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INIZIATO CONFRONTO GOVERNO-SINDACATI

Roma, 18 gennaio – E’ in corso dalle 18,00  l’incontro tra governo e sindacati convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Al tavolo di palazzo Chigi siedono, oltre al premier, anche il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon assieme ai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al centro del confronto la manovra economica varata dall’esecutivo nel dicembre scorso e il decreto legge sul reddito di cittadinanza e il pensionamento a quota 100 approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

Economia: Sottosegretario DURIGON le pensioni sono coperte

Roma, 18 gennaio – “Abbiamo deciso di agevolare il riscatto dei periodi di buco contributivo per un massimo di 5 anni, offrendo a chi e’ piu’ giovane la ragionevole speranza di costruire un percorso previdenziale piu’ solido. L’agevolazione consiste nella possibilita’ di detrarre l’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e una rateizzazione fino a 60 mesi. II beneficio vale per chi non ha versato alcun contributo prima del 1995 e non e’ destinatario di alcuna pensione”. Per quanto riguarda, inoltre, il Trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici, il sottosegretario chiarisce che anche in questo caso e’ stata trovata una soluzione per assicurare in tempi molto piu’ brevi il Tfs ai dipendenti del pubblico impiego, che andranno in pensione. “Potranno infatti avere subito, e non dopo due anni, un anticipo fino a 30 mila euro grazie a un accordo con l’Associazione bancaria italiana”. Il governo ha reintrodotto un consiglio di amministrazione in Inps, ma non si sa ancora il nome del successore del presidente uscente Boeri. “Il successore non lo abbiamo ancora determinato, certo e’ che nomineremo un commissario che fara’ il presidente a cui si affiancheranno 4 nuovi consiglieri”, ha concluso Durigon

18 Gennaio il Ministro Costa presenta le iniziative per combattere l’inquinamento in mare

Roma, 17 gennaio 2018 – Le iniziative del ministero dell’Ambiente per la lotta all’inquinamento del mare e la sostenibilità delle attività portuali e marittime, tra cui le Linee guida per i documenti energetico-ambientali dei sistemi portuali, saranno presentate domani, 18 gennaio, dal ministro Sergio Costa al Comune di Civitavecchia alle ore 11.

Interverranno i direttori generali del ministero dell’Ambiente Renato Grimaldi (Clima ed energia), Maria Carmela Giarratano (Protezione della natura e del mare), Mariano Grillo (Rifiuti e inquinamento) e il sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino.

Le Linee guida, pubblicate un mese fa in Gazzetta Ufficiale, mirano a promuovere la sostenibilità energetico-ambientale in un ambito strategico del Paese, come quello costituito dai porti, al fine di minimizzarne gli impatti. Potranno essere aggiornate ogni tre anni per garantirne la coerenza con l’evoluzione tecnologica e normativa. 

Nel corso della conferenza stampa verrà presentato anche il bilancio 2018 degli interventi della flotta nazionale antinquinamento, che nell’autunno scorso è stata impegnata in due grandi operazioni: al largo della Corsica, a seguito della collisione in mare tra due navi, e a Rapallo, in seguito alla fuoriuscita di carburante da alcuni yacht ormeggiati nel porto affondati dalla mareggiata.

Al termine, ci sarà al molo di Civitavecchia una dimostrazione antinquinamento. I giornalisti potranno salire su due navi della società Castalia, facenti parte della flotta nazionale antinquinamento, lì ancorate.

Per motivi organizzativi, quindi, si richiede di inviare gli accrediti entro oggi alla mail: segr.ufficiostampa@minambiente.it

MIPAAFT: RIBADITO il RAPPORTO DI COLLABORAZIONE, TRA MINISTERO E REGIONI

“Ancora una volta abbiamo ribadito quel bel rapporto di collaborazione e di fiducia reciproca che c’è tra il ministero e le Regioni. Abbiamo confermato una strategia unica a livello nazionale e internazionale. Quando si va in Italia e in Europa con una voce unica è anche più facile lavorare”. 

E’ quanto ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sen. Gian Marco Centinaio, a margine della riunione in commissione politiche agricole nella sede della Regione Puglia a Roma. 

“Per quanto riguarda la Politica comune, – ha proseguito il Ministro – stiamo chiedendo aiuto a tutti quegli Stati europei che hanno le stesse caratteristiche che abbiamo noi, ossia un sistema costituzionale che da’ importanza alle Regioni. Ci sono alcuni Stati con i quali stiamo ragionando e stiamo ragionando già da settimane. Abbiamo chiesto alle Regioni di lavorare con i loro interlocutori europei per ragionare nello stesso modo che stiamo ragionando noi. Vogliamo avere la condivisione di tutti. L’agricoltura non ha colore politico e sto cercando di coinvolgere più interlocutori possibile”.

