina Biraghi – E’ un filo d’erba a percorrere la collezione autunno inverno 2018-2019 che Vittorio Camaiani ha presentato in anteprima nel consueto appuntamento agostano a “Villa Montanari Rosati” di Porto San Giorgio. Una sfilata che ha conquistato come sempre il vasto pubblico presente fin dalle prime uscite delle affascinanti modelle.

E’ uno stelo d’erba sottile e verde come una felce a percorrere l’abito o la camicia nera in crêpe de chine. Poi il filo diventa sciarpa creando due ammiccanti virgole lilla dietro l’abito da sera verde ramarro. E ancora, i fili d’erba si moltiplicano quasi a diventare delle lingue rosse come il sole al tramonto sulla gonna grigio asfalto di jeans, lavorato come un capo di alta moda. Insomma i fili d’erba spuntano dalle aperture create ad arte su maniche e pantaloni, sui completi e sulle piccole giacche in pregiate lane del lanificio Bottoli, sul rever del rigoroso cappotto nero come la notte in cachemere o sulle tutte e sui lunghi abiti “zippati” in crêpe de chine e crêpe di lana, mikado e organza. Di grande effetto scenico i sinuosi fili d’erba sui cappelli di Jommi Demetrio giusto complemento della collezione Camaiani insieme alle calzature di Lella Baldi. La tenacia dell’erba che cresce sugli abiti è la stessa tenacia delle idee di Vittorio Camaiani, della sua artigianalità e sartorialità d’altri tempi che in 30 anni di carriera ha dedicato ad una donna moderna dallo stile unico e mai omologato, una donna sofisticata ma pragmatica, che non si lascia mai “indossare” da un abito ma che fa di quel capo un complemento della “sua” bellezza e del suo fascino.

E tutte le “sue” donne presenti all’evento sono rimaste affascinate ed emozionate, ancora una volta, davanti alle creazioni dello stilista e artista marchigiano Vittorio Camaiani che, anche grazie all’insostituibile collaborazione della moglie Daniela Bernabei, con la sua griffe contribuisce al trionfo della moda Made in Italy.

 

Vittorio Camaiani: un “Filo d’erba” e 30 anni di carriera

Sarina Biraghi – Moda “illuminata” dalle stelle cadenti con un doppio festeggiamento: appuntamento di stagione e anniversario importante. Domani, venerdì 10 agosto, a Porto San Giorgio, lo stilista Vittorio Camaiani presenterà “Filo d’Erba” la sua collezione di moda per il prossimo autunno-inverno 2018-2019 e festeggerà i primi 30 anni di carriera. Splendida cornice per la sfilata, sarà l’ottocentesca “Villa Montanari Rosati” messa disposizione, ormai da 11 anni, dall’amica e padrona e di casa Marilena Montanari Rosati. L’evento, patrocinato dal Consiglio regionale Marche e dal Comune di Porto San Giorgio, sarà presentato da Elena Parmegiani, direttore della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, e sarà preceduto da una tavola rotonda tra la giornalista de La Verità (già Direttore de Il Tempo), Sarina Biraghi, il giornalista-biografo di Gianni Versace Valentino Toni di Corcia e il consigliere regionale Fabio Urbinati. Tema del dibattito “Le mani, la moda, le Marche” temi cari al couturier. Camaiani, infatti, è un artigiano della sartoria “figlio” di una regione, le Marche, simbolo della passione della creatività e della professionalità di tanti artigiani divenuti famosi. Un artista dell’ago che credendo profondamente nel Made in Italy lavora e produce nel suo territorio, e che, pur vivendo nella modernità, non abbandona “il fatto a mano”, autentico valore aggiunto del suo stile. Una sartorialità unica, emozionante, riconoscibile ma sempre discreta proprio come la sua terra, le Marche. E basta passare in rassegna i suoi abiti per rendersi conto di come lo stilista di San Benedetto del Tronto