Ministro Costa, su Gen. Ricciardi solo difetto comunicazione

ROMA, 16 GEN – “Io riproporro’ il nome del generaleRicciardi” per la presidenza del Parco del Circeo, “convinto che la sintesi si possa trovare. Se ho sbagliato in qualche difetto di comunicazione intra-maggioranza ne faccio ammenda, ma l’importante e’ salvaguardare il territorio. Lo ha detto oggi ai giornalisti il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S), al termine del question time alla Camera. “Il generale Ricciardi e’ una persona di grandissimo spessore – ha spiegato Costa -, insignito della Benemerenza ambientale d’oro, l’over the top nella conoscenza della gestione ambientale. La logica e’ alziamo il livello, i parchi sono il brand dell’Italia”. Su Ricciardi al parco del Circeo per Costa c’era anche “l’accordo scritto con il presidente della Regione Lazio”. Il voto di oggi alla Commissione Ambiente del Senato secondo il ministro “non e’ una bocciatura di Ricciardi, tenendo conto che parliamo di un parere non vincolante delle Camere.

Dibattito sui diritti di cittadinanza e sicurezza

Un interessante Dibattito sui diritti di cittadinanza è stato  organizzato a Padova dal Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei ECR in collaborazione con l’Associazione Culturale Destra Veneta, al quale partecipano i circoli di Fratelli d’Italia,  si terrà  Venerdi, 18 Gennaio, ore 19, Sala ex Fornace Carotta, via Siracusa,61 a Padova

Il tema scelto dai promotori del confronto sarà: “Decreto Sicurezza. Le politiche dell’immigrazione e i diritti degli Italiani”. Il convegno di Padova si propone di alimentare il confronto sul decreto immigrazione e sicurezza, diventato legge alla fine del 2018 con l’approvazione in parlamento. Un provvedimento che ha suscitato divisioni e critiche sia all’interno della maggioranza sia tra le file dell’opposizione. Dopo gli attacchi del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e del sindaco di Napoli Luigi De Magistris , che hanno annunciato di non voler applicare la legge, perché a loro dire è un testo inumano che viola i diritti umani, molti altri sindaci tra cui quello di Padova dicono di voler  boicottare l’applicazione della norma. Ecco perché l’Associazione Destra Veneta con l’europarlamentare On.Remo Sernagiotto del Gruppo dei  Conservatori e Riformisti Europei hanno coinvolto nel dibattito parlamentari come il Sen. Adolfo Urso, attualmente v.Presidente del Comitato parlamentare sicurezza della Repubblica e il Sen. Stefano Bertacco. Non mancheranno esponenti della Regione Veneto come l’Assessore alle attività produttive Roberto Marcato e Maurizio Conte, Presidente del Gruppo Veneto per L’Autonomia. Ad animare il dibattito esponenti delle Forze dell’Ordine come Michele Dressadore ,segretario nazionale del SAP e molti amministratori. Sarà interessante ascoltare la testimonianza della giovane italiana di origine Marocchina Kawtar Barghout, musulmana, rappresentante dell’associazione Stop Radicalizzazione che non sopporta quello che definisce «il buonismo ipocrita. Di seguito il programma del convegno

Programma

Venerdi, 18 Gennaio, ore 19, Sala ex Fornace Carotta, via Siracusa,61 a Padova

Saluti: Eleonora Mosco       Consigliere Comunale capogruppo

Coordina: Raffaele Zanon    Presidente Ass. Destra Veneta

On. Remo Sernagiotto          Europarlamentare

Sen. Adolfo Urso v.Presidente Comitato parlamentare sicurezza della Repubblica

Ass. Roberto Marcato  Regione Veneto

Michele Dressadore   Sindacato Autonomo Polizia

Filippo Ascierto    Associazione Andromeda

Sen .Stefano Bertacco   Commissione lavoro Senato della Repubblica

Maurizio Conte   Consigliere Regionale

testimonianza di Kawtar Barghout Ass.Italia Marocco

Intervengono:Marina Buffoni, Silvia Carpanese ,Alex Cioni, Daniele Cordone Giuseppe Montuori, Stefano Lecca, Luana Lewis, Roberta Pittarello ,Tommaso Tommasi,Enrico Turrin, Gabriele Zanon

A SEGUIRE  BUFFET PER I PARTECIPANTI     R.S.V.P.   Per info tel.3462607767

GOVERNO AL LAVORO PER LIMITARE CONSEGUENZE NEGATIVE DELLA BREXIT

Roma 16 gennaio 2019 – Il Governo italiano prende atto del voto del Parlamento britannico che ha respinto la ratifica dell’Accordo di Recesso del Regno Unito dall’Unione europea, sostenuto dal Consiglio europeo straordinario del 25 novembre 2018. In attesa di un chiarimento delle intenzioni del Governo britannico sui prossimi sviluppi – si legge in una nota della Presidenza del Consiglio – , il Governo italiano continuera’ a lavorare in stretto contatto con le Istituzioni e gli altri Stati membri dell’UE per limitare le conseguenze negative della Brexit, e, in particolare, per garantire i diritti dei cittadini italiani nel Regno Unito, quelli dei cittadini britannici in Italia, la stabilita’ dei mercati e dei settori bancario, assicurativo e finanziario e un recesso il piu’ ordinato possibile in tutti gli altri campi a tutela di cittadini e imprese. In tale contesto – conclude la nota -, continueranno e saranno intensificati i preparativi per essere pronti a tutti gli scenari, incluso quello poco auspicabile di un recesso senza accordo il 29 marzo 2019.

ZIMBABWE: Morti e feriti in scontri di piazza per il caro benzina

Roma, 15 gen. – Ci sono vittime negli scontri di piazza cominciati ieri nello Zimbabwe, sia nella capitale Harare che a Bulawayo, la seconda citta’ del Paese: lo ha riferito il ministro della Sicurezza Owen Ncube e lo hanno confermato le associazioni locali riunite nello Human Rights Forum Ncube non hanno fornito dettagli circa il numero di persone rimaste ferite. Secondo lo Human Rights Forum, 26 manifestanti sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Gli scontri sono scoppiati a margine di cortei contro l’aumento dei prezzi della benzina, decretato dal governo del presidente Emmerson Mnangagwa per far fronte a una cronica carenza di banconote e a un’inflazione che solo a novembre ha raggiunto il 37 per cento. Lo Zimbabwe sta attraversando una fase di transizione dopo l’intervento dell’esercito che nel 2017 ha portato alla destituzione di Robert Mugabe, al potere per 37 anni. Gli aumenti del prezzo della benzina, con il litro in vendita da domenica a 3,31 dollari a fronte della precedente tariffa di 1,38, sono parte di un piano di riforme che dovrebbe garantire ad Harare l’accesso ai crediti del Fondo monetario internazionale

ROMA: PASCUCCI LANCIA RETE SINDACI E COMITATI. DOMANI IN CAMPIDOGLIO PER DIRE NO ALLA DISCARICA IN PROVINCIA

Roma 14 gennaio 2019 – Una rete di sindaci, amministratori e comitati civici per dire No alla discarica di Roma nel territorio della provincia della Capitale. A lanciarla è Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, località simbolo delle battaglie contro la discarica di Roma, già vinta nel 2008 quando si era pensato di scaricare a Pizzo del Prete, località a pochi chilometri dal sito Unesco della Banditaccia, i rifiuti della Città Eterna.

A firmare la missiva inviata al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, sono circa cento tra sindaci e rappresentanti di comitati. “Domani con la fascia tricolore ci presenteremo in Campidoglio per consegnare alla Raggi questo appello. Avremmo voluto farlo in Area Metropolitana, ma la sindaca non viene mai, a dimostrazione di quale sia la sua considerazione e il rispetto per i cittadini che vivono nell’hinterland della Capitale”, spiega Pascucci. 

L’elenco dei firmatari è bipartisan e include comuni coinvolti dalla mappatura contenente le aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, inviata lo scorso 20 dicembre 2018 dalla Città Metropolitana alla Regione Lazio, ma anche territori che non sono interessati dalla problematica ma che chiedono alle Istituzioni che Roma Capitale, al pari di tutti gli Enti Locali, si preoccupi di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del raccordo anulare. A chiederlo a Virginia Raggi, oltre al sindaco Alessio Pascucci, primo firmatario e promotore dell’iniziativa, ci sono due consiglieri municipali di Roma, Dario Nanni del VI e Andrea Bozzi del X municipio, 22 Sindaci tra cui il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, il sindaco di Latina, Damiano Coletta, i sindaci di Frascati, Ladispoli, Bracciano, Castelnuovo di Porto, Grottaferrata, Tolfa, Fiano Romano, il grillino Antonio Cozzolino, primo cittadino di Civitavecchia, i consiglieri regionali Marta Bonafoni, Gino De Paolis, Michela Califano, Emiliano Minnucci, i deputati Serse Soverini, Rossella Muroni, Marietta Tidei, Paola Binetti, gli europarlamentari David Borrelli e Daniela Aiuto, la Co-Presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni, la Co-Portavoce Federazione dei Verdi Elena Grandi. Un elenco al quale in queste ore si stanno unendo decine di altri amministratori e comitati ambientalisti. 

“Ci duole osservare che, non solo nella redazione della suddetta mappa non si è tenuto conto delle indicazioni fornite dai diversi Comuni, ma sono anni che i territori che governiamo subiscono le cattive politiche di gestione dei rifiuti di Roma ed è inaccettabile pensare di individuare la discarica al di fuori della stessa Capitale. I nostri cittadini collaborano ogni giorno per differenziare correttamente i loro rifiuti e in molti dei nostri territori il porta a porta è una realtà consolidata che raggiunge percentuali rilevanti”, si legge nella missiva. 