ha segnato in modo significativo la storia della moda. La sua haute couture coniuga da sempre artigianalità e creatività ispirandosi a viaggi in Paesi lontani o nel mondo dell’arte. E la donna Camaiani, sofisticata ed ironica, con grande semplicità ha indossato le nuvole di Magritte e le piramidi dell’Egitto, le geometrie futuriste di Balla e i “segni” della Scozia, il baffo di Velàzquez e la laguna di Venezia. Omaggi ad artisti e paesaggi entrati nella mente e nel cuore dello stilista e rimasti come bagaglio culturale da trasmettere alle sue donne contemporanee, riconoscibili ma sempre diverse. Come alcune sue clienti famose: Sylvie Vartan, Martina Colombari, la Contessa Emanuela di Castelbarco, Clio Napolitano e la grande amica e testimonial Marina Ripa di Meana. Senza dimenticare l’idea d’antan che Camaiani ha fatto sua: “Atelier per un giorno” organizzato in varie città, da Bologna a Roma, per consentire a vecchie e nuove clienti di toccare con mano le sue creazioni e i materiali pregiati con cui vengono realizzate. Un “salotto sartoria” dove la creatività e la genialità diventano “su misura”. E grazie alla sua moda, lo stilista ha avuto alcuni riconoscimenti internazionali, come il restauro del guardaroba appartenuto al Maestro Arturo Toscanini e famiglia, oggetto di una mostra che ha girato tutto il mondo e la partecipazione come ospite d’onore alla Semaine italienne e al Museo McCord di Montreal durante la prestigiosa mostra “Italian Fashion from 1945 to today”.
Tornando agli abiti della collezione “Filo d’erba” Vittorio Camaiani ci propone un percorso estetico che richiama al contatto con la natura, senza rinunciare ai consueti tocchi surreali che contraddistinguono da sempre il suo estro creativo. E come sempre, tra sartorialità e creatività tutti i capi accompagnano da mattina a sera la donna Camaiani che vuole essere unica e chic senza rinunciare alla comodità e che negli abiti cerca i colori dell’estate per affrontare l’inverno in città. Trionfano quindi i colori del prato che nell’arco della giornata cambia colore e così da verde vita al viola, al glicine, al rosso. Sono queste le nuances dominanti della collezione, in un singolare abbinamento al grigio di giacche, gonne e cappotti che simboleggiano i colori delle città in cui viviamo. Colori che si contrappongono e con cui Camaiani gioca per appagare il desiderio di estate della sua donna. Come colpiti dai raggi del sole, i capi prendono vita attraverso lavorazioni ad intarsio in duchesse che riproducono la forma dei fili d’erba su gonne di jeans, lavorato come un capo di alta moda, o ancora cappotti rigorosi in cachemere grigio spinato si animano con applicazioni in seta verde, completi e piccole giacche in pregiate lane del lanificio Bottoli vedono spuntare fili d’erba dalle aperture create ad arte su maniche e pantaloni. Per la sera, tute e lunghi abiti “zippati” in crêpe de chine e crêpe di lana, mikado, organza, mentre il nero della notte non rinuncia a tocchi di colore che ricordano un prato al tramonto ma anche l’arte futurista come accade come l’abito scollato con gonna a portafoglio, simbolo della collezione. A completare il look Camaiani i cappelli di Jommi Demetrio e le scarpe di Lella Baldi.

 

 

 

Bello e ben fatto, ecco il Club della Creatività “Made in Lazio”

 

S.B. – E’ nato il Club della Creatività “Made in Lazio” per affiancare e sostenere la crescita imprenditoriale dei tanti giovani talenti emergenti dell’Industria Creativa regionale.

Il progetto di Unindustria, presentato la scorsa settimana nel Salone delle Fontane dell’Eur, è promosso in collaborazione tra la Sezione Tessile, Abbigliamento, Moda ed Accessori presieduta da Stefano Dominella ed il Comitato Tecnico Turismo ed Industria Creativa, presieduto dal Vice Presidente dell’associazione Giampaolo Letta. Gli 8 stilisti del Club della Creatività sono: Italo Marseglia, Tiziano Guardini, Ivan Donev, Gentile Catone, Andrea Lambiase, Santo Costanzo, Christian Luongo e Natalia Rinaldi.