“Non saremo mai disposti ad accogliere i rifiuti di una metropoli che effettua una raccolta differenziata insufficiente e che fornisce ai cittadini un servizio inadeguato di raccolta dei rifiuti. Roma, è sotto gli occhi di tutti, è incapace di fare quello che tutte le altre capitali europee fanno e vuole scaricare la sua inadeguatezza gestionale sui territori della Provincia”, è l’accusa rivolta all’amministrazione capitolina. 

Per questo motivo, la rete dei Sindaci chiede a Costa e a Zingaretti di predisporre “un piano basato su criteri moderni di gestione dei rifiuti che definisca in maniera integrata le politiche da attuare in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti nonché di gestione dei siti inquinati da bonificare”. Occorre sancire in maniera chiara, affermano i firmatari della lettera appello, “il principio che il ciclo dei rifiuti deve essere completato all’interno dei territori in cui questi vengono prodotti. Ci auguriamo che questo sia solo il primo passo e che tale richiesta venga anche recepita all’interno del futuro Piano nazionale dei rifiuti che indichi le modalità per uscire dalla fase di emergenza in cui versano molti territori italiani, pianificando finalmente una gestione complessiva del problema, basata sull’adozione e sull’applicazione di un modello effettivo di economia circolare”.

Lo comunica in una nota l’ufficio stampa del Sindaco Alessio Pascucci.

SALVINI: TERRORISTA COMUNISTA, MARCISCA IN GALERA

Roma, 14 gen -(com) “L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera. Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo. Da decenni si era rifugiato all’estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici”. E’ questo l’incipit della lettera scritta dal vicepremier Matteo Salvini pubblicata sulla prima pagina del quotidiano Leggo. Ecco il seguito del testo del ministro dell’Interno: “Ora la pacchia è finita. Merito di un governo che ha ridato prestigio all’Italia. Non è un caso se il nuovo presidente brasiliano, Bolsonaro, aveva promesso pubblicamente di riconsegnarci Battisti. Ha mantenuto la parola, dando prova di una serietà e di una lealtà per cui lo ringrazio a nome degli italiani”. “Oggi – scrive Salvini – il nostro Paese ha rialzato la testa. Non siamo più l’Italietta che l’Europa trasformava nel campo profughi del Mediterraneo e che veniva snobbata dalle superpotenze mondiali. Stiamo vivendo una nuova fase. In poco più di sei mesi abbiamo fatto quello che altri governi avevano provato a realizzare in decenni, fallendo”. Infine, la sua lettera si conclude con un invito ai familiari delle vittime del terrorista: “Aspetto le famiglie rovinate da Cesare Battisti al Viminale. Mentre le nostre galere aspettano lui. La pacchia è finita. Era ora”.

Battisti: in volo verso Italia, lo attende Rebibbia

Roma, 14 gen (com). – Cesare Battisti e’ in volo verso l’Italia e arrivera’ a Ciampino intorno all’ora di pranzo. Ad attenderlo ci saranno il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede. Subito dopo aver toccato terra, il leader dei Proletari armati per il Comunismo, che in Italia e’ stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi compiuti tra il 1978 e il 1979 e non si e’ mai pentito, sara’ portato nel carcere di Rebibbia: lo prenderanno in consegna gli uomini del Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, insieme alle altre forze di polizia, e lo porteranno nel carcere romano dove tutto e’ pronto per accoglierlo. Battisti e’ stato catturato in Bolivia sabato pomeriggio. Passeggiava da solo per le strade di Santa Cruz della Sierra, quando e’ stato intercettato dagli agenti dell’Interpol che lo hanno arrestato senza che opponesse resistenza. Nel giro di poche ore e’ stato consegnato alle autorita’ italiane e imbarcato a bordo di un Falcon dell’aeronautica militare appositamente inviato dall’Italia. Il volo e’ partito direttamente da Santa Cruz diretto a Roma: non e’ passato dal Brasile nonostante il presidente Jair Bolsonaro, che avrebbe voluto capitalizzare il successo sul piano mediatico, avesse preannunciato una ‘tappa’ nel gigante sudamericano: evidentemente si e’ voluto evitare un passaggio che avrebbe potuto nascondere qualche insidia burocratica innescata dagli avvocati di Battisti. Il ministro Enzo Moavero Milanesi ha ringraziato per la collaborazione le autorita’ boliviane e quelle brasiliane. In Italia Battisti scontera’ l’ergastolo: non sarebbe stato cosi’ invece se fosse stato estradato dal Brasile, visto che un accordo con le autorita’ italiane firmato in passato prevedeva di commutare l’ergastolo in una pena a 30 anni di reclusione. Gli agenti italiani erano da una settimana a Santa Cruz, la seconda citta’ boliviana, a circa 800 chilometri a est di La Paz, ed avevano circoscritto la loro attenzione su una serie di indirizzi. Quando hanno creduto di aver individuato l’ex terrorista, hanno cominciato a tenerlo sotto controllo e ad eseguire tutta una serie di verifiche tecniche (comparazioni di immagini, confronti fotografici, osservazioni dirette) per avere la certezza dell’identificazione. Una volta fugato qualsiasi dubbio, e’ scattato il fermo ad opera della polizia boliviana: Battisti e’ stato intercettato in strada. C’e’ anche un video che lo ritrae pochi minuti prima del fermo, maglietta con le maniche corte, occhiali scuri, barba e baffi per camuffarsi, camminava tra i negozietti con passo spedito. A tradirlo i contatti su Facebook

ANNULLATA CONFERENZA STAMPA SALVINI- AVRAMOPOULOS, CONFERMATO INCONTRO

Roma, 14 gen. (com) – Confermato l’incontro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Commissario europeo alla migrazione Dimitris Avramopoulos previsto per oggi alle 10,30, annullata invece la conferenza stampa in programma dopo l’incontro. Il ministro dell’Interno, fanno sapere dal Viminale, sta seguendo con la massima attenzione l’arrivo in Italia di Cesare Battisti. 

CINEMA, OMAGGIO A GIULIO ANDREOTTI A 100 ANNI DA NASCITA

Roma, 14 gen – 14 gennaio 1919 – (com). A cento anni dalla nascita Istituto Luce Cinecittà ristampa in home video e riporta nelle migliori librerie e nei negozi digitali Giulio Andreotti – Il cinema visto da vicino e Giulio Andreotti – La politica del cinema, il formidabile dittico che Tatti Sanguineti, con il sodale Pier Luigi Raffaelli, ha dedicato al rapporto lungo, intrecciato, straordinariamente significativo e complesso, tra il Divo e la Settima arte. Due film prodotti e distribuiti da Luce-Cinecittà, raccolti per l’edizione home video in un unico cofanetto, presentati con un pieno successo di critica alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 e al festival Il Cinema Ritrovato del 2015 della Cineteca di Bologna. Un racconto disteso, divertente, storicamente ricchissimo di film, aneddoti, memorie, ricostruzioni filologiche e personali. Una contro-storia appassionante del cinema italiano come raramente si è rivelato e raccontato.(red) 

Trump nel mirino dell’Fbi, indagò se lavorasse per la Russia

Dopo il licenziamento di Comey timori sulla sicurezza nazionale


New York -12 gennaio 2019 Il comportamento di Donald Trump nei giorni successivi al licenziamento di James Comey ha allarmato l’Fbi tanto da spingere l’agenzia ad aprire un’indagine per accertare se il presidente lavorasse segretamente o meno con la Russia contro gli interessi americani. Un’indagine – riporta il New York Times – ‘esplosiva’ con gli investigatori del controspionaggio impegnati a valutarese le azioni del presidente rappresentassero una minaccia alla sicurezza nazionale e determinare se Trump lavorasse consapevolmente con la Russia o fosse finito involontariamente sotto l’influenza di Mosca.    L’indagine aperta dell’Fbi aveva anche un aspetto penale, ovvero la possibilità che il licenziamento di Comey rappresentasse ostruzione di giustizia. Gli agenti dell’Fbi – aggiunge il New York Times – sospettavano dei legami di Trump con la Russia già durante la campagna del 2016 ma non hanno aperto un’indagine nei suoi confronti perché incerti su come proseguirla e portarla avanti. ”Ma le attività del presidente prima e dopo il licenziamento di Comey nel 2017, soprattutto in due occasioni in cui Trump ha legato l’uscita di Comey alle indagini sulla Russia, hanno aiutato a far scattare gli aspetti di controspionaggio dell’inchiesta” mette in evidenza il NewYork Times, precisando che il procuratore speciale Robert Mueller ha assunto la guida delle indagini su Trump quando è stato nominato, pochi giorni dopo l’apertura dell’inchiesta dell’Fbi. L’indagine dell’Fbi è ora una delle parti della più ampia inchiesta di Mueller sulle interferenze russe sulle elezioni.    A innescare l’indagine dell’Fbi è stata la possibilità che Trump abbia licenziato Comey per impedire o addirittura mettere fine alle indagini sulla Russia, il che rappresenta un possibile reato e una preoccupazione per la sicurezza nazionale. Il legale del presidente, Rudolph Giuliani, cerca di smorzare l’importanza dell’indagine: ”Il fatto che sia datata un anno e mezzo fa e che nulla sia emerso da far parlare di violazione della sicurezza nazionale vuol dire che non hanno rinvenuto nulla”. Shutdown: i dipendenti federali fanno causa al Governo I sindacati dei dipendentifederali fanno causa al governo americano per lo shutdown: viola le leggi sul lavoro richiedendo ai dipendenti ritenuti ”essenziali ” di continuare a lavorare senza stipendio. L’azione legale – riportano i media americani – è stata depositata dai sindacati che rappresentano i lavoratori federali, ovvero la National Federation of Federal Employees, la National Association of Government Employees SEIU e la National Weather Service Employees Organization. Nell’azione legale, contenuta in 19 pagine, i sindacati accusano il governo federale di violare il Fair Labor Standards Act non pagando ai dipendenti gli straordinari e il salario minimo. La legge prevede che tutti i dipendenti – afferma la National Federation of Federal Employees- vengano pagati in tempo per gli straordinari e vengano pagati almeno il salario minimo per tutte le ore che lavorano durante la settimana.    ”In questo Paese, quando un lavoratore svolge le sue funzioni giornaliere, ha il diritto a un giorno di compenso” mette in evidenza Randy Erwin, presidente della National Federation of Federal Employees. ”Questo è il modo in cui la gente si occupa delle proprie famiglie. A causa del caos che questo spreco di shutdown sta causando, il governo sta cercando di pagare i dipendenti con dei ‘pagherò’. Con questa causa noi diciamo: ‘no, non potete pagare i dipendenti con dei pagherò. Per noi così non funziona”’ aggiunge Erwin.    È ufficiale: alle 00:01 di oggi ora americana (le 6:01 in Italia), vale a dire all’inizio del suo 22mo giorno, il parziale shutdown del governo federale Usa è diventato il più lungo mai registrato nella storia del Paese. 