Il Club della Creatività si pone una serie di ambiziose azioni tra cui: sollecitare le Istituzioni nella creazione di bandi ad hoc rivolti a micro e piccole aziende, accesso agevolato al credito, pianificare progetti di internazionalizzazione permettendo a giovani designer di presentare le proprie creazioni nelle Fiere di settore, individuare, attraverso la collaborazione con le Istituzioni del territorio, aree della città di Roma, che siano adatte allo sviluppo di ambienti di coworking.  Il tutto per mettere a sistema le eccellenze creative di un territorio, come è il Lazio, che vanta da sempre un importante bacino imprenditoriale nei settori della moda, del design, del cinema, dell’audiovisivo e delle tecnologie applicate ai beni culturali, delle arti creative in tutte le sue sfaccettature, e che si sta affermando come eccellenza nell’ambito della formazione nei tanti settori creativi grazie alla presenza di Accademie e Università specializzate, che sono oltre dieci a Roma e nel Lazio e nelle quali si diplomano oltre 700 giovani stilisti ogni anno.

“Troppo spesso i talenti emergenti, usciti dalla accademie e dalle università sono costretti ad andare all’estero alla ricerca di ambienti più idonei dove fare impresa” ha dichiarato Stefano Dominella Presidente della Sezione Tessile, Abbigliamento, Moda ed Accessori di Unindustria” Attraverso il “Club della Creatività”, vogliamo dare loro il nostro supporto, affinché riescano ad esprimersi ed a creare valore per il nostro territorio nei settori fashion, design, comunicazione, cinema, multimedia, musica, advertising. Vogliamo selezionare e sostenere il talento e la giovane creatività “Made in Lazio”, per raccontare e promuovere nel mondo una nuova essenza dell’italianità dove Diversità, Innovazione e Capacità Creativa si uniscono all’Intelligenza e al Sapere dell’Industria per creare un territorio che non conosce confini, specchio dalle mille opportunità. L’obiettivo è quello di valorizzare le giovani eccellenze italiane puntando sulla cultura del “bello e ben fatto”, rivolta anche ad un pubblico internazionale”.

 

L’Atelier per un giorno di Vittorio Camaiani

Sarina Biraghi – Sempre all’Hotel Santa Chiara, nel cuore di Roma, Vittorio Camaiani, oggi (fino alle ore 20) e domani (dalle 10 alle 17), propone “Atelier per un giorno” la formula collaudata dello stilista marchigiano che riporta le sue clienti nell’atmosfera d’antan degli atelier di moda degli anni Cinquanta. Un’opportunità unica che non permette di toccare con mano i raffinati tessuti delle creazioni di Camaiani, ma la possibilità di indossare ed eventualmente ritoccare gli abiti della collezione primavera-estate 2018 intitolata “Inside”. Un modo per scoprire, soltanto a chi si avvicina per la prima volta ad una collezione del couturier di San Benedetto del Tronto, come i suoi abiti rendano ogni donna regina del suo tempo, diversa e unica ma sempre se stessa.

E così nell’Atelier per un giorno si ritrovano i must di Vittorio Camaiani, dalle stole alle borse, dalle spille alle cinture, dalle calzature realizzate da Lella Baldi su disegno dello stilista, agli originali cappelli realizzati da Jommi Demetrio, ma soprattutto i capi della nuova stagione.

Nell’ultima collezione il “viaggio” che lo stilista compie solitamente si snoda in 4 quadri per 4 donne diverse o per 4 diverse occasioni vissute dalla stessa donna. Si comincia con le donne viaggiatrici de “La mia Africa” con la rivisitazione couture delle sahariane, color latte e beige, con le tasche di corda, gli abiti di lino con pettorine che lasciano intravedere impalpabili bluse di chiffon. Poi si passa al contrasto “rituale” di Camaiani “Maschile-Femminile” per una donna androgina rigorosa ma molto sensuale che veste gilet, bretelle e camicie dal colletto rigido anni ’20 rubate al guardaroba maschile, completi pantalone e tubini in shantung e satin nei toni blu, rosso e grigio. Poi ancora una donna viaggiatrice tra Dubai e Bali con batik realizzati a mano su disegno di Camaiani, con grattacieli da cui scendono le foglie della giungla stilizzate, per decorare top, pantaloni e abiti a vestaglia in tonalità contrastanti che però nulla tolgono alla leggerezza: grigio perla, celeste cielo, verde acqua, azzurro oceano. Poi il capo iconico di Camaiani, per tutte le stagioni e per ogni ora del giorno: la tuta.