TAV | La Lega assicura che la Torino-Lione si farà

“La TAV si farà, parola della Lega: “Bloccare l’opera non è nel contratto di Governo”

Torino 12 gennaio 2019 – La TAV si farà. A ribadirlo è Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera per la Lega e segretario regionale del partito in Piemonte. Per ribadirlo ha scelto la manifestazione che questa mattina – sabato 12 gennaio – si è tenuta in piazza Castello a Torino e che è stata organizzata dalle sette madamine del comitato “Sì, Torino va avanti”. 

“La Lega è pronta a discutere su come rendere il progetto più efficiente, su come farlo costare di meno e su come variarlo. Un conto però è ragionare sulle modalità di esecuzione, un conto è ritenere di non farlo. Sul non farlo noi non siamo d’accordo” – ha ribadito Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera per la Lega.

“Noi siamo sempre stati dell’idea che si debba fare. Ribadiamo una cosa che era nel nostro programma elettorale. Abbiamo firmato un contratto di Governo che dice che in base al risultato dell’analisi costi-benefici si valuteranno le modalità di esecuzione. Si può dunque prendere tempo, ma un conto è ragionare su come cambiare il tragitto e tagliare gli sprechi e un conto è dire che non si deve fare. Su questo non siamo d’accordo” – ha continuato Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera per la Lega.

“Io sono convinto che troveremo una sintesi, ma se non dovessimo trovarla daremo parola ai cittadini. È inutile parlare di un referendum fino a quando non conosciamo la decisione del ministro Toninelli” – ha concluso Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera per la Lega.“

Paul Marra, il leader dei Gilet Gialli è originario di Reggio Calabria e da Marsiglia manda una frecciata a Di Maio

Intervista a Paul Marra, leader marsigliese del Movimento dei Gilet Gialli: è originario di Reggio Calabria

Marsiglia 12 gennaio 2019

di Ilaria Calabrò “Mi sembra che sia più una manovra politica per sistemare qualche conto in sospeso tra governi” piuttosto che un’azione dettata “da un cuore ‘Gilet giallo’” la lettera del vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ai gilet gialli francesi pubblicata il 7 gennaio scorso sul ‘Il blog delle stelle’. Così in un’intervista all’Adnkronos Paul Marra, uno dei leader Gilet gialli e portavoce del movimento a Marsiglia, originario di Reggio Calabria. Marra lo scorso 5 gennaio ha creato l’associazione politica ‘Gilets Jaunes Le Mouvement‘. La lettera di Di Maio, “secondo me, è stata fatta come un’azione per indebolire gli uni e rafforzare gli altri. Sono calcoli politici. Non credo che queste dichiarazioni siano state fatte con un cuore gilet giallo“, sottolinea Marra. Onestamente, rileva il leader marsigliese del movimento, “non siamo in contatto con organizzazioni in Italia. Dubito personalmente che queste dichiarazioni“, quelle dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, “siano appunto state fatte con un cuore gilet gialli. Mi sembra che siano più dettate da un cuore politico, da una strategia politica“. Le dichiarazioni di sostegno del Movimento 5 Stelle, comunque, sottolinea Marra, “sono positive ma in questa fase non abbiamo bisogno di alleanze o di sostegni. Non siamo ancora maturi

E’ ancora troppo presto. Noi non parteciperemo alle elezioni europee di maggio. Siamo ancora in un paese libero e quindi chi vorrà partecipare alle elezioni, a nome del movimento, lo può fare. Noi non ci andremo perché è ancora troppo presto“. Per Marra“non bisogna mettere il carro davanti ai buoi” e “non si può costruire un tetto senza le fondamenta: noi vogliamo costruire un movimento. Ci sono altre elezioni, quelle municipali ad esempio“. “Creeremo una piattaforma sul nostro sito per avviare la democrazia diretta e ci presenteremo alle elezioni che saranno decise dai cittadini“, spiega ancora il leader marsigliese del movimento.

Le misure annunciate a dicembre dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, “vanno nella solita direzione, quella del governo, l’esecutivo non ha fatto nessuna concessione. Ci prende per dei coglioni. E’ un presidente che difende gli interessi degli ricchi, un ex banchiere di Rothschild. Non parliamo la stessa lingua” ha aggiunto Marra

C’è una distanza enorme tra il potere e il popolo” e il Grand Débat national, come risposta all’ondata di protesta in Francia dal 17 novembre scorso, “è stato annunciato solo per guadagnare tempo. Non c’è bisogno di un grande dibattito per ridare i soldi alle persone e per aumentare le pensioni“. “Il salario minimo non è stato rivalutato, è stato una finta averlo annunciato e 10 miliardi di euro di misure per 66 milioni di francesi non rappresentano nulla“, aggiunge il leader marsigliese del movimento. Da anni, spiega Marra, “le nostre ‘teste pensanti’ non fanno nulla” per il popolo. “E’ da un anno e mezzo, da quando è stato eletto Macron presidente della Repubblica, che non sono arrivate delle risposte e non è successo nulla. Anzi “c’è stato un calo del potere d’acquisto, hanno deciso di limitare la velocità a 80km/h dai 90 previsti su alcune strade statali, di aumentare il costo dei carburanti. L’aumento dei prezzi dei carburanti è stata la scintilla di un malessere: le persone non ce la fanno più“. La campagna elettorale di Macron, che lo ha portato ad essere eletto presidente della Repubblica il 14 maggio del 2017, “dava una grande speranza, era una personalità politica nuova, un giovane“. Invece, sottolinea Marra, “Macron ci ha fregato. Si è dimostrato anche immaturo. Abbiamo visto il rovescio della medaglia“. Il portavoce del gruppo marsigliese spiega poi che nel movimento ci sono varie anime. “Quelli come Eric Drouet e compagnia fanno parte di quella frangia più dura del movimento e non siamo chiaramente su quella linea. Quelli come Jacline Mouraud fanno parte di quella frangia più tenera. Noi diciamo siamo in mezzo“, sottolinea Marra. “E – conclude l’esponente del movimento marsigliese, a novembre nominato tra i portavoce dei gilet jaunes- non siamo con gli estremi: la volontà del popolo non è di distruggere tutto. Vogliamo una migliore ripartizione delle ricchezze“.

I Gilet gialli ora devono strutturarsi. I francesi non chiedono più al movimento di scendere in piazza, di manifestare o di occupare le piazze ogni settimana. Il popolo chiede al movimento di strutturarsi. Ora siamo al lavoro per strutturare questo movimento, perciò non parteciperemo alla mobilitazione di oggi e dei prossimi giorni“, il cosiddetto atto 9 della protesta dei Gilet gialli che è iniziata lo scorso 17 novembre. In ogni caso, rileva Marra, “se ci sono Gilet gialli che vogliono scendere in piazza per noi va bene. E’ positivo che il movimento continui a presidiare anche le strade e per dire che ci siamo ancora. Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo deciso di strutturarci“.
Per approfondire http://www.strettoweb.com/2019/01/paul-marra-gilet-gialli-reggio-calabria/792843/#FTQHa7OdQYkHAwrC.99


EUROPEE: MARTINA, LISTE APERTE RIFORMISTI SENZA ANNULLARE NOSTRI SIMBOLI

Roma, 11 gen. (com) – ”Io mi candido alla guida del Pd perché penso che non ci possa essere alternativa a Lega e Cinque stelle senza questa comunità. Per le europee, che coincideranno tra l’altro anche con il voto in tanti comuni, dobbiamo promuovere una lista aperta che si rivolga ai tanti democratici e riformisti che vogliono battersi per la nuova Europa”. Lo dice Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd. “Per me non si tratta di rinunciare al simbolo Pd ma di concorrere a una proposta più larga. So che Carlo Calenda insieme a tanti altri sta lavorando a un Manifesto di progetto e guardo con molto interesse a questo sforzo. Aspettiamo di conoscerne i contenuti ma è di certo una prospettiva interessante”, aggiunge Martina. 

SANITA’: ZINGARETTI, ‘180 PUNTI PER LIVELLI ESSENZIALI ASSISTENZA RISULTATO STORICO NEGLI ULTIMI 10 ANNI, NON VOGLIAMO FERMARCI’

Roma 11 gennaio 2019 – “Erano oltre 10 anni che la Regione Lazio non registrava un punteggio nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) pari a quota dei 180 punti. Quando ho preso in mano questa Regione nel 2013, il Lazio era inadempiente e il punteggio nei LEA era fermo a 152, oggi siamo cresciuti di 28 punti e non vogliamo fermarci. Un risultato storico che ci pone tra le Regioni italiane che rispettano il livello di adempienza nei LEA fissato a quota 160 punti. Tra i settori che hanno fatto registrare i miglioramenti più significativi ci sono i vaccini, la prevenzione e gli esiti di cura. Dieci anni fa la Regione Lazio era un caso nazionale oggi ci avviamo all’uscita dal commissariamento grazie ad una gestione che ha tenuto sotto controllo i conti, ma senza tagliare i servizi e la qualità delle cure e il risultato straordinario nei LEA ne è la dimostrazione. Voglio ringraziare tutti gli operatori che in questi anni difficili del commissariamento sono stati in prima linea e hanno difeso il sistema sanitario regionale con passione e professionalità. A loro va il nostro ringraziamento, ora dobbiamo spingere ancora di più sull’acceleratore per cambiare la sanità del Lazio e lo stiamo già facendo. E’ una rivoluzione che stiamo portando avanti iniziando a ricostruire e creare servizi sempre più efficienti sul territorio, a investire sull’innovazione e a ridare certezze e stabilità alle professioni sanitarie”.

Lo dichiara in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Decreto Dignità, Sogin rinnova 43 contratti

Grazie agli incentivi introdotti dal Decreto Dignità per stimolare nuovi contratti stabili, Sogin ha avviato, per la prima volta in due anni, un piano di inserimento in organico con contratti a tempo indeterminato per profili professionali finora ricoperti da personale in somministrazione. In base a tale piano, Sogin ha provveduto a:

  • sottoscrivere i primi 6 contratti a tempo indeterminato per 6 posizioni precedentemente ricoperte da lavoratori in somministrazione (9 ottobre),
  • aprire 15 posizioni a tempo indeterminato, rivolte ad ingegneri e tecnici di impianto, tramite pubblicazione di bandi pubblici (8 ottobre),
  • aprire ulteriori 15 posizioni tecnico-specialistiche tramite pubblicazione di bandi pubblici (entro fine anno).

Inoltre è in corso, sulla base delle esigenze aziendali, un’analisi per valutare l’eventuale ulteriore fabbisogno di risorse stabili. Sogin ha inoltre deciso di rinnovare per un anno i 37 contratti di lavoro somministrato in scadenza il 31 ottobre prossimo e di prorogare i 6 contratti in staff leasing (totale: 43 posizioni). Tale rinnovo è stato reso possibile solo adesso, a seguito dell’aggiudicazione il 12 ottobre della nuova gara per i servizi di somministrazione. L’azienda conferma che la stabilità dei rapporti di lavoro e l’investimento sulle competenze interne sono la priorità nelle politiche di gestione del personale. Tuttavia continuerà ad avvalersi anche di personale con contratti di lavoro flessibili per rispondere alle esigenze occasionali di carattere operativo (in particolare della controllata Nucleco), nel rispetto della normativa vigente.

 

Urzì: “I secessionisti attaccano la toponomastica italiana”

“Ennesimo vile attacco alla toponomastica italiana da parte dei secessionisti”. A denuciarlo è Alessandro Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della regione Trentino Alto Adige con il movimento l’Alto Adige nel Cuore – Fratelli d’Italia.
“In questi giorni  – spiega il coordinatore regionale di Fdi – le targhe informative di diversi comuni altoatesini, a partire da quelle di Appiano, sono state tappezzate con adesivi che definiscono fascista la toponomastica italiana, trasmettendo a turisti e visitatori un’informazione partigiana e provocatoria. La toponomastica italiana non è mai stata abusiva e chiediamo alle Istituzioni locali e nazionali di prendere per una volta una posizione chiara di condanna verso chi in maniera ignorante e approssimativa offende anche con la bandiera tricolore, rappresentata su questi adesivi con le bande orizzontali, come quella ungherese”. 
“Sulla toponomastica, così come su tutti i tentativi di aggredire l’identità italiana, saremo vigili e pronti ad intervenire per tutelare una storia che in cento anni è divenuta parte integrante della cultura del nostro territorio”, conclude Urzì.
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